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Teriaca veneziana, una panacea contro ogni male

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La teriaca è un antico composto medicinale che per secoli fu utilizzato per la cura dei più svariati mali. Risale a tempi antichissimi e la ricetta, che originariamente era composta da quattro misteriosi ingredienti, si è arricchita nel corso del tempo. Infatti, a seconda dei luoghi e delle possibilità, nella magica pozione venivano mescolati i più impensabili prodotti. Si dice addirittura che certi usavano aggiungere al composto polvere di mummia!

Leggenda narra che la storia della teriaca iniziò con Mitridate VI Eupatore, re del Ponto (132-63 a.C.) che, ossessionato dalla possibilità di essere avvelenato, commissionò ai suoi medici un potente antidoto. Il medico di Nerone, Andromaco il vecchio, aggiunse uno degli ingredienti che passarono alla storia: la carne di vipera. Si pensava che l’animale velenoso contenesse in sé anche l’antidoto al suo pericoloso siero. L’etimologia della parola infatti deriva dal greco θηριακή thēriakḗ, cioè antidoto.

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Una selezione di ingredienti speciali

QUANDO SERVIVA LA TERIACA: USO E DOSAGGI

La ricetta della teriaca dunque fu inizialmente pensata come antidoto al veleno, ma si tramutò ben presto in panacea per tutti i mali, o quasi. Era un ottimo ricostituente, aiutava la vista, agiva contro le infezioni al fegato e ai reni. Placava l’insonnia, le febbri maligne, le coliche, la tosse, le emicranie e ogni sorta di infezione. Veniva usata anche contro la peste e la lebbra. Si diceva avesse effetti benefici sull’epilessia e la pleurite. Non da ultimo poteva essere d’aiuto nei casi di pazzia e perché no, risvegliare gli appetiti sessuali.

Per quel che riguardava modi e tempi di assunzione, vi erano regole ben precise. Andava presa dopo che il corpo veniva completamente purgato, pena effetti contrari. Escludendo casi gravissimi, era meglio usarla solo nei mesi meno caldi, cioè in autunno, in inverno e nel principio di primavera. Il dosaggio variava a seconda della gravità delle malattie e dell’età del paziente. Da una dramma (circa 1,25 grammi) a mezza dramma da sciogliere in vino, miele o acqua.

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La scodella ricavata nella pavimentazione davanti alla farmacia Due Colonne (S. Polo) dove veniva preparata la teriaca

UNA SPECIALITA’ TUTTA VENEZIANA

Sebbene fosse un rimedio noto un po’ ovunque, il suo apogeo lo ebbe proprio grazie a Venezia. Infatti, essendo la città un crocevia tra Oriente e Occidente era un punto di scambi e commerci fondamentali per la preparazione del composto. La teriaca aveva bisogno di molte spezie che venivano da Oriente per la sua preparazione e a Venezia si era certi di trovarle della più alta qualità. Le regole per la preparazione erano severe, si doveva rispettare la qualità degli ingredienti e seguire gli influssi astrali. La teriaca divenne così una parte importante dell’economia cittadina, quasi un monopolio della Serenissima.

La preparazione dell’antidoto, che doveva poi macerare per almeno sei anni e poteva essere conservato per trentasei, era divenuta una sorta di cerimonia pubblica. Gli addetti alla preparazione della pozione stavano in piazza, con abiti particolari per essere meglio riconosciuti, e facevano il loro lavoro in pubblico. Veniva così dimostrate la buona composizione del prodotto e tutto il suo valore. La teriaca veneziana era infatti una delle più rinomate e delle più costose. Si continuò a confezionarla in laguna fino alla metà dell’Ottocento. Ora pare che parte dei suoi benefici ingredienti siano usati per la preparazione di un amaro svedese.. forse da provare!

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Teriaca veneziana, una panacea contro ogni male ultima modifica: 2017-03-23T11:40:20+00:00 da Eva Zilio

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