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Venezia e i suoi gatti: il progetto “Cats in Venice”

Intervista a Marianna Zampieri, catographer, che ci parla del suo amore per i gatti e per Venezia, coniugati nel progetto fotografico “Cats in Venice”.

Venezia e i suoi gatti

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Un quotidiano incanto

Come e quando ha deciso di dar vita al suo progetto “Cats in Venice”?

Ho iniziato a fare le prime fotografie poco dopo che Arthur, il mio amico felino, è entrato far parte della mia vita circa 4 anni fa. Sono sempre stata una grande appassionata di mici. Ho trovato nella fotografia un modo piuttosto diretto per comunicare e dimostrare quello che mi lega a questi splendidi animali. Ho cominciato fotografando incontri fortuiti con gatti di strada o di colonia. Durante i miei primi giri sono stata diverse volte a Venezia. E’ una città di cui sono letteralmente innamorata, che ha con questi animali un rapporto davvero speciale e che affonda le sue radici nella notte dei tempi.

Sono riuscita a scattare le prime foto con lo sfondo mozzafiato e unico di una città incredibile, senza però di fatto avere un’idea di base. Circa 2 anni fa ho un po’ accantonato la fotografia ‘di strada’ per dedicarmi al mio primo vero progetto fotografico. Si tratta di ‘Passions‘ seguito poi da ‘C-AT Work‘. Entrambi ovviamente hanno come protagonisti i miei amati felini accompagnati dalle persone con cui hanno creato un legame di fiducia e rispetto. In casa o nei luoghi di lavoro più inaspettati. Mi sono quindi dedicata a lungo a questi progetti che mi hanno portato ad esporne il risultato in diverse città durante l’anno 2016 e inizio 2017.

Una storia tra le storie

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Presenze feline

Perché ha scelto di fotografare proprio i gatti per raccontare Venezia e come queste due sue passioni si sono intrecciate?

Dopo un po’ di tempo passato a scattare in luoghi per lo più chiusi, più o meno a metà 2017, ho sentito la necessità di tornare a fotografare ‘in strada’. Ho ripreso in mano, in maniera più organizzata e impegnativa, ciò che avevo iniziato tempo addietro. Da qui è partito “Cats in Venice”. Mi sono rivolta direttamente ai veneziani. Ho chiesto loro indicazioni in merito i gatti residenti in città, liberi di muoversi tra le calli.

Hanno risposto con numerose segnalazioni e con un insperato entusiasmo a un progetto che non solo raccogliesse una serie di fotografie ma che raccontasse anche qualcosa dei vari gatti della città. Ciò che mi ha portato a decidere di strutturare il progetto in fotografie correlate da una descrizione del gatto ritratto, che ne spiegasse la vita e la personalità, mi è venuto proprio dalle segnalazioni ricevute. Nella maggior parte dei casi non erano solo gatti ma gatti ‘famosi’ con un nome proprio e una particolare zona di ‘competenza’.

La voce di una città

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Una visita alla libreria Acqua Alta

Qual è il rapporto della città coi suoi gatti?

Venezia è una città unica nel suo genere, mi ritengo davvero fortunata ad avere una tale ricchezza artistica così a portata di mano, ma c’è molto di più. Ciò che la lega ai suoi gatti è un rapporto di mutua necessità. I gatti servono a Venezia e Venezia è la città che più sembra a misura di gatto. Dal punto di vista della sicurezza (non ci sono auto!!) e del rispetto della natura di questo animale. Molti gatti non sono solo liberi di girare ma anche liberi di scegliere dove stare. Diverse sono state le storie che mi sono state raccontate di gatti di proprietà di un determinato negozio che invece hanno eletto un altro luogo come loro punto di riferimento a cui tornare al termine dei vari giri di perlustrazione.

Molti quelli che hanno cambiato residenza dopo l’arrivo di un secondo ospite felino non gradito. Alcuni che semplicemente amano passare a salutare le persone all’interno di altre attività commerciali prima di rientrare nella propria, magari evitando le zone di conflitto con ‘a-mici’ non troppo socievoli. C’è un affascinante intreccio di storie, personalità, decisioni e libertà che questi gatti raccontano che credo rappresenti la grande bellezza di questo progetto. Il tutto arricchito dal rispetto e l’orgoglio con cui i veneziani raccontano e accolgono i loro gatti.

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In osteria

I prossimi appuntamenti

E la storia che più l’ha affascinata?

Sono talmente legata a tutti quelli che ho avuto la fortuna di fotografare fino ad oggi che non saprei indicare la storia più coinvolgente. C’è Wendy che dopo l’arrivo di un secondo gatto si è trasferita qualche portone più in là e non vuole più far ritorno a casa. Poldo che ama trascorrere le giornate in libreria piuttosto che presso il suo panificio. Ravi che non va d’accordo con il suo vicino di negozio Sandrone mentre lui, molto socievole, spesso va a salutare il suo amico umano in legatoria. Biagio, vera istituzione dell’università da ormai 18 anni. Potrei andare avanti all’infinito, ma piuttosto invito tutti a scoprire quello di cui parlo e di cui mi sono innamorata visitando la pagina facebook dedicata (www.facebook.com/CatsinVenice) oppure venendo a visitare l’esposizione che si terrà in centro a Vicenza da novembre a gennaio.

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Venezia e i suoi gatti: il progetto “Cats in Venice” ultima modifica: 2017-08-30T10:01:10+00:00 da Eva Zilio

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