FOOD & DRINK INTERVISTE VENEZIA DA SCOPRIRE

Due minuti con Elisa all’Anice Stellato

L’anice stellato, con la sua forma particolare e il buon profumo, è una spezia degna di nota. Ai tempi della Serenissima, quando Venezia era la porta dell’Oriente, era una delle tante spezie che passavano per la città lasciando il segno di una multiculturalità affascinante. Venezia è da sempre un crocevia di culture e tradizioni il cui segno è rimasto impresso anche nel patrimonio culinario. Il nome “Anice stellato” fu dato al locale dai suoi primi proprietari, Franca e Silvio, per celebrare questa storia così ricca di tradizione. Il ristorante Anice Stellato nasce nel 1999 ma arriva all’attuale gestione solo tre anni fa. Situato nelle Fondamenta della Sensa, sestiere di Cannaregio, è un rifugio di pace a pochi passi da Strada Nuova. Si tratta di un ristorante spazioso e luminoso articolato in tre stanze per un totale di circa 45 coperti. L’interno è semplice ed intimo, vi è una bellissima colonna del ‘500 che fa da perno alla sala principale. Col bel tempo c’è la possibilità di sedere in fondamenta.

anice stellato

Elisa e Ronny

UN’ACCOGLIENZA SORRIDENTE

Ad accoglierci e guidarci alla scoperta della storia dell’Anice Stellato è il sorriso di Elisa, che da tre anni ha preso in gestione il ristorante assieme al marito. Veneziani di adozione, la coppia cerca di preservare lo spirito autentico della laguna, il fascino che li ha stregati al punto da convincerli a restare. Dagli occhi di Elisa traspare tutta la passione per la sua attività mentre ci parla della filosofia che sta alla base della loro gestione: fare in modo che nelle due ore trascorse al tavolo la persona si senta al meglio. E’ proprio questo entusiasmo e la delicatezza di ogni dettaglio che rendono speciale la cucina. Per il menù infatti la parola chiave è semplicità. Elisa ci dice di come la scelta di ogni prodotto sia una questione di identità e dunque non discutibile.

anice stellato

Un particolare della sala

UN MENU’ DA SCOPRIRE

Le linee guida sono l’artigianalità, la sostenibilità della produzione che è sempre locale e stagionale. Un modo per guidare il cliente alla scoperta della storia culinaria di Venezia e delle eccellenze regionali. A farla da padrone è il pesce, ma nel menù troviamo anche piatti di carne e piatti vegetariani, sempre più richiesti. La cura del dettaglio parte dalla scelta delle farine, passa per le verdure, la pasta e i vini. Proprio a questi c’è un occhio di riguardo. Elisa, che è sommelier, si occupa personalmente della scelta dei vini seguendo dei criteri rigidi a proposito della coltivazione dei vigneti e della fermentazione in cantina che devono essere quanto più naturali possibile. Ogni settimana alla carta ci sono circa nove bottiglie (tre bianchi, tre bollicine e tre rossi) per stimolare la curiosità dei clienti.

anice stellato

L’Anice Stellato è famoso per la qualità e l’attenzione ai dettagli

LA FILOSOFIA DELL’AUTENTICITA’

In ogni gesto traspare la filosofia dell’autenticità come resistenza attiva alle grandi produzioni che, come il turismo su larga scala, rischiano di soffocare lo spirito più genuino delle cose. A rendere ancora più intimo e vivace il cuore dell’Anice Stellato sono le storie dello staff. A guidare i clienti alla scoperta della città con uno sguardo inedito e appassionato ci sono Ronny, il cameriere berlinese e Nozomi, la cuoca arrivata da Tokyo. E’ con questo spirito che viene mantenuta l’idea di crocevia dei popoli che Venezia per tanti anni è stata. Le loro storie cariche di fascino e passione rendono il posto ancora più vivo e completamente immerso nella tradizione secolare della città. Assolutamente da provare, lo consigliamo col cuore!

Anice Stellato

L’Anice Stellato, in fondamenta della Sensa

UNA SPECIALITA’ DELL’ANICE STELLATO

Per voi, ecco la ricetta di una della specialità del ristorante: Pasta ai fagioli, cozze e guanciale croccante

Ingredienti per 4 persone:

1200 g di cozze
800 g di fagioli borlotti
500 g di mezzemaniche
1 cipolla rossa
100 g di guanciale
1 mazzetto aromatico

Preparazione

– Tagliare la cipolla a pezzi grossolani e soffriggere in abbondante olio di oliva.
– Aggiungere i fagioli precedentemente ammollati in acqua fredda (12 ore circa).
– Aggiungere il mazzetto aromatico e acqua fino a coprire.
– Cuocere per 2 – 2 ore e mezzo.
– Nel frattempo pulire le cozze eliminando la barbetta e strofinando i gusci sotto l’acqua corrente.
– Aprire le cozze in una casseruola coperta a fuoco vivo.
– Sgusciare le cozze e filtrare il liquido di cottura con un colino fine.
– Tenere da parte un po’ di fagioli e frullare la parte rimanente insieme all’acqua di cottura delle cozze.
– Passare il composto al colino fine.
– Montare con olio di oliva e aggiustare con sale e pepe.
– Tagliare il guanciale a striscioline e cuocere in forno a 200 gradi per 6 minuti.
– Lessare le mezzemaniche in abbondante acqua salata, scolare al dente e unire alla crema di fagioli.
– Aggiungere le cozze sgusciate e i fagioli interi e finire con il guanciale croccante, un filo d’olio extra vergine di oliva e una spolverata di pepe.

 

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Due minuti con Elisa all’Anice Stellato ultima modifica: 2017-03-06T15:47:15+00:00 da Eva Zilio

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