Site icon itVenezia

Fenice: il nuovo sovrintendente si presenta alla città

Nicola Colabianchi Nuovo Sovrintendente

La sua prima settimana alla Fenice è stata dedicata all’incontro con le maestranze e con la direzione amministrativa: “Ho trovato da parte di tutti molta disponibilità e un teatro in ottima salute da un punto di vista economico, con introiti importanti e un’attività intensa”. Esordisce così Nicola Colabianchi, nuovo sovrintendente, ma anche direttore artistico, del Teatro La Fenice di Venezia presentandosi alla città. Succede a Fortunato Ortombina, passato dalla fine dello scorso anno al Teatro La Scala di Milano. E anticipa subito, fra quelli che saranno i suoi programmi, la necessità di tornare al repertorio, “Al recupero di una programmazione che il pubblico amava, godeva, e che è un po’ passata di moda“.

Spazio al repertorio, tra autori noti e meno noti

La prossima stagione – anticipa – farà riferimento al repertorio di fine Ottocento e inizio Novecento. La lirica aprirà con ‘La clemenza di Tito’ di Wolfgang Amadeus Mozart”. Nessun’altra anticipazione, il programma verrà presentato nei prossimi mesi. Quel che è certo è che, nel tempo, alla Fenice sentiremo anche autori meno frequentati. “Proporrò tutto il repertorio – aggiunge – Non mancheranno autori molto conosciuti quali Čajkovskij, Beethoven, Rachmaninov, che amo moltissimo. Ma ci saranno anche compositori italiani come Lorenzo Perosi, Alfredo Casella, Licinio Refice. Quest’ultimo era un religioso di cui Toscanini ebbe a dire: se quel Refice non avesse la tonaca, sarebbe il più grande compositore italiano”.

Il Teatro Malibran un faro per l’opera barocca

Spazio a compositori americani e inglesi quali “Leonard Bernstein, Aaron Copland, Samuel Barber e William Schuman. Sentiremo anche le sinfonie di Carl Nielsen e quelle di Anton Bruckner. Senza dimenticare le nuove proposte. Opere nuove o commissionate, perché la cultura musicale deve attingere al passato ma non può prescindere dal presente. Avremo anche grande attenzione per la danza”. Un discorso a parte per il Teatro Malibran, che Nicola Colabianchi vorrebbe far diventare “Un faro per l’opera barocca, da mettere in scena con la filologia allargata ai costumi e alle scene, per dare centralità a quel repertorio a livello internazionale. Perché Venezia è una grande capitale. Lo è stata per mille anni e la si percepisce ancora”.

Un teatro con tanti segni più

Il nuovo sovrintendente del teatro veneziano, che viene dal Teatro Lirico di Cagliari e che è stato anche direttore artistico all’Opera di Roma, esordisce in un teatro che funziona e con tanti segni più. Lo conferma il direttore generale Andrea Erri. I quattro concerti di Capodanno hanno toccato quest’anno per la prima volta gli 800 mila euro di fatturato. I primi tre mesi del 2025 hanno registrato, rispetto al passato, il numero più alto di prenotazioni con vendite che normalmente si raggiungono a giugno. I mini abbonamenti legati al balletto hanno avuto un successo enorme. Il recente Barbiere di Siviglia ha fatturato 850 mila euro sui 750 mila previsti. Anna Bolena, in calendario dalla fine di marzo, ha già superato il budget previsto. E i numeri dicono che Venezia è attrattiva per i turisti anche per il suo Teatro.

Nicola Colabianchi, che è compositore, direttore d’orchestra, dirigente teatrale, pianista, librettista, è anche autore di opere liriche legate all’attualità come Mandrake, il Mago, prima opera lirica ispirata ad un fumetto. “Perché – spiega – serve anche l’apertura alla quotidianità”. E la vicinanza al pubblico: “Non possiamo perdere l’emozione del pubblico verso l’espressione artistica. Il nostro lavoro deve essere rivolto e aperto a chi ci ascolta, ai nostri utenti”.

Fenice: il nuovo sovrintendente si presenta alla città ultima modifica: 2025-03-22T10:31:04+01:00 da Cristina Campolonghi

Commenti

Exit mobile version