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Il vetro di Murano alla Biennale del dopoguerra: gli anni d’oro dal 1948 al 1958

Stanze Vetro 2026 D

Un viaggio nella creatività del vetro di Murano dell’immediato secondo dopoguerra, alla scoperta di pezzi rari, in molti casi unici. Un viaggio ricco di scoperte e soprattutto di bellezza, che riserva sorprese di stanza in stanza. E sono proprio Le Stanze del Vetro, nell’isola di San Giorgio Maggiore, a proporre anche quest’anno una mostra –1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia, a cura di Marino Barovier – terzo capitolo del ciclo dedicato alla presenza del vetro muranese alla Biennale.

Una mostra allestita con lo stile e la raffinatezza di sempre. Da quando, nel 2012, la Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung hanno avviato questo progetto culturale per riportare il vetro al centro del dibattito e della scena artistica internazionale. Tante mostre a San Giorgio, “migrate” successivamente in importanti sedi museali internazionali. Finora sono 35 tra Venezia e le altre destinazioni, per un totale di un milione e 600 mila visitatori. Un grande successo per un progetto espositivo che non ha mai visto la partecipazione delle istituzioni pubbliche ma che con la Fondazione Cini, e con i veneziani, ha trovato la sintesi perfetta.

Colori, tecniche, forme raccontano il vetro di un’epoca nuova

Si parte anche quest’anno dalla saletta della memoria, che racconta con documenti e contributi video quel decennio ricco di vitalità ed effervescenza, di rinnovamento dopo gli anni bui della guerra. E’ il momento della rinascita, cruciale per l’Italia e anche per Murano dove libertà, inventiva ed entusiasmo si traducono in un rinnovamento dell’arte vetraria nel contesto della Biennale che proprio nel 1948 riapre dopo sei anni di interruzione a causa della seconda guerra mondiale.

Centosessanta le opere in mostra, per raccontare un’epoca che vede convivere la tradizione con rinnovata creatività ed entusiasmo. Tra nuovi processi di lavorazione e sperimentazioni sulla materia. Tecniche antiche reinterpretate per dare vita a vetri trasparenti, pesanti sommersi o leggeri soffiati. L’attenzione al colore è dominante. La forma spazia dal rigore nordico alla leggerezza delle linee morbide fino alla plasticità della scultura.

Gli artisti e le vetrerie

Se nel 1948 il vetro condivide il Padiglione Venezia con le altre arti decorative, nel 1952 quegli spazi vengono interamente destinati al grande vetro muranese. Anni d’oro che vedono, in apertura della mostra, le “esplosioni” dello spazialista Vinicio Vianello con due straordinari vasi della serie Murano. Reazione nucleare. Vianello usa il vetro come mezzo espressivo, così come gli artisti Ezio Rizzetto e Anzolo Fuga, quest’ultimo un vetratista che nel 1958 realizza il Paesaggio marziano. Splendono in questo periodo le fornaci storiche: Venini, Barovier & Toso, Seguso Vetri, Aureliano Toso, Fratelli Toso, AVEM, per le incisioni S.A.L.I.R. E le più recenti Gino Cenedese, Alfredo Barbini, Archimede Seguso. Tra cultura e design, sono i testimoni di una stagione eccezionale. Venini con le sue maschere della Commedia dell’Arte, la serie a macchie di Bianconi, i vetri a fasce e forati, il mosaico multicolore, le diverse interpretazioni della filigrana a retortoli o zanfirici. Seguso con i suoi vasi siderali. Aureliano Toso e la Bottiglia del Mago a tessiture policrome, ma anche le serie Oriente e Eldorado. Barovier e Toso con la serie Millefili che per un suo modello riceverà una segnalazione d’onore al Compasso d’Oro. Pillole di una mostra tutta da vedere e da assaporare.

1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia resterà aperta fino al prossimo 22 novembre. E’ corredata da un prezioso catalogo, a cura di Marino Barovier e Carla Sonego. L’ingresso alla mostra (come pure le visite guidate e le proposte didattiche) è gratuito. In linea con il modello culturale anglosassone che prevede l’accesso libero agli spazi espositivi e alle esposizioni perché la cultura è patrimonio appartenente alla comunità.

(crediti foto: Enrico Fiorese)

Il vetro di Murano alla Biennale del dopoguerra: gli anni d’oro dal 1948 al 1958 ultima modifica: 2026-05-02T09:44:52+02:00 da Cristina Campolonghi

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