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Quelle ostriche di duemila anni fa, oggi al Museo di Storia Naturale

Ostrarium E

Tra archeologia e scienza. Quattro anni di ricerche sul fondale della laguna nord, in zona Canale Rigà a Lio Piccolo-Cavallino Treporti, hanno portato alla scoperta di un sito archeologico sommerso di straordinario interesse. Non solo i resti di un’antica villa, un edificio di lusso di cui già si sapeva. Ma anche, e questa è una scoperta unica in Italia, quelli di un antico ostrarium romano. Una vasca di mattoni e tavole di legno contenente circa 300 gusci di ostriche. Questi, come altri reperti rinvenuti nel sito, si sono conservati in ottimo stato perché si trovavano sotto due metri di fango che li ha protetti. L’ostrarium, databile al primo secolo dopo Cristo come la villa cui era probabilmente annesso, era una struttura destinata non tanto alla crescita dei molluschi quanto piuttosto al loro mantenimento.

I gusci dimostrano infatti di avere tutti la stessa età, intorno ai sette anni. Non era quindi una vivaio ma una vasca annessa alla villa. Con la funzione di conservare le ostriche fresche affinché il proprietario del complesso edilizio ne facesse uso a suo comodo. Per offrirle ad ospiti illustri o per arricchire il suo banchetto. Una scoperta unica in Italia e che è comparabile ad un solo rinvenimento analogo in Europa, nella laguna di Narbonne in Francia. Gli straordinari gusci di ostriche, che sembrano raccolti ieri, sono esposti fino al prossimo 2 novembre a piano terra del Museo di Storia Naturale “Giancarlo Ligabue” di Venezia. Insieme a reperti, immagini, video delle operazioni relative a questo di scavo subacqueo e alle ulteriori attività di ricerca. Oltre ad un modello tridimensionale del sito archeologico.

Importante il lavoro di squadra a monte della scoperta, che ha visto collaborare insieme diversi saperi: archeologi, biologi, geologi … su un progetto realizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia. E’ il racconto di una scoperta archeologica. Ma rappresenta anche un nuovo elemento per leggere la storia della laguna “prima di Venezia”, in epoca imperiale romana. Ne sono testimonianza non solo l’ostrarium ma anche centinaia di frammenti di affresco, tessere di mosaico, lastrine di marmi pregiati. E di una particolare gemma preziosa, forse la pietra di un anello appartenuto a chi frequentava il lussuoso complesso di cui oggi si trovano ancora le fondazioni subacquee in mattoni e pali. Probabilmente era una di quelle ville marittime che, alla fine del primo secolo dopo Cristo, Marziale collocava nei Lidi di Altino. Simile a quelle che si trovano nel parco archeologico subacqueo di Baia.

Il progetto di ricerca è stato reso possibile, oltre che dai finanziamenti dell’Università Ca’ Foscari – Dipartimento di Studi Umanistici, anche da quelli del Comune di Cavallino Treporti, del progetto CHANGES PNRR e di un progetto PRIN PNRR, in collaborazione con il Dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Firenze.

(crediti foto: Musei Civici Venezia)

Quelle ostriche di duemila anni fa, oggi al Museo di Storia Naturale ultima modifica: 2025-04-28T10:21:28+02:00 da Cristina Campolonghi

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