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Venezia 83, cala il sipario

Venezia 83 Chiusura

Cala il sipario sull’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Con i Leoni che ieri sera hanno premiato con l’Oro il film Kvinde Ukendt (Woman Unknown) dell’unica regista donna in concorso, May el-Toukhy.

Da sinistra, Mikael Rieks, May el Toukhy, Alberto Barbera, ph. Andrea Avezzù, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

L’Italia esce quasi a mani vuote, nonostante i cinque film in gara. Nessun Leone nel concorso principale, ma due premi al film I figli della scimmia di Tommaso Landucci e Damiano Femfert, presentato in Orizzonti. La cui giuria (presieduta da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi) ha assegnato a Tommaso Landucci e Damiano Femfert il premio per la miglior sceneggiatura. E a Riccardo Scamarcio quello per il miglior attore.

Riccardo Scamarcio, ph. Andrea Avezzù, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

La Mostra si chiude con tanti segni più, come ha ricordato ieri il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Dieci giorni di grande cinema sempre più seguiti, con i consueti arrivi da fotografia alla darsena dell’Hotel Excelsior, con i fan assiepati lungo il red carpet, con tanta gente, pubblico e critica nella cittadella del cinema davanti all’ormai storico Palazzo – è stato inaugurato nel 1937 – che ha ospitato ogni sera le proiezioni principali. Una Mostra ricca di volti, sorrisi, sfilate e glamour. A chiusura della manifestazione, restano impresse le immagini del Premio alla Carriera George Clooney: simpatico, comunicativo, disponibile con il pubblico e sempre pronto ai flash dei fotografi. Sul red carpet era accompagnato dall’immancabile moglie Amal che ha sposato proprio a Venezia.

George and Amal Clooney, Ph. Jacopo Salvi, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

Ellen Burstyn, secondo Leone d’Oro alla Carriera, ha portato al Lido i suoi splendidi 93 anni, e al festival è arrivata non solo per ritirare il prestigioso riconoscimento, ma anche per presentare due nuove interpretazioni (fuori concorso): “Flesh Impact” pellicola dedicata a Marilyn Monroe (in occasione del centenario della sua nascita) e diretta da Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria internazionale del festival e autrice della laudatio; e “Place to Be” del regista ungherese Kornél Mundruczó.

Ellen Burstyn e Pietrangelo Buttafuoco, Ph. Andrea Avezzù, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

I dieci giorni di festival hanno visto al Lido tanti altri divi acclamati, come il cantante e attore Ricky Martin. I due fratelli Gallagher degli Oasis, tanto attesi quanto poco disposti a concedersi a pubblico e critica, hanno disertato anche la conferenza stampa per la presentazione al Festival del documentario sul tour della loro reunion lo scorso anno.

Renzo Rosso, ph. Andrea Avezzù, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

Al festival c’è stato spazio anche per il Veneto con la presentazione del documentario fuori concorso dedicato al patron della Diesel, il vicentino Renzo Rosso. Be Brave, diretto da Francesco Carrozzini e presentato nella sezione Venice Open. Francesco Carrozzini racconta il grande protagonista della moda internazionale Renzo Rosso realizzandone un ritratto originale e senza sconti. E lo fa utilizzando l’intelligenza artificiale. Senza però mai abdicare al totale controllo creativo su tutti gli elementi del film.

La Mostra del Cinema è stata anche occasione per incontrare Alberto Trentini, il cooperante veneziano detenuto per oltre un anno in carcere in Venezuela e liberato lo scorso gennaio dopo lunghe e complesse trattative diplomatiche. Protagonista di un incontro nell’ambito della rassegna cinematografica, Trentini, che abita al Lido, sta scrivendo un libro sulla sua esperienza prima di riprendere l’attività di cooperante.

Dio ride, da sinistra Silvio Orlando Giovanni Veronesi Pierfrancesco Favino, ph. Andrea Avezzù, Courtesy Archivio Storico La Biennale di Venezia

Dopo la cerimonia di consegna dei Leoni, Venezia 83 si è chiusa con il film, fuori concorso, Dio ride di Giovanni Veronesi. Protagonista Pierfrancesco Favino, Fra Leopoldo Casamacchia che nella Toscana del ‘600 parla di Dio sorridendo e racconta il Vangelo con gioia. Provocando irritazione a Roma dove il Papa mette in moto l’Inquisizione.

Oggi la cittadella del cinema è già un cantiere: le star, piccole e grandi, sono partite o in fase di partenza. Le luci si sono spente. Vuoto il red carpet. Le strutture che hanno accolto proiezioni, incontri, interviste, dibattiti sono già in fase di smobilitazione. In attesa di Venezia 84. che si terrà dall’1 all’11 settembre 2027.

Venezia 83, cala il sipario ultima modifica: 2026-09-13T11:28:24+02:00 da Cristina Campolonghi

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