“Quello che lega i tre festival della Biennale – Teatro, Danza, Musica – è il rapporto fondamentale che nelle tre discipline artistiche lega l’artista e il suo pubblico. Rapporto che quando è ‘dal vivo’, come nel caso specifico, rappresenta un’eccellenza, la più adatta a fruttificare“. Così il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, introduce i tre festival di Teatro (dal 7 al 21 giugno), Danza (dal 17 luglio all’1 agosto), Musica (dal 10 al 24 ottobre) della Biennale di Venezia.
Tre festival in relazione reciproca e capaci di dialogare con tutti gli altri settori della Biennale. Buttafuoco ringrazia in primis il Ministero della Cultura, quello con cui è recentemente entrato in rotta di collisione per la partecipazione della Russia (assente dall’invasione dell’Ucraina) alla 61. Biennale Arte. Anche questa volta privilegia il discorso artistico rispetto a qualsivoglia implicazione politica. La Biennale guarda a quello che le accade intorno, guerre comprese, ma è soprattutto “Un osservatorio sull’evoluzione”, spiega. E i titoli di queste “arti dal vivo” sono “tutti legati all’urgenza della ricerca e della capacità di produrre pensiero”. Tutti, a sentire i programmi presentati dai tre curatori, con il comune denominatore di contesti anche lontani e diversi da quelli occidentali. Viene da aggiungere, fatti i dovuti distinguo, in linea con quello che sarà il profilo della prossima Biennale Arte.
Biennale Teatro: Alter Native
La 54. Biennale Teatro nasce sotto il segno di Alter Native, titolo che volutamente è vago ed evocativo. Dove laparola “Alter”, spiega il direttore Willem Dafoe, vuole significare cambiamento, la parola “Native” vicinanza alla propria natura ma anche cultura di provenienza. “Sarà – aggiunge – un’esplorazione del teatro radicato nelle proprie tradizioni, nella spiritualità“. Fra i 55 appuntamenti in programma, l’italiana Emma Dante, Leone d’oro alla carriera, presenterà in prima assoluta I fantasmi di Basile, affrontando l’universo immaginifico e barocco dello scrittore napoletano Giambattista Basile. Il Leone d’argento, Mario Banushi, esponente del nuovo teatro greco, sarà al festival con la trilogia Romance familiare. Un paesaggio della memoria che affonda le radici in riti e tradizioni ancestrali legati all’infanzia albanese di Banushi. Per tutta la durata del festival, nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sarà ospitato un omaggio a Bob Wilson, grazie ai materiali raccolti e conservati all’ASAC, l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale.
Biennale Danza: Time Does Not Exist
Per la Biennale Danza 2026 Time Does Not Exist, come recita il titolo della rassegna. “Gli artisti della danza, quelli di oggi e quelli del passato, lo hanno sempre saputo – sottolinea il direttore Wayne McGregor – Il tempo non è lineare, presente e passato si intrecciano. Questa esplorazione del tempo porta a scandagliare i temi della memoria, dell’identità e dell’esistenza”. Oltre 60 gli spettacoli previsti. Dalle Prime Nazioni australiane al Sudafrica, i Leoni della Biennale Danza 2026 portano a Venezia Bangarra Dance Theatre (Leone d’oro alla carriera), la prima formazione interamente composta da danzatori aborigeni australiani. E la danzatrice, coreografa, regista e attivista Mamela Nyamza (Leone d’argento) con l’omonima compagnia. Entrambe le formazioni debuttano con due prime europee. Giunta alla sua ventesima edizione, la Biennale Danza si racconta – attraverso film, fotografie, testi, documenti, oggetti, interventi – in una mostra, Life Lines, creata in collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale – ASAC.
Biennale Musica: A Child of Sound
La curatrice Caterina Barbieri ha scelto il titolo A Child of Sound per il 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea. “La grazia del bambino che incontra il mondo – spiega – è la stessa grazia attraverso cui la musica sa disarmarci. Il musicista deve conservare un modo di ascoltare simile a quello dei bambini: un ascolto vergine, non giudicante, libero”. E sottolinea il potere salvifico della musica, “terapia dell’anima”. Biennale Musica 2026 propone oltre 40 appuntamenti fra cui quello con il Leone d’oro alla carriera, Keiji Haino, che si esibirà in un concerto site-specific per voce e strumenti a corda. Presenterà anche un documentario sulla sua carriera, mai visto fuori del Giappone. Il Parco della Musica Contemporanea Ensemble assocerà la prima esecuzione assoluta di Musica per una fine di Ennio Morricone, lavoro inedito costruito attorno a una poesia di Pier Paolo Pasolini letta dal poeta, a un programma su Johann Sebastian Bach e una commissione a Sarah Davachi, una delle voci più interessanti e coerenti della scena musicale contemporanea, che al Festival riceverà il Leone d’argento.
I numeri dei festival
Complessivamente saranno 158 gli appuntamenti per 470 artisti che arriveranno a Venezia per i festival di Danza Musica e Teatro. Provenienti dall’Italia alle sponde del Mediterraneo, dalla Lapponia al Sudafrica, alle regioni del Daliangshan cinese, al sud est asiatico. Ma anche da Giappone, Samoa, Nuova Zelanda. Si aggiungeranno gli artisti under 30 di Biennale College, giovani che si affacceranno al mondo dell’arte per portare sul palcoscenico internazionale dei festival le loro creazioni. Quest’anno sono giunte 1.841 domande di partecipazione da 48 Paesi diversi.
(foto in evidenza: la presentazione dei festival con, a destra, i tre direttori)

