Mr Wob & the Canes, il ritorno del blues "alla marinara"

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INTERVISTE MUSICA

Mr Wob & the Canes, il ritorno del blues “alla marinara”

Wob Loro

Se chiedete al frontman dei Mr. Wob and The Canes il perché del nome del gruppo, potrebbe rispondervi che é un mistero! Ma dopo un po’ si capirebbe che Andrea Facchin, oltre che con la chitarra, ci sa fare anche con l’ironia. E quindi vi svelerebbe il mistero: Wop era il nome che un tempo davano ai lavoratori migranti italiani negli Stati Uniti, Woppies, per la precisione, mentre The Canes non è inglese come potrebbe sembrare, ma viene dallatino, vuol dire cani e… “in inglese suovava bene”.
A proposito di suonare, loro sono un gruppo di blues, “quello vero”, intendiamoci, un blues realizzato secondo i canoni piú classici, anche se attualizzato e servito“a chilometro zero” grazie a testi dai riferimenti locali e marinari in particolare. E Andrea Wob Facchin & soci sono“sulla piazza” ormai dal 2012. Lui, mestrino classe 1979, ma con origini toscane, é da poco tornato da un tour musicale solitario in Irlanda, mentre ora con la band é giá alle prese con le date di prova per la presentazione del nuovo album.   

E proprio da qui parte l’intervista: Andrea Wob Facchin, che origini ha il vostro gruppo?  

Mr. Wob and The Canes é nato ormai da un sacco di anni, passando per  vari cambi di formazione. La band attuale, oltre a me (chitarre e voce), vede Giovanni “Sugo” Natoli, lo storico batterista/percussionista veneziano, e la nuova e giovane bassista Matilde Ceccherelli. Siamo nati come un trio acustico di blues, niente di più. Poi nell’arco di un annetto siamo arrivati a fare il primo album che si chiamava Invitation to the Blues.

Wob Facchin
Andrea Wob Facchin in un recente concerto a Mestre

Tutte cose “genuine”, mica cover band, vero?

No anzi, facevamo un sacco di cover, ma tutte vecchie canzoni di blues che non conosce nessuno. Quindi è come se fossero inedite, ma nei fatti abbiamo cominciato col primo album nel 2014. Da lì ne sono usciti altri tre, oltre a un EP nel 2024, che si chiamavaTales to the Se . Per questo ci siamo girati un po’ in giro, nel senso che siamo andati su e giù per l’Italia, in Portogallo, per esemio, poi, purtroppo da solo, mi sono fatto delle suonate in Irlanda anche quest’estate come Mr. Wop.

Vuoi raccontare qualcosa dell’ultimo album, che sta per uscire?

Il quarto album si chiama Low Tide Rituals, cioè rituali della bassa marea. Esce per l’etichetta Gorilla Punch Music di Siena e nasce in realtà sulla scia di un lungo progetto, che era cominciato con l’EP precedente, cioè canzoni al mare, nel senso di canzoni raccontate al mare. E’ un album che parla di barche, di mare e racconta storie poco famose, cioé non è un album che racconta delle famose navi, delle famose barche di Venezia, non parla delle gondole né della storia di Famagosta o Lepanto; parla in realtà di tutte storie reali, di barche reali, però perfettamente sconosciute, nonché di alcuni personaggi conosciuti, ma anche  di cose accadute a noi in barca o nei nostri viaggi.

Wob Disco
La copertina dell’ultimo album del gruppo

Come definiresti il  blues che suonate e anche quello che ascoltate?

Noi siamo partiti dal blues pre seconda guerra mondiale, un blues più vecchio possibile, recuperandone le forme più fantasiose, meno prevedibili, più influenzate. Il blues che normalmente ascoltiamo è quello di Chicago, quello 12 battute, regolare, ma in realtà un blues molto antico, pieno di influenze dalle altre comunità con cui i bluesmen convivevano.
Abbiamo recuperato quel blues lì,  abbiamo cercato di lavorare sui ritmi, andandoceli a prendere un po’ dai Caraibi, un po’ dall’ovest Africa e anche dalla zona di Mali e Senegal. Li abbiamo messi tutti assieme con un po’ di folk e questo è il nostro blues! Che ad ascoltarlo può non sembrare blues prevedibile, ma è molto più simile alle radici che il blues ha sempre avuto.

Parlando di contatti con il territorio, avevi conosciuto il bluesman veneziano per eccellenza, Guido Toffoletti?

Eh sì, Guido me lo ricordo, anche se ero ragazzino. Lui fu un punto di riferimento, perché suonava questo genere non solo a Venezia, ed è stato assolutamente un pioniere. Ma se  devo guardare alla mia gioventù blues veneziana, devo citare anche i Lagunablé, che nessuno cita mai, ma che sono stati pionieri anche loro, perché in un mondo di reggae, dove l’unico tentativo veneziano fatto, con una musica non folk, era dei Pitura Freska, i Lagunablé ci avevano invece provato col blues e secondo me i loro primi lavori erano davvero buoni e avrebbero meritato qualcosa in più.

È un po’ anche il destino di chi suona il blues, di non finire in classifica…

Ecco, sì, é proprio cosí. È triste da dire, ma è vero, insomma; forse perché il bluesman ha degli obiettivi diversi. Sopravvivere di solito è quello del bluesman, ma non certo finire sul lastrico…

Wob Con Me
Matilde Ceccherelli, Andrea Facchin e l’autore dell’intervista (foto RdN)

Il vostro nuovo album esce solo su vinile e online, due scelte antitetiche, come mai?

Per un motivo di pura osservazione della realtà: oggi in pochi ascoltano i CD, le cassette sono diventate un oggetto feticcio, non veramente una cosa d’ascolto. Non avere un disco non ci va, nel senso che ci piace l’idea di avere qualcosa di fisico. Il vinile sta un po’ tornando, ma non è che adesso tutti abbiano la piastra a casa e d’altra parte, per il modo in cui viviamo, non si può fare a meno di essere su delle piattaforme digitali. Inoltre abbiamo anche una distribuzione online, grazie all’etichetta Gorilla Punch Music, per la quale siamo su tutte le piattaforme musicali, cioè da Spotify a Amazon, Deezer o quel che è.

Andrea Wob Facchin, in conclusione arriviamo a dove suonerete e cosa avete in mente di fare!

Mah, adesso in realtà abbiamo avuto un’estate impegnativa fino a giugno. In luglio poi ci si è fermati perché appunto me ne sono andato in Irlanda per un po’. Ora stiamo riprendendo, abbiamo un paio di date a settembre. Una cosa bella che faremo sarà a metà ottobre, saremo a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, dove il 17 di ottobre la nostra etichetta organizza un festival con i propri artisti e poi faremo la presentazione ufficiale del disco… e avremo un po’ di altri giretti musicali da fare, insomma!

Mr Wob & the Canes, il ritorno del blues “alla marinara” ultima modifica: 2026-09-21T09:06:47+02:00 da Gigi Fincato

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