Tra scuola e giornalismo, scrivendo saggi (per e sulla scuola, e sulla letteratura), sceneggiature, testi per il cinema e la televisione. Oltre a varie raccolte di racconti e, soprattutto, a una trentina di romanzi. E’ stato assegnato allo scrittore napoletano Domenico Starnone il Premio Fondazione Il Campiello. Riceverà il prestigioso riconoscimento alla carriera in occasione della cerimonia finale del Premio che si terrà, sabato 3 ottobre, al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. Per questo premio speciale alla carriera si è scelta una delle voci più autorevoli della letteratura italiana contemporanea. Ventisei anni fa, nel 2000, andò in cinquina proprio al Campiello con la sua opera forse più nota, Via Gemito. Romanzo con cui nel 2001 ha vinto il Premio Strega.
“La sua produzione ha attratto negli anni – si legge nella motivazione del premio – l’attenzione e la viva ammirazione non solo dei critici letterari. Ma anche di storici, linguisti, osservatori della cultura e delle società italiane contemporanee, delle quali Starnone è uno dei testimoni più acuti e smaliziati. E che sempre si intravvedono in trasparenza in romanzi e racconti che pure spesso muovono da esperienze tutte private o da situazioni puramente interiori, emotive o sentimentali. Il Premio Campiello rende omaggio al suo lungo percorso intellettuale. E alla sua curiosa ricerca di nuove strade, spesso geniali, di descrivere e raccontare la vita nella sua normalità piena di paradossi“. “Con uno sguardo lucido, ironico e sempre umano – ha sottolineato Raffaele Boscaini, Presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto – ha raccontato il nostro Paese, restituendone le contraddizioni senza mai rinunciare alla complessità“.




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