Ieri a Venezia la Regata Storica 2026 all’insegna dello sport e della tradizione. Come ogni anno, con migliaia di persone che hanno assistito alla manifestazione in Canal Grande. Aperta dallo scenografico corteo storico, ha avuto nelle regate il suo cuore agonistico, momento clou della stagione di voga alla veneta nella città lagunare.

Sette le gare in programma: delle maciarele e delle schie (i bambini), delle giovanissime su mascarete a due remi, dei giovanissimi su pupparini a due remi, delle caorline a sei remi, delle donne su mascarete a due remi, dei gondolini a due remi, oltre alla sfida remiera internazionale delle università. Da sottolineare, quest’anno, un dato trasversale alle diverse categorie: l’età media piuttosto bassa. Quella delle partecipanti nelle categorie femminili si attesta sui 33 anni, quella dei gondolini sui 36, con quattro atleti che non superano i vent’anni. Le gare giovanili hanno coinvolto bambini dagli 8 ai 14 anni.

Come ha ricordato il sindaco di Venezia, Simone Venturini, “Quest’anno si impone con chiarezza un dato importante. La voga alla veneta è viva, attrae ancora i giovani che sempre più numerosi la praticano. Bambini, ragazze e ragazzi, giovani atleti che affrontano le categorie maggiori con competenza e passione dimostrano che questa tradizione non è un’eredità da conservare ma un modo di vivere che si trasmette naturalmente“. Da segnalare il messaggio contro la violenza sulle donne. Le atlete hanno gareggiato con, affisso sull’imbarcazione, un adesivo che riportava il numero antiviolenza e stalking, 1522.


La competizione più attesa, quella dei gondolini a due remi, ha visto la vittoria del gondolino bianco con l’equipaggio composto da Matteo Zaniol e Nicolò Trabuio. Per le donne al primo posto sono arrivate Silvia Bon e Debora Scarpa sulla mascareta verde. Dopo una gara che le ha viste primeggiare lungo tutto il percorso.
(crediti foto: ufficio stampa Comune di Venezia)




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