Il Patriarca Francesco Moraglia ricorre ad una citazione di Fabrizio De André per parlare della Madonna. Perché, ricordando la madre, il cantautore genovese l’aveva definita “il collante della famiglia”. In una Basilica della Salute ieri gremita di fedeli per la Messa solenne presieduta dal Patriarca, Francesco Moraglia ha ricordato nella sua omelia non solo la straordinaria bellezza del tempio eretto per un voto dopo che la città aveva perso migliaia dei suoi abitanti a causa della peste. Ma anche il suo essere luogo di culto dedicato alla Madonna e luogo della famiglia.

“La Basilica della Madonna della Salute – ha detto – è bella perché è bella e perché è la nostra casa di famiglia”. Poi, ricordando la figura della donna, ha aggiunto: “In un momento storico declinato più al femminile che al maschile, invochiamo la Madonna come la regina di tutti i Santi … Modello dei fedeli (dei battezzati) al di là del contesto sociale, culturale e storico di riferimento … Poiché nella sua condizione di vita ha aderito, in modo pieno e responsabile, alla volontà di Dio”.
“L’attesa e amata festa della Madonna della Salute”
“La nostra festa veneziana si inserisce e ci proietta – ha aggiunto – in un’antica tradizione ecclesiale. Fissata nel giorno in cui avvenne, nell’anno 543, la consacrazione della basilica di Santa Maria Nuova a Gerusalemme. Voluta dall’imperatore bizantino Giustiniano I (la chiesa oggi non è più esistente)”. E si è chiesto: “Cosa esiste oggi della Terra Santa in questo periodo di guerra …”? La guerra, primo riferimento all’attualità dei nostri giorni. Cui si aggiunge, per il Patriarca, quella “Ricerca spasmodica, potremmo dire quasi disperata, da parte dell’uomo, di un senso della vita… Il crescere del numero di persone che ‘evadono’ dalla vita in molti modi. Con la droga, con l’alcol, con certi metodi orientali di meditazione, a volte addirittura con il suicidio“. Tutto ciò “E’ testimonianza di questo vuoto e di questo bisogno”.
“Il senso della vita che non si compra”
In tal senso il Patriarca ha aggiunto, a margine della celebrazione parlando con i giornalisti, che proprio il senso della vita è la cosa più importante. “Che non si compra. Ma che invece bisogna avere perché è una conquista. Che molte volte noi facciamo con gli altri, con quel qualcuno che intorno a noi ci indica la strada. E’ un po’ come salire, abbiamo bisogno di chi è più esperto di noi che ci introduca”. Da ultimo, per Francesco Moraglia è utile riscoprire che l’io è un pronome importante. Ma “Se non si arriva a declinare il noi, quell’io diventa egoismo, prepotenza, autoreferenzialità”.

Tra i tantissimi fedeli presenti ieri in Basilica, davanti a Patriarca e alla straordinaria icona della Mesopanditissa, mediatrice di pace, numerose le autorità civili e militari. C’era anche il Patriarca di Costantinopoli. La Basilica della Salute sarà aperta anche oggi venerdì 22 novembre (Messe alle 11 e alle 16). Domani sabato (Messe alle 10, 11 e 16) e domenica con Messe alle 10, 11, 12, 16, e 17. In questi tre giorni alle 15 sarà recitata la Preghiera del Rosario.
(crediti foto in evidenza: ufficio stampa Comune di Venezia)




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