Cambiare le mentalità, non solo costruire progetti. Dieci anni di esperienza hanno arricchito anche di questa consapevolezza l’associazione Women For Freedom che in questi anni, grazie alle donazioni derivanti dalla rassegna musicale Women For Freedom in Jazz, è stata in prima linea, anche in terre molto lontane, impegnandosi nel contrastare la violenza e lo sfruttamento delle donne e dei bambini. Dove ce n’era più bisogno, dove la situazioni si presentavano più drammatiche. Mettendo insieme la bellezza della musica con la generosità di chi ha partecipato ai concerti e dell’associazione stessa, oltre a quella di chi tutto questo ha sostenuto.
Cinque progetti musicali che si ispirano ad autori e poeti, classici e contemporanei.
E così, tornano per la decima edizione i concerti di solidarietà di Women For Freedom in Jazz che tra giugno e ottobre vedranno protagoniste alcune delle migliori voci italiane. Naturalmente donne, non per relegare tutto questo solo in ambito femminile, ma piuttosto per collegare in modo evidente il festival alle finalità per cui è stato organizzato fin dalla sua prima edizione: aiutare e dare voce alle donne del mondo in situazioni di fragilità, difficoltà, discriminazione. Con il sostegno dell’associazione, del pubblico, e della famiglia Cori dell’Hotel Carlton On The Grand Canal. Quest’anno il festival si sposta all’Hotel Aquarius (della stessa famiglia) la cui sede, nel settecentesco Palazzo Pemma Zambelli, ben si presta ad accogliere il tema delle proposte della rassegna 2026: progetti musicali che si ispirano ad autori e poeti, classici e contemporanei.

“Abbiamo maturato che è importante non solo fare progetti per tamponare i problemi, ma che serve ridurli all’origine. Il bello di questo festival è la diffusione di un messaggio culturale che ha coinvolto tutti e tutte: professionisti dell’ospitalità, artisti, giornalisti… ognuno offredo il proprio contributo per questo cambiamento”. Così Davide Parise, co-fondatore di Women For Freedom, che aggiunge: “Paola Cori (dell’hotel che ospita la rassegna, ndr) ha avuto da subito un feeling particolare con la nostra mission e in questi anni, attraversando anche momenti difficili, ha sempre creduto nell’associazione”. Una fiducia che ha portato alla raccolta, in dieci anni, di 40 mila euro.
Il primo concerto con Elena Camerin

Cinque i concerti in programma, una volta al mese il mercoledì alle 18. Si parte il 17 giugno con Elena Camerin, cantante jazz nata a Venezia ma residente in America dal 2008. Prima a New York, dove è entrata a far parte della scena jazz underground lavorando con musicisti, ma anche attori, poeti, ballerini e registi. Ora in Colorado dove, oltre a insegnare, si esibisce con molti musicisti e artisti dell’area metropolitana di Denver. In Italia per pochi giorni, ha scelto di far parte di Women For Freedom in Jazz con un suo progetto originale, ispirato soprattutto ad alcuni scritti di Italo Calvino: Le cosmicomiche, Il barone rampante, Lezioni americane. Ma anche ad altri poeti, con il compositore e pianista veneziano Matteo Alfonso. A seguire, le altre protagoniste della rassegna saranno Rosa Emilia Dias, Rita Bincoletto, Francesca Bertazzo Hart, Namritha Nori con Alba Nabulsi.
Il festival è curata da Elena Ferrarese, con la collaborazione di Alvise Seggi. Durante i concerti, il pubblico avrà la possibilità di conoscere i progetti di Women For Freedom e contribuire al loro sviluppo. L’accesso ai concerti avviene come per gli altri eventi dell’Aquarius: ingresso a 15 euro, primo drink compreso.




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