Un viaggio sinfonico tra folklore europeo, lirismo romantico e solenne espressività nordica. Appuntamento oggi 24 aprile al Teatro La Fenice con Vltava (La Moldava) di Bedřich Smetana, le Galántai Táckok (Danze di Galánta) di Zoltán Kodály. Nella seconda parte della serata, la Seconda Sinfonia in re maggiore op. 43 di Jean Sibelius. Alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice il maestro di Birmingham Alpesh Chauhan. Attuale direttore ospite principale della Düsseldorfer Symphoniker Orchestra, è direttore musicale della Birmingham Opera Company.
Vltava
Vltava (che prende il nome dal fiume Moldava) è il secondo poema sinfonico di Má vlast (La mia patria). Smetana lo compose tra il 20 novembre e l’8 dicembre 1874, in un periodo segnato dalla sordità ormai completa del compositore. L’opera nacque come parte di un ciclo dedicato alla celebrazione della storia, dei paesaggi e delle leggende della Boemia (l’attuale Repubblica Ceca). Fu presentata per la prima volta il 4 aprile 1875. Alla base della sua creazione vi era la volontà da parte del compositore di offrire un affresco musicale che potesse diventare simbolo dell’identità nazionale ceca.
Galántai Táckok
Le Galántai Táckok (Danze di Galánta) sono tra le pagine più brillanti e più fortunate di Zoltán Kodály. Furono composte nel 1933 per l’ottantesimo anniversario della Società Filarmonica di Budapest. E furono dirette in prima esecuzione a Budapest il 23 ottobre 1933 da Ernö Dohnányi. Attingendo ai materiali tzigani ‘ungheresi’ ottocenteschi nello stile verbunkos, con le tipiche alternanze di andamenti lenti e veloci nettamente contrastanti, Kodály li ripensa valendosi anche di una orchestrazione sapiente, brillante e coloratissima. E godendo in modo immediato della loro vitalità.
Seconda Sinfonia in re maggiore op. 43 di Sibelius
Jean Sibelius (1865-1957) compose la sua Seconda Sinfonia in re maggiore op. 43 tra il 1901 e il 1902, in un momento cruciale della sua maturazione stilistica e umana. Fu un soggiorno italiano – a Rapallo, sulle coste liguri – nei primi mesi del 1901 a innescare la scintilla creativa che avrebbe condotto alla nuova sinfonia. La luce del Mediterraneo, le memorie artistiche e letterarie del luogo, le suggestioni di un paesaggio così diverso da quello nordico. La sinfonia venne presentata l’8 marzo dello stesso anno in prima assoluta con il compositore stesso sul podio.
(crediti foto in evidenza: ufficio stampa Teatro La Fenice)
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