Due concerti, con un programma musicale interamente dedicato a Brahms, inaugurano la nuova Stagione Sinfonica del Teatro La Fenice. Appuntamento venerdì 28 e sabato 29 novembre. Alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice il maestro britannico Ivor Bolton, tra i più acclamati direttori d’orchestra del momento. Il concerto sarà articolato in tre momenti: apriranno la serata le Variazioni su un tema di Joseph Haydn op. 56a; seguirà Das Schicksalslied, la ‘Canzone del destino’, in mi bemolle maggiore per coro e orchestra op. 54 (il Coro del Teatro La Fenice è istruito da Alfonso Caiani); infine, dopo l’intervallo, si ascolterà la Terza Sinfonia in fa maggiore per orchestra op. 90.
I tre momenti del concerto
Brahms compose le Variazioni nell’estate del 1873 a Tutzing, prendendo spunto da un antico tema corale – il Chorale di Sant’Antonio – erroneamente attribuito a Franz Joseph Haydn. In realtà, si tratta di un tema di autore anonimo (probabilmente un allievo di Haydn), anche se la denominazione storica rimarrà invariata. Tra le pagine corali di Johannes Brahms, Das Schicksalslied per coro e orchestra op. 54, occupa un posto particolare. Non solo per l’intensità emotiva che vi si coglie, ma anche per la singolare modalità con cui il compositore affronta il rapporto tra parola e musica, tra testo poetico e visione personale. L’opera, conclusa nel 1871, in quell’anno debuttò a Karlsruhe. La Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90 nasce nell’estate del 1883 a Wiesbaden, sul Reno. Hans Richter, che la dirige a Vienna il 2 dicembre 1883, la battezza subito come ‘l’Eroica di Brahms’, appellativo che non allude a un trionfalismo beethoveniano, bensì alla forza interiore che la attraversa.
La prima di venerdì 28 novembre sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3.
(foto in evidenza: Ivor Bolton, Ben Wright Photography)
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