Musiche sacre di Vivaldi, Lotti e Pergolesi alla Fenice per celebrare il Venerdì Santo. La sera di venerdì 3 aprile (con replica sabato 4 aprile alle 17) il maestro bavarese Michael Hofstetter, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026, dirigerà la Sinfonia Al Santo Sepolcro in si minore rv 169 di Antonio Vivaldi. Il Credo in fa maggiore di Antonio Lotti. Lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi. Maestro del Coro Alfonso Caiani. Al continuo, Alberto Busettini al cembalo; Silvio Celeghin all’organo e Francesco Tomasi alla tiorba.
La Sinfonia Al Santo Sepolcro di Antonio Vivaldi
La tradizione veneziana riserva alla celebrazione della Settimana Santa un’attenzione in linea con quello che è il momento forse più importante dell’anno liturgico. Di norma, con la messa In coena Domini della sera del Giovedì Santo cessava ogni attività musicale. Ripresa solo con la celebrazione della messa pasquale. La presenza di due composizioni musicali (una sonata e una sinfonia) realizzate da Antonio Vivaldi (1678-1741) e che portano nel titolo proprio la definizione Santo Sepolcro è certamente legata a questa tradizione. Si ipotizza che l’incarico della Sinfonia sia venuto al celebre maestro della Pietà da parte della Chiesa e del Monastero del Santo Sepolcro, che allora sorgeva dirimpetto alla chiesa della Pietà. Dove nella Settimana Santa venivano organizzati riti davanti a una statua miracolosa del Cristo morto là custodita.
Il Credo di Antonio Lotti
Antonio Lotti (1667-1740) è uno di quei compositori di grande levatura che per motivi diversi non gode oggi della fama che avrebbe certamente meritato: fu infatti rappresentante di spicco della scuola veneziana. La sua prima esperienza con la Cappella Ducale risale al 1687 nella veste di cantore aggiunto. Si stabilizza due anni più tardi, quando viene assunto come contraltista. Diventa aiuto-organista nel 1690 per salire ufficialmente allo scranno del secondo organo, due anni più tardi, e del primo nel 1704. La sua consacrazione a maestro di cappella avviene nel 1736. Buona parte della sua produzione sacra è funzionale alla celebrazione liturgica, come avviene per il Credo in fa maggiore.
Lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi
Lo Stabat Mater, sequenza per soprano, contralto, archi e continuo p 77, è l’ultima composizione di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), terminata poco prima di morire a soli ventisei anni. Fu commissionata nel 1736 dalla Confraternita napoletana dei Cavalieri di San Luigi di Palazzo, che richiese al giovane marchigiano un brano che sostituisse l’analoga composizione di Alessandro Scarlatti da eseguirsi durante la liturgia della Settimana Santa. Il capolavoro di Pergolesi spicca per la modernità del linguaggio e del contenuto espressivo. Non a caso ebbe un successo straordinario e fu considerato per tutto il Settecento l’ideale stilistico della musica sacra.
(crediti foto in evidenza: ufficio stampa Teatro La Fenice)
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