Una mostra, una performance, un risotto. “Partiamo dal fatto che il filo rosso in alcune delle mie opere è l’elemento alimentare: il pandoro, la banana, il cannolo. Questo perché la mia arte vuole intrecciarsi con elementi concreti, che in qualche modo sintetizzano e raccontano un’epoca. Il Pandoro Gate, per esempio, è un’opera che ha un significato immediato”. Idee chiare e molto concrete per l’artista Giuseppe Veneziano, una delle figure più riconoscibili e incisive del panorama della pittura pop contemporanea. Protagonista in questi giorni a Venezia di una personale a Palazzetto Pisani (in fondamenta Narisi 3927, vicino al conservatorio Benedetto Marcello) che resterà aperta fino al prossimo 4 giugno.

Dieci opere – otto tele e due sculture iconiche, Pandoro Gate e Blue Banana – interamente dedicate al tema del food. Raccontano lasua idea dell’arte intesa come un intreccio tra cultura pop, ironia, cronaca e immaginario collettivo.

La vernice della mostra è stata occasione per la presentazione di una performance dal titolo Sedia con corpo adagiato, sottotitolata: Vedi quel corpo? Sembra una sfera che prima si sprofonda verso il basso e poi si innalza piano piano come sospinta dal vento che muove la palma. Una performance che fa l’occhiolino alla celebre scena dedicata alla Biennale nel film Le vacanze intelligenti di Alberto Sordi. “Quella di Sordi – spiega Giuseppe Veneziano – è una critica ad un certo tipo di arte ancora oggi protagonista alla Biennale di Venezia. Dopo cinquant’anni le opere sono le stesse, spesso incomprensibili, banali. Mettono in difficoltà lo spettatore facendogli vivere un disagio perché non le comprende”. Di fronte alle domande sul senso dell’arte, sul ruolo della critica e sul rapporto tra opere e spettatori, Veneziano vuole essere un interprete del nostro tempo. Interessato e artisticamente impegnato a ritrovare un dialogo diretto con il pubblico.

“Sono sempre stato affascinato dalla critica ironica all’arte contemporanea – è sempre l’artista a parlare – Quella scena del film di Sordi resta uno dei moneti più esilaranti del cinema italiano. Oggi come allora, l’arte contemporanea si ostina a parlare solo a un pubblico ristretto di persone, tenendo a debita distanza lo spettatore comune. Il principio è sempre lo stesso: per realizzare opere intelligenti bisogna che siano incomprensibili. Io non l’ho mai pensata così”. E il risotto alla Veneziano, un risotto bianco arricchito con pesto pantesco, pomodorini freschi, rapatura di buccia di limone e immancabile foglia di basilico? Spiega il curatore della mostra Giorgio Chinea Canale: “Una particolare e originale esperienza culinaria che è estensione dell’opera e della poetica dell’artista”.
La mostra a Palazzetto Pisani è il terzo appuntamento della rassegna Pop Bites, ideata e curata da Chinea Canale e promossa da FNG Consulting e Francesco Noto.
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