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Il Carnevale e le sue maschere, una magia tutta veneziana

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Il Carnevale di Venezia

Il Carnevale di Venezia è universalmente conosciuto come uno dei più antichi e affascinanti. In origine questa festa era riconosciuta dalla Repubblica come un momento fondamentale della vita cittadina. Il Carnevale era una valvola di sfogo necessaria per calmare le tensioni del popolo. Ogni persona, indossando una maschera, poteva permettersi comportamenti altrimenti proibiti. Si poteva deridere l’autorità delle istituzioni, della curia e dell’aristocrazia. Insomma, per un periodo all’anno le distinzioni sociali cessavano di esistere e tutto, o quasi, era concesso.

Le origini

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Una maschera fotografata davanti alla basilica

Se la prima testimonianza scritta di questa festa appare attorno al 1100, bisogna aspettare il 1700 perché il Carnevale di Venezia diventi famoso in tutta Europa. In quest’epoca si organizzano feste sfarzose nei grandi palazzi nobiliari, feste diventate proverbiali nella città lagunare. Ma tutta la città era comunque pervasa di spettacoli e di folle festanti. È proprio in questo secolo che vive Giacomo Casanova. Egli stesso scrive nei suoi diari di come sia riuscito a sedurre una giovane dopo averne allontanato il marito con l’inganno proprio durante una notte di Carnevale.

Un’eccellenza di Venezia

Il Carnevale ha lasciato un segno profondo nella cultura veneziana. Numerosi laboratori sono nati per la creazione di maschere e costumi già dalla seconda metà del 1200. Con secoli di storia alle spalle, i maestri veneziani hanno raggiunto una bravura tale da essere famosi in tutto il mondo. Le maschere classiche non cambiano di molto dal passato, ma in molti laboratori si esplorano interessanti contaminazioni con soggetti moderni e innovativi.

Le maschere tipiche

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La bauta, una tipica maschera veneziana

A Venezia si può ammirare un’infinita varietà di maschere, ma ce ne sono alcune che pur con tante variazioni, rimangono dei punti di riferimento. La Bauta per esempio è un travestimento rimasto praticamente invariato dal XV secolo. È composta da un cappello a tricorno, un mantello e dalla Larva, la maschera vera e propria. La Larva cela il volto, ma grazie alla sua forma riesce anche a cambiare la voce, rendendola irriconoscibile. La Moretta invece è una maschera esclusivamente femminile. Normalmente è fatta di velluto nero, un colore che mette in risalto la carnagione chiara del viso. È detta anche la maschera “della servetta muta” perché originariamente si reggeva stringendo un bottone tra i denti. Infine non si può non parlare della Maschera dello Speziale, o medico della peste. Questa maschera inquietante era infatti usata durante il medioevo dai medici che visitavano gli appestati. All’interno del grande naso venivano messe delle erbe molto profumate che allontanavano i cattivi odori e si credeva proteggessero dal morbo. Oggi fortunatamente è usata per scopi meno drammatici.

La magia è qui, oggi come nel passato

Oggi il Carnevale a Venezia ha mantenuto intatto il suo spirito, nonostante le differenze sociali siano molto minori rispetto all’antichità. Indossare una maschera e confondersi tra la folla in questa città è veramente qualcosa di magico, come un tuffo nel passato. E come nel passato è possibile lasciarsi andare a una festa sfrenata, tra scherzi e spettacoli un po’ovunque.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

Il Carnevale e le sue maschere, una magia tutta veneziana ultima modifica: 2018-01-30T16:42:51+00:00 da Andrea Castello

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