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Quando Venezia liberò Bari dall’assedio dei saraceni

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La Serenissima e l’Emirato Saraceno di Bari

Mentre a Venezia si festeggia la Sensa, a Bari la Vidua Vidue. Il giorno dell’Ascensione unisce le due città per il loro passato, quando i saraceni solcavano l’Adriatico. Ed il Doge Pietro Orseolo II fu l’eroe delle due città.

L’emirato di Bari

Non è cosa molto nota, ma dal 847 al 871 Bari divenne un emirato arabo con tanto di moschea sita dove ora sorge la Cattedrale di San Sabino. Nonostante la liberazione del 871 da parte di Ludovico II, le scorrerie dei saraceni perdurarono sulle coste pugliesi ancora per tutto il X secolo, fino a quando Pietro Orseolo II …

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Litografia «Il doge Pietro Orseolo II soccorre Bari assediata dai Saraceni», Francesco Zanotto,1856.  E’ visibile al Palazzo Ducale di Venezia

Venezia e la cacciata dei saraceni

Il 15 agosto del 1003, durante la festa dell’Ascensione, fu vista dalla torre del monastero di San Benedetto una stella inabissarsi nel mare. Interpretandolo come un segno divino, padre Gerolamo annunciò ai baresi che la città protetta dalla Madonna sarebbe stata presto salvata.

Quando ogni speranza stava ormai per svanire, apparve all’orizzonte una flotta di 100 navi comandata dal doge Pietro Orseolo III veneziani giunti il 6 settembre, riu­scirono ad introdurre delle notevoli quantità di viveri in una città stremata da mesi d’assedio. Provvidero poi a sistemare le truppe in un luogo più sicuro. Il 18 ottobre Bari fu ancora una volta liberata dai saraceni e resa ai bizantini. Per i veneziani erano in ballo un avamposto commerciale e militare nel basso Adriatico e notevoli interessi strategici. Con la Crisobolla del 992, i veneziani dovevano infatti intervenire in aiuto dei bizantini in cambio di tariffe doganali meno onerose.

Fino al 27 ottobre 1991, al Petruzzelli di Bari era visibile il sipario opera di Raffaele Armenise (Bari 1852 – Milano 1925). «Liberazione di Bari nel 1002 da parte dei veneziani». Il reperto storico fu distrutto nel 1991 con l’incendio del teatro.

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La rievocazione barese della vittoria veneziana, Vidua Vidue

La Vidua Vidue

“La vì, la vì”, “la vedi, la vedi”, urlarono di gioia gli assediati quando scorsero le navi. Nel tempo “la vì, la vì” divenne “Vidua vidue“. Questo è anche il nome della festa religiosa e popolare del “Saluto a Venezia”, in segno di riconoscenza per il millenario intervento di liberazione. La festa popolare barese “Vidua vidue” anticamente veniva associata alla festa veneziana della “Sensa”, che si tiene il giorno dell’Ascensione.  A Venezia la “Sensa” si festeggia ininterrottamente da un millennio per commemorare la vittoria ottenuta sempre dal doge Pietro Orseolo II, nei confronti dei pirati narentani.

Il 9 maggio dell’anno 1000, il doge Orseolo partì per la costa dalmata a capo di una grande flotta per combattere i narentani. Secondo la tradizione, per la prima volta fu alzato lo stendardo di San Marco. Questo avvenne con il beneplacito di Bisanzio, chiaro simbolo di raggiunta indipendenza della Serenissima.

Fino agli anni sessanta “Vidua vidue” prendeva inizio in via Venezia a seguito di tre colpi di cannone. Era una grande manifestazione, che portava i baresi davanti al mare come se fosse la sagra di San Nicola. La festa, durata nove secoli, fu stata cancellata dal 1968 per poi essere ripristinata nel 2014.

Bari era praticamente un’isola, circondata da imponenti mura con due soli accessi alla terraferma. A cavallo tra il ‘700 e l’800,  grazie anche alla politica “risanatrice” di Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, buona parte delle mura furono demolite per ampliare la città.

La flotta veneziana di Pietro Orseolo II

Nei lunghi giorni precedenti all’assedio dell’emirato, la flotta veneziana sostò di fronte al porto di Vieste attorno all’isolotto di Sant’Eufemia (isolotto del faro). Nella spelonca di tale isolotto vi è una incisione che racconta l’aiuto della flotta veneziana alla città di Bari oppressa per terra e per mare dalle truppe saracene. In particolare riferisce l’entrata nel porto di Vieste di cento navi al comando del Doge Pietro Orseolo II.

“… entrò in questo porto Messer Pietro, Doge dei Veneziani e dei Dalmati
con cento navi pronte alla guerra contro i Saraceni che opprimevano Bari e combatté contro quelli: alcuni aveva ucciso, altri aveva messo in fuga…”

L’isolotto di Sant’Eufemia era un tempo l’approdo per i viaggiatori dell’Adriatico; da Venezia a Costantinopoli la navigazione prevedeva 20 giorni, senza nessuna possibilità di conoscere in anticipo le condizioni climatiche.

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L’incisione racconta l’aiuto della flotta veneziana alla città di Bari

La reciproca gratitudine

I baresi furono grati ai veneziani, tanto che costruirono nella loro città la Chiesa di San Marco dei veneziani su di una struttura bizantina del X secolo. Alla chiesa era annessa la confraternita di San Marco. Ora il monastero è invece gestito dai fedeli di S. Antonio da Padova.

A memoria della cacciata dei Saraceni, nel 1906 la città di Bari intitolò a Venezia la storica via delle antica Mura, da dove si dice fosse stata avvistata la flotta della Serenissima. A seguito di ciò Venezia diede il nome Bari alla banchina dei magazzini generali,  di fronte al cotonificio Veneziano (fondamenta del rio dell’Anzelo Rafaele). Al Bacino Orseolo una lapide ricorda le prodezze del Doge ed il fatto che ‘rotti i saraceni ridiede Bari a Bisanzio’.

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Bari – Chiesa di San Marco dei Veneziani

Un serenissimo sindaco di Bari

Colonie di veneziani furono presenti in Puglia oltre il 1530, data della fine del dominio veneziano nei vari porti pugliesi. I Veneziani in Puglia erano dediti al commercio, trasportavano verso Venezia grano ed olio e vendevano in Puglia merce preziosa proveniente da ogni dove.

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Bari – Palazzo Fizzarotti

A testimonianza della  loro presenza ci sono alcuni edifici in stile veneziano, come il bellissimo palazzo Fizzarotti a Bari. Degno di nota è anche il veneziano Pietro Mocenigo che fu sindaco di Lecce dal 1592 al 1609.

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

Quando Venezia liberò Bari dall’assedio dei saraceni ultima modifica: 2017-12-19T12:38:04+00:00 da Franco Corè
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Venezia, Bari e i Saraceni – Vidua Vidue e la Sensa
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Venezia, Bari e i Saraceni – Vidua Vidue e la Sensa
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Mentre a Venezia si festeggia la Sensa, a Bari la Vidua Vidue. Il giorno dell’Ascensione unisce le due città per il loro passato, quando i saraceni solcavano l’Adriatico. Il Doge Pietro Orseolo II, fu l'eroe delle due città.
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