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La VAC Foundation delle Zattere, dalla Russia con arte

Zattere VAC Foundation

Il Palazzo delle Zattere sede della VAC Foundation non è antichissimo, se confrontato con altre strutture veneziane. Eppure dal 1850, anno della sua costruzione, è stato oggetto di molteplici interventi strutturali. Alcuni particolarmente importanti come quello del 1951, quando l’immobile divenne di proprietà dell’Autorità portuale veneziana. Oggi il palazzo (Dorsoduro 1401), vecchia sede della Capitaneria di Porto, è tornato a nuova vita come casa veneziana della VAC Foundation, che non l’ha acquistato ma avuto in gestione esclusiva per 36 anni. Dunque l’immobile resta alla città, ma la VAC ha deciso di fare un investimento non inferiore a quattro milioni di euro per avere a Venezia questa finestra di circa 2000 metri quadri su quattro livelli. Spazio espositivo – circa mille metri quadri – ma anche aree di accoglienza e quattro appartamenti-studio per artisti e curatori ospiti.

Zattere VAC Foundation

Uno spazio espositivo di circa mille metri quadri

La VAC Foundation, da Mosca alle Zattere

Cos’è VAC Foundation. Un’istituzione senza scopo di lucro fondata a Mosca nel 2009 dal magnate russo Leonid Mikhelson (uno degli uomini più ricchi del mondo, re del gas Novatek ma anche grande appassionato d’arte) e l’italiana Teresa Iarocci Mavica, attuale direttore. La Fondazione è impegnata a livello internazionale nella produzione, presentazione e sviluppo dell’arte contemporanea nell’ambito di un programma espositivo ma anche educativo ed editoriale. Particolare attenzione è dedicata alla nuova generazione di artisti in Russia. Una piattaforma che vuole dare ai giovani artisti l’opportunità di vivere esperienze culturali internazionali. Ma anche un’istituzione con un ricco programma di eventi volti a coinvolgere veneziani e non veneziani.

Zattere VAC Foundation

Un’installazione video di The Electric Comma

The Electric Comma, vedere il futuro tramite l’arte

Dopo la mostra Space Force che ha ufficialmente aperto la sede veneziana lo scorso maggio, secondo appuntamento per VAC Foundation è The Electric Comma, La virgola elettrica. Una mostra collettiva sviluppata in dialogo con Kadist, altra organizzazione no-profit, russa con sedi a Parigi e a San Francisco, che si occupa di arte contemporanea. La virgola perché questo elemento è un segno apparentemente di poco conto ma fondamentale per dare un ritmo al discorso. Così come apparentemente piccoli mutamenti modificano la percezione artistica dell’opera.

Gli artisti immaginano percorsi di scambio tra umano e non umano in un’epoca in cui la distinzione tra intelligenza artificiale e e umana si fa sempre meno netta, come sempre più sfumati sono i confini tra vita sintetica e vita organica. I nomi in campo: Erik Beltran, Alighiero Boetti, Mircea Cantor. Nicolas Consuegra, Anthony Discenza, Shannon Ebner (dalla cui installazione la mostra prende il titolo). Ma anche Valentin Fetisov, Fabien Giraud & Raphael Siboni. Piero Golia, Wade Guyton, Jacqueline Humphries, Daniel Keller, Daria Martin. E ancora Pedro Neves Marques, Jonathan Mank, Trevor Paglen. Bridget Riley, Andrey Shental, Dayanita Singh, Cheyney Thompson, Urban Fauna Lab.

Zattere VAC Foundation

Un collage di foto

In un periodo in cui le tecnologie complesse evolvono sempre più rapidamente, The Electric Comma si chiede fino a che punto il rapporto fra uomo e macchina possa spingersi. Può la macchina attingere lo spazio dell’intuizione, della metafora, della poesia, divenire insomma consapevole di se stessa?

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

La VAC Foundation delle Zattere, dalla Russia con arte ultima modifica: 2017-12-15T11:21:36+00:00 da Cristina Campolonghi

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