C’è una villa celebrata dal grande architetto Andrea Palladio, e parliamo di circa cinque secoli fa, per la qualità dei vini che nelle sue proprietà si producevano già all’epoca. Un palazzo che nel XIV secolo era abitato da una famiglia ghibellina: qui aveva trovato rifugio, esule da Firenze. Nel suo cortile è ammirabile un “Sator”, antico esempio di quadrato magico dal significato misterioso legato al mondo dell’occulto e della magia. E c’è anche un castello del XIII secolo attraverso il quale passava l’unica strada di collegamento tra Padova e Vicenza, costringendo carri e viandanti a passare all’interno di grandi porte dove veniva riscosso un dazio. Mete in ordine sparso di un viaggio, il prossimo 24 maggio, in quel museo diffuso rappresentato dalle Dimore Storiche del Veneto. Una quarantina tra ville, castelli, torri, oratori e giardini monumentali.
Museo diffuso di ville, castelli, torri, oratori e giardini monumentali
Un patrimonio storico e architettonico ricchissimo: basti dire che nel Veneto i beni vincolati sono pari a quelli di tutto il territorio francese. E che l’Associazione Dimore Storiche Italiane (ETS) nel Veneto raccoglie ben 400 iscritti, 4300 a livello nazionale.

Domenica 24 maggio questi beni apriranno gratuitamente al pubblico per visite libere e guidate. La giornata sarà preceduta, venerdì 22 maggio, da una visita speciale agli Spazi Monumentali dell’Archivio di Stato di Venezia, attraverso i chiostri del convento francescano per poi fermarsi nei depositi dell’Archivio dove verranno presentati preziosi documenti del Priorato di San Giovanni Battista del Tempio, dell’Ordine di Malta. Primo step della visita, che sarà possibile effettuare il 24 maggio, alla Chiesa di San Giovanni di Malta a Venezia. Venerdì 22 saranno aperti anche gli archivi storici di Padova, Verona e Belluno.
Un ponte tra passato e presente, custodi di memoria e identità familiare

In Italia sono circa 46 mila le dimore storiche presenti in in borghi, piccoli comuni rurali, località minori di tutte le regioni. Rappresentano una parte significativa del patrimonio storico, artistico, culturale del nostro Paese. Ma sono anche un motore economico: perché molte di esse hanno spazi agricoli coltivati, perché vengono utilizzate in parte a scopo turistico o per ospitare grandi eventi. E soprattutto perché la loro tutela e manutenzione crea un indotto che dà da lavorare a restauratori, giardinieri, botanici, agronomi … Le dimore storiche rappresentano un ponte tra passato e presente, testimoni della piccola, in alcuni casi della grande storia, depositarie di aneddoti e curiosità. Ma sono anche custodi di memoria e di identità familiare, di archivi privati, antiche collezioni, cicli di affreschi, parchi ricchi di rose E sono vive, perché aperte e abitate da discendenti o nuovi proprietari dediti quotidianamente alla loro tutela e conservazione.
Non solo ville, anche giardini monumentali

Tra dimore storiche e giardini monumentali, domenica 24 maggio saranno aperte al pubblico e visitabili – con la partecipazione degli studenti delle scuole superiori come mediatori culturali – case private, siti abitualmente di fruizione pubblica, mete turistiche più e meno note dove, in questa occasione, si potrà entrare liberamente. Alla scoperta, nel vicentino, di Villa Valmarana ai Nani, del Castello di Roncade in provincia di Treviso, di Villa Miari Fulcis nel bellunese, Villa Rosa Tramonte nel padovano, a Verona del Palazzo e Giardino Giusti. Ma anche, fra le dimore storiche alla prima partecipazione a questo evento, del Parco Frassanelle a Rovolon in provincia di Padova e di Palazzetto Pisani a Venezia. Pillole di una mappa da consultare scegliendo la meta (o le mete) più vicina, che maggiormente incuriosisce, più intrigante per la sua storia, più interessante per l’architettura, per le opere d’arte che custodisce, o per il verde dei suoi giardini.
Tutte le informazioni su https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/
(foto in evidenza: facciata Villa Rosa Tramonte)




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