Francesco d’Assisi riesce ancora a parlare al presente, nella confusione della modernità affamata di senso, nelle promesse tradite del progresso. A otto secoli dalla morte del Santo patrono d’Italia, Simone Cristicchi racconta in musica e parole l’attualità del suo messaggio in Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli. Tre appuntamenti al Teatro Goldoni il 20, 21 e 22 marzo.

Dopo il grande successo di Happy Next, Cristicchi continua a stupire il pubblico teatrale con un nuovo progetto, scritto insieme a Simone Orlando, che realizza con il Centro Teatrale Bresciano, dedicato questa volta a San Francesco. Tra riflessioni, domande e canzoni inedite – che portano la firma dello stesso Cristicchi (che cura anche la regia aiutato da Ariele Vincenti) e della cantautrice Amara – l’artista romano indaga e racconta il “Santo di tutti”. Un uomo in crisi e consumato dai dubbi, un laico che imparava facendo e si perfezionava incontrando. Il suo esempio ha attratto una comunità, ma non senza destare sospetti di alcuni del popolo, tra cui uno in particolare: Cencio, lo stracciaiolo girovago interpretato dallo stesso Cristicchi, che nell’osservare criticamente il viaggio di Francesco inventa una lingua solo sua.
Al centro dello spettacolo c’è il labile confine tra follia e santità, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco. Ma anche la povertà, la ricerca della perfetta letizia, la spiritualità universale, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato. Le musiche e le sonorizzazioni sono di Tony Canto, la scenografia è firmata da Giacomo Andrico, le luci pensate da Cesare Agoni e i costumi a cura di Rossella Zucchi.
(foto di scena Edoardo Scremin)
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