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I Pisani a Venezia e nel dominio dell’entroterra

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C’è giá da meditare su come Augusto nell’anno 7 d.C. avesse potuto chiamare il Nord-Est della penisola “Regio X Venetia et Histria”, quando Venetia ancora non esisteva. Anzi, dovevano trascorrere almeno altri 400 anni prima della fondazione della città lagunare. Ma l’altro quesito è: “Perché i Pisani erano una nobile ed importantissima casata veneziana?”

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Il blasone dei Pisani

                                                 

L’origine dei Pisani a Venezia

Diverse sono le ipotesi attorno all’origine della casata, la prima vede i Conti Bassi (secondo altri erano i Luxi) governatori di Pisa, stabiliti a Venezia circa nel settimo secolo dopo essere stati cacciati dai carolingi; l’altra li fa discendere dai romani Calpurni Pisoni.

A Venezia i Pisani costruirono la loro fortuna di mercanti, banchieri e condottieri. Divennero una delle famiglie più nobili e ricche. Per tutta la durata della Repubblica di Venezia ricoprirono i massimi ruoli politici, amministrativi e religiosi.

I Pisani vennero iscritti nel Libro d’Oro alla Serrata del 1297. Nicolò Pisani fece parte del Maggior Consiglio e diede origine ad una delle stirpi più importanti di Venezia. Della famiglia si distinsero col tempo più rami, che si identificavano per la parrocchia di residenza. Ma i due principali sono quello dei Pisani Moretta e dei Pisani dal Banco.  

I Pisani Moretta

Da uno dei figli di Nicolò, Bertucci, prese avvio il ramo Dal Banco, mentre dal figlio Almorò discesero le famiglie di Santo Stefano e di Santa Maria Zobenigo, soprannominate i Moretta. L’appellativo “Moretta” deriva dalla storpiatura del nome del fondatore Almorò.

Col tempo, grazie ad una accorta strategia matrimoniale, i due rami “dal Banco” e “Moretta” si fusero dando origine ad una straordinaria concentrazione di capitali.

Tra le ville più importanti ed imponenti, è da menzionare quella di Stra, nell’entroterra veneziano.

 

I Pisani dal Banco

I Pisani della parrocchia di Santo Stefano erano noti anche come i Pisani dal Banco per la loro attività creditizia. Inizialmente avevano residenza in quella di San Basso in piazza San Marco, ma con Zuanne (Giovanni) di Vettor si trasferirono a San Paternian.

É lo stesso Zuanne che nel 1523 acquistò dalla Repubblica di Venezia il feudo di Bagnolo nel vicentino, già appartenuto ai Nogarola.

Dall’otto maggio 1404, con il famoso “Patto di Dedizione”, la città di Lonigo si legò per quattro secoli alla gloriosa Repubblica di Venezia. Dal 1508 al 1511 la Lega di Cambrai vide tutti contro la Serenissima.

Lonigo combatté eroicamente per Venezia, perdendo più della metà della popolazione. Subì la distruzione della città, compreso anche buona parte delle sue mura già comunque danneggiate da precedenti assedi.

Al termine di questa guerra, la Repubblica di Venezia manterrà il suo dominio di terra, pur subendo un forte contraccolpo economico. I Nogarola di Bagnolo si schierarono con i Cambrai, quindi contro Venezia.

Per questo, al termine della guerra, la Serenissima confiscò loro la tenuta. Vettor Pisani, assieme ai fratelli Marco e Daniele, detenevano quindi una vasta tenuta agricola di oltre 1200 campi, acquistata dal padre Zuanne Pisani, che avviò su di essa radicali interventi di bonifica agraria.

Venezia e il dominio da terra

Con il quattordicesimo secolo ebbero inizio gli insediamenti della Serenissima nell’entroterra. Fino ad allora lo sguardo era sempre rivolto ad oriente, ma impelleva la necessità di difendersi dall’entroterra i cui confini si trovavano a pochi chilometri dalla laguna.

 

La villa Pisani a Bagnolo di Lonigo

 

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Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo

 

Nel 1542 a Bagnolo, per celebrare il suo matrimonio con Paolina Foscari (il 17 settembre), Vettor Pisani metterà in atto un’operazione, complementare alla renovatio del suo palazzo veneziano nella contrada di San Paterniano.

Avvierà la costruzione di una importante casa di villa, che oltre ad essere un auspicio della sopravvivenza della sua famiglia, avrebbe dovuto affermare in questo ambito la sua presenza quale esponente della classe di governo della Repubblica.

L’incarico venne conferito al giovanissimo Architetto Andrea Palladio dai fratelli Vittore, Marco e Daniele Pisani e la residenza fu costruita nei tre anni seguenti.

 

Le metamorfosi di Ovidio

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Giove, Tintoretto

 

La villa di Bagnolo fu affrescata con scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, per mano probabilmente di Francesco Torbido. Lo stesso soggetto pittorico venne introdotto anche per l’abitazione veneziana di San Paterniano, dove questa volta fu un ventiduenne Tintoretto a riprodurre quattordici tavole dipinte ad olio, ora esposte presso la Galleria Estense di Modena.  

 

Il palazzo Pisani a Lonigo

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Palazzo Pisani a Lonigo

Il palazzo Pisani di Lonigo fu fatto costruire dal Conte Giovanni Daniele Pisani nel 1557 ed è ritenuto opera di Michele Sanmicheli.  Erano questi gli anni in cui i Pisani s’impegnavano in fabbriche imponenti per ospitare degnamente le famiglie dei tre fratelli.  

 

La Rocca Pisana a Lonigo

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Rocca Pisana a Lonigo

 Vincenzo Scamozzi – Anno 1576:  “Il CLARISSIMO Signor Vettor Pisani, fu del Clariss. Signor Zuanne gentiluomo di molto  giudicio, e generosità d’animo, al pari d’ogni altro; tutto c’havesse fabriche in fraterna ne’ poderi di Bagnoli, volse nondimeno edificar da se, per haver luogo presso Lonigo per diporto in aria più sana; egli è posto sopra un colle detto Rocca, della quale erano fino allora alcune vestiggi; …”.

La Rocca non fu costruita quindi come abitazione principale, ma per “diporto inaria più sana” , lontana dalla pianura maleodorante e infestata dalle zanzare delle risaie. 

Ma per “salubrità” dell’aria si potrebbe alludere anche alle tensioni famigliari che lo allontanavano da Bagnolo (edificar da sé). Sulla base di successive indagini sembrerebbe che la progettazione della Rocca Pisana va fatta risalire a seguito dello scioglimento della società economica (la fraterna) fra i fratelli Vettore, Daniele e Marco Pisani, quando la proprietà fondiaria e immobiliare dei Pisani venne ripartita in quote singole.  

La banca dei Pisani

In origine le attività dei banchieri consistevano nel cambio e nel prestito che si tenevano su dei banchi posti sulle strade commerciali e sulle piazze principali; da qui avrà origine il termine di banca.  A Venezia si potevano trovare i banchi sia a San Marco che a Rialto. Ed è proprio in questo secondo sito che i Pisani tenevano la propria attività, ritenuta una tra le più importanti. 

Il Banco dei Pisani, fu fondato nel 1475 e liquidato senza fallire chiudendo nel 1500 con ancora più di 95.000 ducati in deposito. Riaperto il primo marzo 1504, chiuse nuovamente il 3 novembre del 1528 dopo la morte di Alvise Pisani. 

A causa delle guerre che vedevano impegnata Venezia, anche economicamente, i banchi si sono trovati più volte pericolosamente in credito con la Serenissima. Nel 1519 la Serenissima aveva con il Banco dei Pisani un debito di 150.000 ducati. Di conseguenza, il mercante Alvise Pisani, che in un certo modo governava l’economia della Repubblica, divenne uno dei Capi del Consiglio dei Dieci.

Il banchiere Alvise Pisani si stava preparando al peggio e quando la pressione dei risparmiatori in preda al panico fu al massimo, conferì con il Doge. Il Doge inviò quindi tre altissimi dignitari ad annunciare la creazione di un fondo di garanzia di 100 mila ducati. Il malumore si placò e la corsa tra i veneziani e gli stranieri residenti fu quella di iscriversi al fondo, che crebbe fino a un ammontare di 320 mila ducati. 

Trascorso un po’ di tempo, i Pisani presero una decisione epocale: liquidarono tutti i creditori e chiusero il banco.  Si susseguirono i fallimenti, le riaperture e le chiusure, lasciando Venezia con un solo banco privato, il Pisani-Tiepolo che fallirà nel 1584 a causa di una falsa notizia: venne diffusa ad arte la voce dell’affondamento di una nave mercantile con un carico preziosissimo. 

Ancora una volta il panico si impadronì di Rialto e tutti si precipitano a ritirare i depositi, costringendo il banco al fallimento.

Il Regio X Venezia et  Histria

A proposito di “Regio X Venetia et Histria” e della città di Venetia non ancora esistente: Il nome Venetia era riferito all’antica popolazione dei veneti e non ad una città che invece prenderà il nome da un popolo. Ma questa è un’altra interessante storia da raccontare.  

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

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I PISANI A VENEZIA
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Perché i Pisani erano una nobile ed importantissima casata veneziana? I Pisani costruirono la loro fortuna di mercanti, banchieri e condottieri. Divennero una delle famiglie più nobili e ricche. Per tutta la durata della Repubblica di Venezia ricoprirono i massimi ruoli politici, amministrativi e religiosi.
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I Pisani a Venezia e nel dominio dell’entroterra ultima modifica: 2018-04-23T11:42:46+00:00 da Franco Corè

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