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Un referendum popolare contro le grandi navi a Venezia

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“Vuoi che le Grandi Navi da crociera restino fuori dalla laguna di Venezia e che non vengano effettuati nuovi scavi all’interno della laguna stessa?”. Questo il quesito del referendum indetto dal comitato No Grandi Navi. Luciano Mazzolin di Ambiente Venezia apre la conferenza stampa per il referendum con un tono inequivocabile. Le sue parole sono chiare e non lasciano dubbi. La linea che stanno seguendo le istituzioni nella gestione di questa vicenda non è adeguata.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto il comitato ad organizzare nuove mobilitazioni e il referendum è la seguente. Il progetto che prevede il ripristino e l’ampliamento del canale Vittorio Emanuele ha ricevuto l’ok dalle autorità. La mobilitazione è indetta per domenica 18 giugno. In 60 seggi dislocati tra il centro storico e la terraferma i cittadini potranno votare SI al referendum per dire no e unirsi contro questo male comune.

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Il canale Vittorio Emanuele

Una vicenda sempre più torbida

La vicenda delle grandi navi nella laguna inquina la purezza e la bellezza del luogo ormai da anni. Il motivo che ha spinto ad indire il referendum è sempre lo stesso. L’amore per un ambiente così unico e prezioso e il dovere di difenderlo. Ancora una volta i rendiconti economici, i guadagni, i giri di convenienza che diventano sempre più torbidi sono più forti del volere dei cittadini.

Il progetto del canale Vittorio Emanuele, che per altro era già stato bocciato dalla Capitaneria di Porto, non fa che ricordarcelo. Si tratta di un progetto dannoso per la laguna e chi la abita. L’ipotesi dello scavo del canale porterebbe alla movimentazione di milioni di metri cubi di fango e sedimenti altamente inquinati. I rischi di questa operazione per l’ecosistema non sono calcolabili . Inoltre manterrebbe il percorso della grandi navi all’interno della laguna. Un totale di 24 km percorribili in 3 ore di navigazione. La domanda è: perché voler attuare un progetto che è già stato bocciato quando ci potrebbero essere altre soluzioni?

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Una nave da crociera sfiora piazza San Marco

Il referendum e le sue aspettative

Il comitato No Grandi Navi indice un referendum che è carico di aspettative. Nella giornata di domenica 18 giugno i cittadini avranno finalmente la possibilità di far sentire le loro voci. Di riprendersi uno spazio che è loro, che gli appartiene. Di dimostrare che la città non è fatta di numeri e statistiche, ma di persone. Il referendum sarà quindi un momento per affermare i valori democratici del nostro Paese.

Per la campagna elettorale saranno impegnati centinaia di attivisti. Il referendum sarà un data cruciale perché segnerà l’inizio di un percorso più grande che culminerà in una mobilitazione nazionale il 24 settembre. Venezia sarà unita ai tanti comitati che in tutta Italia difendono il territorio e l’ambiente dalla devastazione di grandi opere che spesso non portano reali benefici ai cittadini.

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Un referendum popolare contro le grandi navi a Venezia ultima modifica: 2017-06-14T10:33:16+00:00 da Eva Zilio

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