A Mestre un 8 marzo in cammino, ma anche in difesa del territorio!

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A Mestre un 8 marzo in cammino, ma anche… in difesa del territorio!

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Un 8 marzo particolare quello di quest’anno nella terraferma veneziana. Alla vigilia della giornata internazionale della donna, ieri sera un corteo, organizzato dal Laboratorio climatico Pandora, si é snodato per le strade del centro per rivendicare una cittá sicura per tutti ed in particolare per le donne. Nella mattinata odierna le strade mestrine sono invece state pacificamente invase dai partecipanti all’ottava edizione della Corsa Rosa, promossa dall’Uisp provinciale, in collaborazione con il Centro Antiviolenza del Comune di Venezia. La manifestazione (oltre 1300 gli iscritti) aveva  un duplice obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere e raccogliere fondi a sostegno delle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza.

8marzo Corsa

Ieri pomeriggio, davanti alla mimosa di via Cappuccina, si é svolto l’evento “Canti, parole, poesie e pensieri condivisi”. Il luogo scelto é tutt’altro che casuale, perché, per tutta la durata del weekend, la zona della mimosa davanti dalla caserma della Polizia Urbana é stata presidiata da associazioni e cittadini per evitare lo smembramento dell’albero a fini commerciali e non.  

Franca Franzin, ci spega da dove viene questa particolare iniziativa?

Siamo qui per la difesa della mimosa, che é ormai  un evento che si ripete da molti anni. Si cerca appunto di mantenere in vita quest’albero, rimasto l’ultimo in zona, perché un altro, che era un po’ più in là, é morto a suon di spezzarne i rami. In questi giorni il nostro gruppo continua a fare la guardia alla mimosa giorno e notte, perché c’è la cosiddetta Festa della Donna… 

Ma perché la definisce “cosiddetta”?

Perché mi dà fastidio: oggi che cosa significa davvero l’8 marzo? Significa che ammazzano una donna al giorno… Non ha proprio senso, perché quando é finita la festa… stop, le donne non esistono più. Andrebbe rivisto anche il linguaggio, si continua a dire “l’uomo, l’uomo, l’uomo”, qualcuno mi ha detto che” per uomo si intende anche donna”. Bene, allora si deve dire persona, oppure uomo e donna, ecco, sarebbe molto meglio e avremmo un po’ di  riconoscimento in piú. 

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Francesco Brunello é la memoria storica dell’associazione Amico Albero: come é nato questo presidio?

Abbiamo cominciato per la difesa dell’ambiente del centro, non è solo la difesa di questi alberi e non è l’albero in sé, è proprio uno stimolo ad aver cura del verde. Dobbiamo averne anche nelle piccole cose, tipo appunto la mimosa.

E in una città come Mestre, questo non è tanto facile, é cosí?

 No, infatti. Naturalmente facciamo tutto noi cittadini, non è che l’amministrazione ci dia aiuti, cioè chiamiamo ogni notte la guardianiea e ci autotassiamo,  pagando un servizio di sorveglianza, dalle 11 di sera fino alle 7 di mattina nelle due notti in cui c’è il pericolo che venga danneggiata la pianta, mentre le altre ore sono coperte da noi che ci diamo i turni. Siamo una trentina e il problema nasce dal giorno 6, quando incominciano appunto a sparire un po’ di fiorellini. Il 7 è stato il giorno peggiore e oggi si vede che il problema non è tanto prendere un rametto, ma che un po’ alla volta la pianta viene distrutta, cioè spaccavano i rami e se la portavano a casa per fare dei mazzetti, che poi rivendevano agli angoli degli strade.

A Mestre un 8 marzo in cammino, ma anche… in difesa del territorio! ultima modifica: 2026-03-08T15:42:51+01:00 da Gigi Fincato

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