Biennale Danza, Musica, Teatro tra miti, cosmologia e poesia del corpo - itVenezia

itVenezia

CULTURA EVENTI VENEZIA

Biennale Danza, Musica, Teatro tra miti, cosmologia e poesia del corpo

Festival Musica Danza Teatro Biennale

I creatori di miti, la musica cosmica, la poesia del corpo: in estrema sintesi sono le tre linee guida della Biennale Danza, Musica, Teatro 2025 che si terrà a Venezia tra fine maggio e inizio ottobre. Temi legati al misticismo, alla trascendenza, alla spiritualità e alla cosmologia, alla storia dell’uomo fin dai tempi più antichi. Ed è sulle spalle di questi giganti che poggiano i tre Festival, pronti a spiccare il volo per dare spazio alle voci contemporanee, ognuna per il proprio settore artistico. Settori che proprio su questi temi trovano un’area comune perché, “Leggendo con intuizione e originalità la scena artistica di cui essi stessi fanno parte – spiega, in occasione della presentazione dei Festival, il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuocole coreografie, le partiture musicali e le drammaturgie si fabbricano con i medesimi occhi, cuore e cervello. Bisogna dunque avere orecchio, passo, presenza per appropriarsi di questa comprensione”.

Danza Musica Teatro Biennale

Lo confermano i tre curatori, Wayne McGregor (Danza), Caterina Barbieri (Musica) e Willem Dafoe (Teatro) che, pur non essendosi mai incontrati prima, per i loro festival si sono ispirati a temi comuni, di cui il presidente, nei singoli incontri con loro, ha fatto sintesi.

Willem Dafoe: “Il corpo è la poesia”

Fin qui i principi ispiratori. In pratica, si parte il 31 maggio con il 53. Festival Internazionale del Teatro, Theatre is Body – Body is Poetry, che fino al 15 giugno presenterà “Opere che esprimono la potenza del teatro – così Willem DafoeConosco tre cose. Il corpo come motore dell’incontro tra le persone e il pubblico. La poesia intesa in senso lato, come qualità dell’espressione che è possibile nel teatro al di là della narrazione, del racconto, o della messa in scena della letteratura. Il rituale che non è solo genesi del teatro ma anche suo potere curativo. Questi sono gli elementi che per me sono importanti”. Parole di un artista molto noto come attore cinematografico per i suoi film di enorme successo, ma che lavora in teatro da cinquant’anni. Quattro gli ambiti di ricerca della sua programmazione: Venezia 75/25. Cinquant’anni di nuovo teatro a partire dalla Biennale Teatro del 1975 guidata da Luca Ronconi. I maestri di oggi, Uno sguardo al futuro e Biennale College per giovani registi e drammaturghi. Apertura del Festival con I mangiatori di patate di Romeo Castellucci e Symphony of Rats (regia di Elizabeth LeCompte che riceverà il Leone d’oro alla carriera) del collettivo Wooster Group di New York. Artisti con cui Willem Dafoe lavora da molti anni.

Wayne McGregor: “Attraverso il movimento gli artisti hanno creato miti”

Il 19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, Myth Makers/Creatori di miti, si svolgerà a Venezia dal 17 luglio al 2 agosto. Perché i miti? “Perché le grandi manifestazioni d’arte del passato continuano a stimolarci. E perché è urgente il bisogno di miti in questi tempi difficili. I miti hanno svolto un ruolo cruciale nella storia. Attraverso il movimento, il gesto e il senso, gli artisti della Biennale Danza 2025 hanno creato miti moderni”, sottolinea il curatore Wayne McGregor. “L’arte invita spettatori, ascoltatori, lettori e attori (ognuno come cosmo creativo a sé stante) a sperimentare, sentire, interpretare e rispondere”. Spettacoli, installazioni, collaborazioni, laboratori e incontri, oltre a Biennale College, contraddistingueranno la Biennale Danza 2025, con 8 prime mondiali, 7 prime europee e 5 prime italiane. Oltre 160 gli artisti in scena con 75 eventi in 17 giorni. Leone d’oro alla carriera per l’artista Twyla Tharp, una delle più importanti coreografe di danza contemporanea viventi. Leone d’argento Carolina Bianchi, drammaturga, autrice, performer brasiliana che vive ad Amsterdan.

Caterina Barbieri: “La musica come vibrazione che permea il cosmo”

Si intitola La stella dentro il 69. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, in programma dall’11 al 25 ottobre. Un titolo che nasce, secondo la curatrice Caterina Barbieri, “Da un’immagine della musica come desiderio di vastità, vibrazione che permea il cosmo. Il Festival non fa riferimento ad uno specifico stile o tradizione musicale, quanto piuttosto al potere generativo della musica di creare nuovi mondi. Il programma ha radici nella musica elettronica e nel minimalismo. Ma si dirama poi in tante direzioni: tra passato e presente, stili, epoche, tradizioni e aree geografiche diverse”. Sentiremo quindi musica antica, contemporanea, folk, drone music, techno e afrofuturismo. In programma tante prime assolute e un corteo musicale d’acqua in apertura del Festival. Opera dell’artista di origine boliviana Chuquimamani-Condori, sarà una processione musicale di barchini lungo i canali di Venezia. Arrivo davanti al bacino delle Gaggiandre all’Arsenale, per un concerto live di Los Thuthanaka, il duo composto da Chuquimamani-Condori e dal fratello Joshua Chuquimia Crampton. Protagonista l’acqua anche nell’opera Resonal Vessel del sound artist giapponese Yosuke Fujita, un organo personale a undici canne che dialogherà con un sistema di contenitori d’acqua in cui liquido e aria interagiscono. Per generare un paesaggio sonoro al Teatro alle Tese, pronto a trasformarsi in una originale camera di risonanza.

Biennale Danza, Musica, Teatro tra miti, cosmologia e poesia del corpo ultima modifica: 2025-03-28T14:15:36+01:00 da Cristina Campolonghi

Commenti

Devi essere loggato per pubblicare un commento Login

Lascia un commento

Promuovi la tua azienda in Italia e nel Mondo
To Top