Un cantiere aperto al pubblico aspetta i visitatori delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Dove ha preso avvio il restauro integrale della Pala di San Giobbe di Giovanni Bellini, una delle opere più significative del Rinascimento veneziano. Per la prima volta l’intervento sarà realizzato direttamente in museo. Sotto gli occhi dei visitatori che potranno vedere e seguire da vicino tutte le fasi della conservazione di questo capolavoro.
La Pala di San Giobbe
La pala Madonna col Bambino in trono, angeli musicanti e i santi Francesco, Giovanni Battista, Giobbe, Domenico, Sebastiano e Ludovico da Tolosa (detta Pala di San Giobbe) era stata dipinta negli anni Ottanta del Quattrocento proprio per la chiesa veneziana di San Giobbe. Entrata nelle collezioni pubbliche nel 1815 dopo la rimozione dalla chiesa per ragioni conservative, la pala è oggi conservata presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Oggi la sala che la ospita è stata temporaneamente ripensata per accogliere un cantiere di restauro appositamente progettato. Il laboratorio diventa così uno spazio visibile e accessibile. Dove il pubblico potrà osservare i restauratori al lavoro e comprendere da vicino le pratiche della conservazione di un’opera considerata uno dei capolavori della maturità di Bellini. Citata già nelle fonti antiche, da Marcantonio Sabellico, Marin Sanudo, Giorgio Vasari e Francesco Sansovino. Il progetto è sviluppato sotto la guida del direttore Manieri Elia e la direzione lavori del restauro di Francesca Bartolomeoli e Roberta Battaglia. Cofinanziato dalle Gallerie dell’Accademia e da Venetian Heritage grazie al contributo di Roger Thomas e Arthur Libera, il restauro costerà 500.000 euro.
La mostra Tintoretto racconta la Genesi
E mentre questo restauro procede, fino al 7 giugno prossimo sono tornate eccezionalmente riunite alle Gallerie dell’Accademia le tele dipinte da Jacopo Tintoretto con Storie della Genesi in occasione della mostra Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro. Il progetto (a cura di Roberta Battaglia e Cristiana Sburlino) riunisce, per la prima volta dalla dispersione del ciclo, le tre tele appartenenti alle Gallerie dell’Accademia — La creazione degli animali, Il peccato originale e Caino uccide Abele — con il dipinto Adamo ed Eva davanti all’Eterno, eccezionalmente concesso in prestito dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Un evento straordinario che ricompone uno dei nuclei pittorici più significativi della storia veneziana, restituendo al pubblico e agli studiosi la possibilità di coglierne l’unità compositiva e iconografica. La mostra arriva a coronamento di un lungo e sapiente intervento di restauro.

Il ciclo tintorettesco Storie della Genesi fu realizzato dal pittore all’inizio degli anni Cinquanta del Cinquecento per la Scuola della Santissima Trinità. Nel corso del Seicento la Scuola cambiò sede più volte, e questo comportò complicate vicende conservative per il ciclo pittorico di volta in volta trasferito. Oltre ai tre dipinti di Tintoretto oggi alle Gallerie dell’Accademia, sono giunti a noi in condizioni abbastanza compromesse: Adamo ed Eva davanti all’Eterno, custodito alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, e la Creazione di Eva, oggi in una collezione privata tedesca e non presente in mostra.
(crediti due foto in evidenza: Matteo Panciera)




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