ARTE & CULTURA

Il teatro può salvare Venezia: Ca’ Foscari a Santa Marta.

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Che cos’è il teatro per Venezia? Una domanda importante, densa, che richiederebbe un saggio come risposta. E se il quesito assumesse una forma più attiva e fosse: cosa può fare il teatro per Venezia? Abbiamo assistito, negli ultimi anni, alla dolorosa chiusura per mancanza di fondi di tre spazi. Palchi fondamentali in una città che per secoli è stata una delle indiscusse capitali del teatro mondiale. Il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, il Teatro della Murata di Mestre e l’Aurora di Marghera. Questi luoghi storici delle arti performative di area lagunare, hanno sospeso la loro attività fino a nuovo ordine a causa della mancanza di fondi destinati alla cultura. Tale triste situazione, unita ai problemi di spopolamento che attanagliano Venezia, ci mette in allarme riguardo i destini della città.

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“Due donne che ballano” di Josep Maria Benet, regia di Maria Paiato. In foto da sin Arianna Scommegna, Maria Paiato

IL TEATRO CA’ FOSCARI A SANTA MARTA

Esiste una reazione a tutto questo, energie molto interessanti si stanno muovendo in laguna e non mancano le speranze. Una di queste speranze si chiama Teatro “Ca’ Foscari” a Santa Marta e rappresenta una delle realtà più innovative della Regione per quanto riguarda il teatro contemporaneo. Diretto da Donatella Ventimiglia, da otto stagioni porta in città artisti che lo percepiscono sempre più come una tappa fondamentale. Il ruolo di un’università è la ricerca ma è tutt’altro che scontato. Non è da tutti calzare in modo così comodo quest’abito. Ci vogliono intelligenza artistica, lungimiranza e un po’ di coraggio nel gettarsi in un mondo per nulla semplice e lineare.

Nel corso degli anni sono stati molti gli attori e registi di rilevanza internazionale a passare dal Teatro “Ca’ Foscari” di Santa Marta: Sonia Bergamasco, Maria Paiato, Elio Germano, il premio Ubu Saverio La Ruina, Marta Cuscunà, Giuliana Musso, Marco Balliani, Luciano Colavero, per citarne alcuni.

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“Amore” di Spiro Scimone, regia di Spiro Scimone. In foto da sin Giulia Weber, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Francesco Sframeli

LONTANO DAI CIRCUITI TURISTICI

Passare attraverso questo spazio insolito di Venezia, così lontano dai circuiti più battuti è stato importante per molti artisti. Un pubblico di universitari è raffinato e sa cogliere le sfumature di senso di un’opera. Sa decidere se quanto agito sul palco sia di qualità o meno e rispondere di conseguenza con apprezzamenti o freddezza. Quella di Santa Marta non è una realtà dove anziane signore in pelliccia accompagnate da annoiati mariti sonnecchiano aspettando di poter battere le mani al personaggio famoso di turno. Santa Marta è un vero centro creativo che ha dato, attraverso la scelta accurata degli spettacoli di ogni stagione, i laboratori e le coraggiose produzioni e residenze, una spinta propulsiva al teatro veneziano seminando ottime prospettive per il futuro.

David Angeli

Autore: David Angeli

Nato a San Daniele del Friuli il 23 aprile 1986, ha studiato Storia a Ca’Foscari. A Venezia, è membro delle compagnie teatrali Accadueò Non Potabile e Malmadur e del collettivo Blare Out. È pubblicista dal 2012 e ricopre il ruolo di ufficio stampa e collaboratore artistico del Venice Open Stage.

Il teatro può salvare Venezia: Ca’ Foscari a Santa Marta. ultima modifica: 2017-03-12T11:39:32+00:00 da David Angeli

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