ARTE & CULTURA

Antonio Corradini, perla nascosta del barocco veneziano.

Antonio Corradini

Antonio Corradini, da tagliapietra di Venezia…

Antonio Corradini è uno scultore veneziano oggi poco conosciuto, ma considerato all’epoca uno degli artisti italiani più virtuosi al mondo. Nacque a Venezia nel 1688 e venne istruito dal maestro Antonio Tarsia, altro talento veneziano con cui instaurò un rapporto consolidato, tanto da sposarne la figlia. La sua prima opera risale al 1709 e la troviamo in cima al frontone della meravigliosa San Stae. Tre statue si stagliano fiere sopra la chiesa, rappresentanti la Fede, il Redentore e la Speranza. Nel 1711 iniziò a far parte della tipica arte veneziana dei tagliapietra e già due anni dopo aprì la sua prima bottega.

Fu però nel 1713 che Corradini ebbe un decollo artistico a livello internazionale, grazie all’opera Sant’Anastasia nella chiesa di San Donato a Zara. Tuttavia, lo scultore veneziano conferma il suo successo nel 1716 con una delle sue opere principali che oggi si trova a Corfù. Si tratta del monumento dedicato a Johann Matthias von der Schulenburg, generale tedesco al servizio della Repubblica di Venezia e collezionista d’arte.

Antonio Corradini raggiunse il massimo virtuosismo con le figure velate, che ben presto diventarono un suo marchio caratteristico. Purtroppo la prima opera di questo genere, la Fede velata, scomparve misteriosamente, ma fino al 1856 faceva parte della collezione Manfrin a Venezia. Le voci sul suo particolare talento arrivarono fino in Austria, tanto che il preposto capitolare del duomo di Gurk volle assolutamente alcune sue opere. Allo scultore vennero commissionati il rilievo di  Sant’Emma, la Fede e la Speranza, dei quali venne pagata una profumata somma per il trasporto da Venezia.

Antonio Corradini

La Pietà, scultura di Antonio Corradini del 1723 nella chiesa di San Moisè.

… A scultore ufficiale della Serenissima.

Finalmente nel 1721, Antonio Corradini venne nominato scultore ufficiale della Serenissima. Cominciò nel 1723 con il gruppo scultoreo della Pietà di San Moisè, spostandosi poi a Padova per scolpire il Trionfo dell’Eucarestia nel duomo di Santa Tecla. La sua fama ed esperienza accrebbero talmente tanto, che lasciò l’arte dei tagliapietra per diventare un vero  e proprio scultore. Nel 1725 partecipò ai restauri di Palazzo Ducale, lavorando con altri artisti veneziani alla Scala dei Giganti e all’Arco Foscari. Ancora oggi possiamo vedere la sua statua della Prudenza sorvegliare l’arco di Palazzo Ducale.

All’età di 43 anni, Corradini lasciò la sua amata Venezia per trasferirsi in Austria. Grazie alle opere commissionate per la fontana di Hoher Markt, divenne subito l’artista preferito della corte di Vienna. Purtroppo con il tempo la sua fama andò a scemare, perciò lo scultore veneziano decise di trasferirsi a Roma in cerca di nuovi spunti. Nel 1748 si trasferì nuovamente a Napoli, dove trovò la sua rinascita artistica più importante lavorando per il settimo principe di Sansevero, Raimondo di Sangro. Qui gli venne commissionata la decorazione iconografica della cappella di Sansevero, che sfocia in un tripudio di meravigliose statue, tra cui la Pudicizia velata. Nel 1752 Antonio Corradini morì a Napoli a casa del principe, si dice per avvelenamento.

Antonio Corradini

Pudicizia velata, ultima opera di Corradini nella cappella di Sansevero (Napoli).

Il Virtuoso dell’età tardo-barocca.

Fin dalle prime opere, Antonio Corradini suscita stupore e ammirazione tra il pubblico di Venezia. La sua capacità di delineare con maestria l’anatomia delle statue attraverso un velo marmoreo lo rende uno degli scultori più originali del barocco in Italia. I suoi lavori uniscono abilità e creatività con il pathos e passano da uno stile barocco al neoclassico, affascinando persino Antonio Canova.

Corradini all’epoca era molto stimato dagli altri artisti. Lo stesso pittore veneziano Antonio Balestra affermò: « Qui in Venezia abbiamo un giovane scultore, che si porta assai bene. Ha fatto una statua d’una Fede col capo e faccia velata, che è una cosa che ha fatto stupire tutta la città».

Ed era molto apprezzato anche all’estero. Durante il suo viaggio in Italia nel 1728, lo storico Barone di Montesquieu scrisse: «Attualmente c’è uno scultore, a Venezia, chiamato Corradino, Veneziano. Egli ha fatto un Adone, che appare una delle cose più belle che si possano vedere. Direste che il marmo sia carne; una delle sue braccia cade senza cura, come se niente la sostenesse».

Valentina Cagnin

Autore: Valentina Cagnin

Trevigiana di nascita, ha studiato lingue e letteratura presso Ca’ Foscari. Durante la sua ultima esperienza professionale come traduttrice, ha scoperto la passione per l’editoria e la scrittura, ma soprattutto il suo amore per Venezia. Creativa, curiosa e appassionata d’arte, ama viaggiare ed intraprendere sempre nuove esperienze culturali.

Antonio Corradini, perla nascosta del barocco veneziano. ultima modifica: 2017-09-22T10:45:02+00:00 da Valentina Cagnin

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