INTERVISTE STORIA, ARTE E CULTURA

Elisabetta Baldisserotto e la trilogia del commissario Zambon

Il libro

Psicanalista junghiana ed scrittrice di romanzi. La veneziana Elisabetta Baldisserotto, con il recente libro Gli occhiali di Hemingway, ha colpito ancora una volta nel segno. Oltre che autrice di saggi, ha infatti scritto anche una trilogia ambientata a Venezia, con protagonista il commissario di polizia Jacopo Zambon, i cui titoli precedenti sono Morire non è niente ed Al di là dell’acqua (sempre per la casa editrice padovana Cleup). Zambon è a sua volta in analisi ed appassionato lettore dello scrittore americano. Nella storia si intrecciano due livelli, quello dell’indagine sul caso e quello dell’indagine nell’interiorità dello stesso poliziotto.

Elisabetta Baldisserotto

La scrittrice con il suo ultimo libro

Elisabetta Baldisserotto, quanto c’è della psicanalista in questo lavoro di scrittura creativa?

C’è indubbiamente molto, perchè parlo di temi che mi stanno a cuore e che conosco bene. Però anche perchè c’è un personaggio, in questa trilogia, che è l‘analista del commissario, che per certi versi mi assomiglia. Un personaggio un po’ misterioso, perchè non ne conosciamo nè il nome nè tantomeno il cognome, perchè per Jacopo si tratta della sua dottoressa (noi la conosciamo così). Lui rappresenta anche una sorta di alter ego delle stesso Zambon, una specie di voce della coscienza, che ha dentro di sè ed ogni tanto lo consiglia per il meglio.

Una battuta anche sul significato della scelta di un genere letterario come il giallo…

Direi che è un giallo classico, nel senso che non c’è sangue, nè molti colpi di scena. Più che altro un genere sì giallo però in cui la struttura, l’intreccio giallo serve per parlare anche di altre cose.

Cover dei libri

L’ultimo romanzo e la trilogia

E tra queste se non sbaglio c’è anche Venezia. in che misura?

C’è la venezianità, lo spirito veneziano, i problemi attuali della città lagunare. In particolare in quest’ultimo libro c’è anche un aspetto storico, perchè l’indagine riguarda anche degli aspetti della Venezia dell’Ottocento, sotto la dominazione asburgica.

C’è quindi anche una sorta di viaggio nel tempo fra presente e passato?

Esatto, ci sono proprio due livelli temporali diversi e l’indagine verterà poi più che altro sui libri, nelle biblioteche, negli archivi e nell’ambito dell’editoria.

Volante d'acqua

Un mezzo della polizia in azione a Venezia

E della Venezia dei giorni nostri, cosa ne pensa Elisabetta Baldisserotto?

Tante cose da dire… tanti turisti, grandi navi, il fatto che è molto difficile per chi ci vive, o ci lavora, trovare i servizi di cui ha bisogno. Nonostante questo però resta una città meravigliosa ed io mi sento una privilegiata, dal momento che posso viverci.

Chi fa cultura come lei ci può vedere anche un aspetto positivo, nel fatto che rimanga comunque una capitale di un certo tipo di cultura, pensiamo alla Biennale, per esempio?

Indubbiamente a Venezia c’è cultura ovunque e ci sono tantissimi eventi. Ci sono poi, oltre a quelli internazionali e di più ampio respiro, anche eventi che nascono dal basso, dalle associazioni, dai residenti, da tutti coloro che vogliono che la città resti viva in tutti i suoi aspetti.

Infine, su cosa sta lavorando attualmente?

Sì, diciamo che la trilogia del commissario Zambon si conclude qui, con Gli occhiali di Hemingway, ma ci sono due progetti in corso, cioè due nuovi romanzi, ma non dico di più, non mi sbilancio!

Gigi Fincato

Autore: Gigi Fincato

Veneziano, giornalista professionista e dj. Ha lavorato per anni nell’emittenza radio-televisiva locale, come speaker a radio Venezia e a radio Base Popolare Network, e come redattore delle tv Antenna Tre di Treviso, Diffusione Europea di Padova e del quotidiano Il Gazzettino di Venezia. Attualmente si occupa di formazione professionale per la scuola Buzzati dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e scrive per alcune testate online.

Elisabetta Baldisserotto e la trilogia del commissario Zambon ultima modifica: 2019-07-15T17:02:07+02:00 da Gigi Fincato

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