CHIESE MITI E LEGGENDE

La chiesa dei Frari, tra curiosità e leggende

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Il ponte dei Frari fu fatto erigere la prima volta dai padri francescani nel 1428. I frati consideravano sacro il ponte, e dunque luogo d’immunità per i malviventi. Questo perché, prima che venisse costruita la chiesa così come appare oggi, quella precedente era orientata esattamente in senso opposto. Dunque la chiesa dei Frari era lì. Ed era lì la capella granda che adesso è voltada.

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Il ponte dei Frari

I Frari e i suoi “ospiti” illustri

All’interno della chiesa, tra le spoglie illustri, quella del “Divin cigno di Cremona”. Il compositore Claudio Monteverdi. E anche il cuore di Antonio Canova, conservato nel cenotaffio a forma di piramide, che egli stesso aveva disegnato per Tiziano. Ai piedi del ponte sul lato della chiesa, sulla destra, si aprono gli spazi dell’Archivio di Stato di Venezia, parte dei quali è ricavata dall’antico monastero di San Nicoletto della Lattuga.

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Il monumento funebre di Antonio Canova

Lattuga???

Fu fatto erigere nei primi anni del 1300 dal patrizio Nicolò Lion, procuratore di San Marco e da questi donato ai francescani della vicina Santa Maria Gloriosa dei Frari. Una dedicazione decisamente singolare, che trova spiegazione nel fatto che – malato da tempo – una notte il nobile fu colto dal desiderio di mangiare della lattuga. A quell’ora ne ebbe solo dall’orto dei frati. Rimessosi in breve dalla sua malattia, Lion (che fu tra l’altro colui che scoprì la congiura di Marin Falier) fece erigere una chiesa e un piccolo monastero in prossimità dell’orto.

Il gatto dei Frari

Sull’altro lato si trova invece il Caffè dei Frari, che nella seconda metà dell’Ottocento divenne celebre per la presenza di un gatto, Ninni. Tale era la fama del micio al punto che questo era divenuto una attrazione turistica della zona. Nel caffè esisteva addirittura un libro d’onore per raccogliere le firme di quanti si recavano a vederlo. Tra gli autografi vi era anche quello dello zar Alessandro III, durante una visita che fece a Venezia.

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La magnifica tela dell’Assunta di Tiziano ai Frari

La morte di Ninni

Deceduto il felino nel 1894, alcuni buontemponi ne onorarono la memoria celebrando nel caffè una sorta di esequie. Tra le poesie dedicategli in quella giornata, è giunto fino ai giorni nostri questo sonetto. “È morto il gatto del Caffè dei Frari, / Gatto bel, gatto bon, senza malizia, / Che pell’acchiappar sorci a dovizia / Già tenne il primo posto fra i suoi pari! / Dei suoi padroni fur lunghi ed amari, / I lamenti, fu grande la mestizia, / E gli avventori a la crudel notizia / Si poser tutti a lagrimar del pari”.

Alberto Toso Fei

Autore: Alberto Toso Fei

Alberto Toso Fei discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Esperto di storia segreta e di mistero, recupera nei suoi libri il patrimonio della tradizione orale per riportare il fascino delle storie perdute nei loro luoghi, sperimentando l’incontro tra le antiche leggende e le nuove tecnologie. Tradotto in più lingue, pubblica con Marsilio, Newton Compton e altri. www.albertotosofei.it

La chiesa dei Frari, tra curiosità e leggende ultima modifica: 2019-06-19T14:49:40+01:00 da Alberto Toso Fei

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