INTERVISTE PERSONAGGI

Ritratti veneziani – Luigi Luì e i pastafariani veneziani

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Si chiama Marco Statua, ha 50 anni e di lavoro fa il battelliere di porto, ma a Venezia è conosciuto soprattutto per le sue prese di posizione contro il degrado della città e con lo pseudonimo di Luigi Luì, come Pastriarca della Chiesa Pastafariana Italiana, un’accolita inventata nel 2005 dal fisico americano Bobby Henderson, come forma di protesta per l’introduzione dell’insegnamento delle teorie creazioniste nella sua università.

Una religione sui generis, che “venera” un inesistente Prodigioso Spaghetto Volante, vede i suoi adepti travestirsi da pirati o con uno scolapasta in testa ed usare un linguaggio surreale, che usa termini gastronomici o grotteschi. Anche l’intervista che segue è quindi da interpretare soprattutto in chiave ironica, così come va sottolineato  che le provocazioni pastafariane rimangono comunque sempre nell’ambito dell’educazione e del rispetto altrui, senza offendere i credi religiosi ufficiali.

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Il prodigioso Spaghetto Volante

Iniziamo proprio da qui, è giusto dire che il Pastafarianesimo è un credo parodistico, che vuol far riflettere con ironia sulle religioni?

Assolutamente no, perchè parodiare qualcuno o qualcosa implica che si riconosca un “Originale Precedente”, per poi poterlo parodiare. Noi crediamo che il Pastafarianesimo è la prima vera fede, poi copiata (spesso anche nelle terminologie), fino alla comparsa delle attuali fedi obsolete che, col consueto strumento del revisionismo storico, si sono spacciate, loro, per “prime e originali”! In quest’ottica le rivelazioni del “buon Profetta” Bobby Henderson sono la denuncia e al tempo stesso la riscoperta della nostra fede, come originaria.

Il rischio però, in un paese dove ci prendiamo troppo sul serio, non è quello che veniate additati solo come dissacratori religiosi, quando vi occupate di mettere alla berlina anche altri aspetti della nostra società?

Noi pastafariani abbiamo un alto concetto di sacralità, che per molti versi non coincide con quello delle altre fedi obsolete. Per un pirata pastafariano la sacralità va all’individuo, alla piena e libera espressione in vita della sua personalità, speranze, ambizioni ed aspettative. E’ una fede che guarda meno al “rispetto e devozione” del proprio dio (anche perchè non ci fila proprio, pare…) e più ad attivarsi per una sana, soddisfacente ed equilibrata convivenza tra le diverse, “infinite forme bellissime”, a cui il nostro “Saporitissimo Dio” ha dato origine. Per fare un esempio, la Chiesa Pastafariana Italiana promuove una campagna a favore del libero arbitrio riguardo all’eutanasia, che si chiama “Liberi verso il Vulcano”.

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Il pastriarca dei pastafariani Luigi Luì

Come veneziano in che modo stai vivendo l’invasione turistica della città ed il suo veloce e drastico mutamento e cosa pensi che si possa fare di concreto?

Ascolto e raccolgo i timori, le paure e le incertezze che attanagliano i miei “pannocchiani“, che si possono riassumere in una frase: “paura di doversene andare da Venezia”. Di concreto c’è solo da sostenere, come emergenza, una politica di residenzialità per case, alloggi e negozi, unita ad una forte repressione di ogni forma di mancato rispetto nel confronto della città e dei suoi abitanti. Indispensabile inoltre, una forma di “prenotazione a numero chiuso”. Sancirebbe il diritto per chiunque di visitare la nostra meraviglia e, nel contempo, una limitazione numerica degli afflussi giornalieri, garantendo una migliore vivibilità ai residenti e un più facile controllo delle infrazioni e dei comportamenti ineducati.

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Gruppo pastafariano con intervistatore infiltrato

Infine potresti darci un’anteprima su quali sono le tematiche sulle quali vi state impegnando voi pastafariani?

Le tematiche portate avanti dal Pastriarcato, oltre a quelle della convivialità, sono le stesse proprie della Chiesa Pastafariana Italiana, applicate in un contesto locale. L’appoggio a tutte quelle situazioni in cui ad una minoranza vengono negati dei diritti basilari e in cui lo Stato non si faccia garante della sua propria, costituzionale laicità. Segnalo infine la nostra campagna nazionale Dioscotto, contro la legge 724 sulla blasfemia, che a Venezia prenderà vita nel prossimo allestimento di una “Cabina Bestemmiale”, in cui potersi sfogare senza timore di denunce.

Gigi Fincato

Autore: Gigi Fincato

Veneziano, giornalista professionista e dj. Ha lavorato per anni nell’emittenza radio-televisiva locale, come speaker a radio Venezia ed a radio Base Popolare Network, e come redattore della tv Antenna Tre di Treviso e del quotidiano Il Gazzettino di Venezia. Collabora per la formazione alla scuola Buzzati dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto.

Ritratti veneziani – Luigi Luì e i pastafariani veneziani ultima modifica: 2018-12-03T13:20:41+00:00 da Gigi Fincato

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