STORIA, ARTE E CULTURA

Tassa di sbarco: cerchiamo di fare il punto!

tassa di sbarco

Noi ci proviamo: fare il punto su quella che da tanti è stata soprannominata “tassa di sbarco”. Altri lo chiamano ticket di ingresso alla città. Più correttamente è il contributo all’accesso che dal 2019 pagheranno al Comune di Venezia tutti i visitatori mordi e fuggi. Lasciamo da parte le polemiche sulla correttezza o meno di questa tassa. Partiamo invece dall’unica certezza. L’articolo 1, il comma 1129 del maxiemendamento alla legge di bilancio per il 2019 appena approvata dal Parlamento, afferma che Venezia può “adottare nelle proprie politiche di bilancio, in alternativa all’imposta di soggiorno, l’applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori. Inoltre, l’importo massimo consentito per entrambe tali misure è elevato a 10 euro”. In poche righe è spiegato tutto. Ma da quando? E come? E chi?

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La tassa di sbarco: diamo i numeri!?

Iniziamo dal costo: tra i 2,5 e 5 euro. Venezia non è la prima città in Italia a dotarsi di questo biglietto. È già previsto per alcune isole minori come le Eolie e l’Elba. Lo pagherà chi con qualunque mezzo arrivi a Venezia per turismo e non pernotti nella città lagunare. Tra i destinatari, oltre ai turisti giornalieri, anche i passeggeri delle grandi navi da crociera. Per capirci meglio si tratta di circa 30 milioni di persone che ogni anno arrivano giornalmente a Venezia. Quindi facendo un po’ di calcoli la tassa di sbarco potrebbe valere fra i 40 e i 50 milioni di euro all’anno.  Giusto un paragone. L’imposta di soggiorno pagata oggi da chi dorme nelle strutture ricettive veneziane (5 euro al giorno) produce oltre 30 milioni di euro l’anno. Con precisione matematica: 33 milioni nel 2018. La tassa di sbarco sarà inizialmente impiegata per finanziare i costi di pulizia della città.

Come e quando?

Stabilire chi dovrà pagare e soprattutto come organizzare la macchina della riscossione non è una cosa semplice. L’idea è partire con accordi con chi trasporta quotidianamente le persone in laguna (armatori, compagnie ferroviarie etc), in modo che nei biglietti sia già considerata la tassa di sbarco. Più difficile sarà stabilire ad esempio come tassare chi arriva con auto provata. Il tutto, comunque, dovrebbe partire entro il 2019 ( si parla del periodo pasquale, con un primo coinvolgimento dei turisti delle navi da crociera). La data certa (l’unica per ora) è 28 febbraio. Proprio entro questa data il comune dovrà redimere i bilanci e stendere il regolamento.

Lucia Vazzoler

Autore: Lucia Vazzoler

Letteratura, teatro e radio. E tanta musica. Questi gli interessi che giorno dopo giorno arricchiscono la mia valigia. Vengo dalla provincia veneta, ora vivo a Trieste e lavoro a Radio Fragola.

Tassa di sbarco: cerchiamo di fare il punto! ultima modifica: 2019-01-03T21:46:08+01:00 da Lucia Vazzoler

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