INTERVISTE

Alessandro Ragazzo, un musicista veneziano a New York

Alessandro Ragazzo new york

Una chitarra, una passione per la musica e una gran voce. Questo è Alessandro Ragazzo, giovane cantautore veneziano, classe 1994. Nei suoi live colpisce per immediatezza e presenza scenica nonostante la giovane età. Quella che segue è l’intervista realizzata per i nostri lettori. Un viaggio di parole e nei suoni di Alessandro Ragazzo da Venice a New York.

L’infanzia musicale. I primi ricordi legati alla musica.

Il primo risale a quando avevo 8 anni, forse di meno, forse di più, probabilmente di meno. Ero un bambino particolare e ad una cena di famiglia mi ero convinto che avrei cantato “alla Pavarotti” il classicone “Nessun Dorma” con acuto finale mozzafiato. Ero molto timido e non cantai nulla alla fine.  Però a casa la cantavo sempre e mi veniva malissimo, ma io ero molto felice.

Era il periodo in cui avevo cominciato a fare lezioni di chitarra. Dopo due mesi ho mollato: mi facevano male i polpastrelli ed ero convinto che con le mie mani tozze non sarei mai stato in grado di suonare. Beh ci misi 5 anni per ricominciare. Ricordo anche una compilation che mi feci comprare in edicola quando ero veramente piccolo con il primo singolo di Tiziano Ferro e una canzone di Kylie Minogue. E altre cose sul genere che mi piacevano molto all’epoca perché mi divertivo a ballare e muovere le ginocchia.

Alessandro Ragazzo new york

Alessandro Ragazzo classe 1994 e talento da vendere

Il tuo primo ep Venice è per rockit “Un viaggio mentale ambientato a Venezia”. Possiamo dire che descrive il tuo rapporto con la città in cui sei nato?

Si diciamo che in realtà io sono nato e cresciuto a Marghera, che non è proprio Venezia. Ma è abbastanza vicina per dire alla gente che sono di Venezia. E’ anche vero che ho fatto il Liceo a Venezia ed il Conservatorio, che ancora sto facendo. Quindi ho vissuto a pieno la vita veneziana negli anni ed ho visto tantissime cose uniche ed incredibili che hanno permesso si creasse un rapporto intimo con la città. “Venice Ep” in particolare è stato proprio un viaggio fisico partito su un autobus che mi ha portato appunto a Venezia. Proseguito per alcuni dei campi più frequentati della città e terminato al Lido. Nella mente poi ha assunto le sfumature e sfaccettature magiche che hanno fatto si che un gesto fisico potesse poi diventare qualcosa di “altro”, più mistico.

Da Venice a New York, il tuo secondo ep. Sono le città ad affascinarti nella scrittura dei tuoi pezzi?

Sicuramente i luoghi, le città e l’ambiente che mi circonda mi influenzano molto, e mi cambiano. Venezia mi affascina molto ancora, New York, nel bene e nel male, mi ha affascinato e colpito tantissimo. Le città ti cambiano e ti plasmano. Però quando scrivo pezzi metto dentro veramente molte cose e suggestioni, e se in “Venice” ci son dei brani che hanno subito molto l’influenza di Venezia durante la scrittura, in “New York”, invece, sono stati plasmati dalla Grande Mela una volta che erano già stati scritti.

Raccontaci la tua esperienza in studio nella Grande Mela! Hai registrato agli Flux Studios come Shakira, David Crosby, Rolling Stones, Sean Lennon. Penso ad esempio alla scelta del vintage, non è così scontata per un artista così giovane.

Beh è stato una cosa pazzesca, un’esperienza unica e bellissima. Grazie ad Alessandro Favero, che è il produttore del disco, sono potuto arrivare ai Flux Studios e registrare il mio secondo disco. Quando mi propose questa cosa io quasi quasi non ci credevo. Lo studio trasuda storia ovunque ed è frequentato da personaggi incredibili. C’è della strumentazione variegata e di qualità altissima, e sopratutto ci sono molti strumenti vintage, e da questa cosa, come spesso accade, è nata la voglia e il desiderio di provare delle sonorità più vintage e analogiche. E’ stato tutto un creare in corsa, strada facendo, è stato educativo sia tecnicamente che emotivamente ed è stata una di quelle esperienze così rare e forti che poi valgono più del disco stesso.

Alessandro Ragazzo new york

Alessandro Ragazzo ai Flux Studios

Di New York mi piace molto The King Came, con le sue atmosfere rarefatte. Come è nato questo brano?

Anche a me piace molto. E’ nato come tutti i pezzi di quell’Ep, ovvero chitarra e voce. Da subito molto lento, un bpm basso, ed un’armonia un po’ ricercata con qualche cambio armonico. E’ un brano a cui tengo parecchio perché parla di una cosa che all’epoca sentivo molto, e che in realtà sento ancora, ovvero il giudizio della gente, che è una cosa che mi ha sempre spaventato e rallentato. Nello special si sente “Oh what a shame the king came” dove “the king” “il re” è la gente, è il loro giudizio, sono le loro parole.

Ovviamente gente intesa come insieme di persone singole che ascoltano e giudicano e non come massa. Ed i ritornelli sono quasi un grido d’aiuto “I’m trying to tell the truth, i’m trying but i don’t know why” vista la mia difficoltà nell’essere sincero. Perché aprendoti, ti rendi vulnerabile e più passibile ai pericoli emotivi e di conseguenza mi chiedevo se ne valesse la pena. Dopo averci pensato in questi anni sono arrivato alla conclusione che credo ne valga veramente la pena. Per quanto riguarda il sound del brano è chiaramente ispirato ai Pink Floyd che per me sono stati e sono qualcosa di sacro, quasi religioso e provo per loro un amore incondizionato. Poi c’ho messo qualche assoletto perché alla fine sono un chitarrista, e tutti hanno i loro difetti ahah..

Alessandro Ragazzo new york

Alessandro Ragazzo e la sua chitarra

 E per finire tre ascolti di questo periodo e artisti con cui vorresti collaborare!

Difficile trovare tre ascolti del momento, ma posso dirti gli ultimi tre artisti che ho ascoltato su Spotify: Miles Davis, Frah Quintale e Kamasi Washington.

Ho da diversi anni un sogno, che sarebbe quello di collaborare con John Frusciante che è uno dei miei chitarristi  nonché uno dei miei cantautori preferiti e credo sia un’artista totale, anche se ho paura non succederà mai. A livello italiano mi piacerebbe collaborare con due menti musicali eccelse che sono Enrico Gabrielli (Calibro 35, The Winstons..) e Niccolò Contessa (iCani). Se parliamo invece di featuring, in questo momento mi piacerebbe molto fare una canzone con Francesca Michelin perché trovo sia fortissima.

Suonare a più non posso. Poi dopo un brutto periodo compositivo mi ritrovo ad aver scritto una decina di canzoni nuove negli ultimi mesi e dunque non vedo l’ora di registrarle e produrle e magari fare un album. Mi piacerebbe fare un salto di qualità, in tutto. Ovviamente farò il possibile perché ciò accada.
Un bacio.

Lucia Vazzoler

Autore: Lucia Vazzoler

Letteratura, teatro e radio. E tanta musica. Questi gli interessi che giorno dopo giorno arricchiscono la mia valigia. Vengo dalla provincia veneta, ora vivo a Trieste e lavoro a Radio Fragola.

Alessandro Ragazzo, un musicista veneziano a New York ultima modifica: 2018-01-18T10:47:55+00:00 da Lucia Vazzoler

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