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Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro alla Fondazione Querini Stampalia

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Tra un libro e un altro abbiamo potuto perderci tra “Le pietre del cielo” alla Fondazione Querini Stampalia. Un progetto espositivo legato al Fondo Luigi Ghirri che confronta fotografia, scultura e architettura, con i linguaggi di tre grandi del Novecento: Luigi Ghirri, Paolo Icaro e Carlo Scarpa. Nel 2015 “Paesaggi d’aria Luigi Ghirri e Yona Friedman” aveva raccontato l’opera di Ghirri attraverso le visioni del celebre architetto ungherese. Quest’anno è la volta dello scultore piemontese Paolo Icaro. “Le pietre del cielo” è realizzata in collaborazione con la Galleria P420 di Bologna e con il sostegno della Galleria Massimo Minini di Brescia. Il progetto è a cura di Chiara Bertola e Giuliano Sergio.

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Fondazione Quertini Stampalia: un’immagine delle sale

Le pietre del cielo emozionanti visioni

Mentre camminiamo, ci imbattiamo nella prima opera: Spazi di spazio. Ci troviamo nella Sala Colonne, un ambiente ruvido dalle pareti chiare. E quello che incontra il nostro sguardo è un parallelepipedo dalla forma incerta, intrecciato da fili ossidati. Accanto Groviglio, sinapsi del 1972. Nomen omen: un groviglio di fili. Tranquilli, niente spoiler sul resto della mostra. Forse solo un pensiero che arriva direttamente dalle lezioni di latino del liceo: gutta cavat lapidem.

O più semplicemente la goccia scava la pietra. E infatti le pietre hanno una loro storia, un loro spazio da scoprire in questa mostra. Infatti suscitano emozioni, divorano spazi mentali, muovono pensieri afferrandoli e riportandoceli davanti. Il titolo della mostra è un omaggio alla raccolta di poesie di Pablo Neruda pubblicata nel 1970. Dove le pietre rappresentano  soprattutto quella lezione di eternità che è negata invece al destino precario dell’uomo.

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Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro

Paolo Icaro, Luigi Ghirri e Carlo Scarpa, architetture del sentire

Per Paolo Icaro l’architettura è esplorazione del luogo. Le sue opere sono costruzioni intime, memorie che tracciano le coordinate di una possibilità dell’abitare, di paesaggi portatili. Il tutto usando ferro, gesso e pietra. Il tema che lo accomuna  Luigi Ghirri è quello della memoria dei luoghi. E infatti nelle sue foto l’esperienza quotidiana riesce a diventare mitologia. I lavori in mostra sono quelli dal “Profilo delle nuvole ” del 1989, insieme ad opere scelte dallo stesso Icaro.

Foto e sculture dialogheranno con le sale realizzate da Carlo Scarpa in una sorta di prolungamento temporale e visivo.  In occasione de Le pietre del cielo è stato presentato un lavoro di Icaro pensato appositamente per la ‘sala Colonne’ dell’area Carlo Scarpa. Fotografia, scultura e architettura in un equilibrio surreale. Ogni disciplina compenetra l’altra in un dialogo spazio temporale senza fine. Le pietre del cielo è visitabile fino al 28 Gennaio 2018 con l’orario di apertura della Fondazione Querini Stampalia.

 

 

Lucia Vazzoler

Autore: Lucia Vazzoler

Letteratura, teatro e radio. E tanta musica. Questi gli interessi che giorno dopo giorno arricchiscono la mia valigia. Vengo dalla provincia veneta, ora vivo a Trieste e lavoro a Radio Fragola.

Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro alla Fondazione Querini Stampalia ultima modifica: 2018-01-19T11:28:23+00:00 da Lucia Vazzoler

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