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Vivaldi, la maledizione di Satana e l’opera mai composta

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Antonio Vivaldi venne alla luce il 4 marzo 1678. Essendo in pericolo di morte fu subito battezzato nella casa della levatrice. Due mesi dopo, il 6 maggio, al bambino furono impartiti in chiesa “esorcismi et olii”. In vita Vivaldi compose oltre 450 concerti. Il suo genio donò al mondo una delle opere musicali più ascoltate, le quattro stagioni. Tuttavia, il musicista ne avrebbe scritta una di ancora più bella, che però non si può ascoltare. Troppo tardi infatti i genitori decisero di affidare il piccolo Antonio nelle mani dell’esorcista.

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Uno spartito delle Quattro Stagioni

La maledizione di Vivaldi

In quei primi due mesi di vita, ben sapendo cosa sarebbe poi diventato il bambino, il diavolo aveva già deciso di utilizzarne la maestria musicale per i propri scopi malvagi. Gli olii sacri ebbero comunque effetto, anche se non completamente. In Vivaldi si formò una sorta di “doppia natura” alla quale egli continuamente si ribellò, decidendo perfino di diventare sacerdote. Lo stesso musicista così scrisse al marchese Guido Bentivoglio di Ferrara il 16 novembre 1737. “Sono venticinque anni ch’io non dico messa, né mai più la dirò, non per divieto o comando, ma per mia scelta, e ciò stante un male che patisco a nativitate pel quale sto oppresso. Appena ordinato sacerdote, un anno o poco più, ho detto messa, e poi l’ho lasciata avendo dovuto tre volte partir dall’altare senza terminarla a causa dello stesso male”.

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Antonio Vivaldi

L’opera negata

Così, poiché la sua volontà umana intimamente buona lo esigeva, lo spirito malvagio che albergava in lui non riusciva a impedirgli di fare, scrivere, pensare cose davvero angeliche. Il demonio non poté sopportare una situazione del genere. E giacché di fronte alla potenza di Dio e alla ostinata volontà dell’uomo sapeva che, alla fine, avrebbe perso un’anima di tutto rispetto, giocò la sua ultima carta. Impedì per sempre a Vivaldi di scrivere l’opera che, ben racchiusa nel cuore negato a Satana, avrebbe strabiliato il mondo nei secoli a venire.

Alla sua morte, Antonio Vivaldi tornò a essere completamente un essere del cielo. Ma con un grande rammarico. Non aveva potuto donare al mondo la sua melodia più bella. Ancora oggi, nelle notti in cui il vento increspa appena le onde, il suo spirito, sospeso a mezz’aria sopra i flutti, si consola scrivendo sull’acqua le note di una musica che da sempre egli sente dentro di sé, e che mai nessuno potrà ascoltare.

Alberto Toso Fei

Autore: Alberto Toso Fei

Alberto Toso Fei discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Esperto di storia segreta e di mistero, recupera nei suoi libri il patrimonio della tradizione orale per riportare il fascino delle storie perdute nei loro luoghi, sperimentando l’incontro tra le antiche leggende e le nuove tecnologie. Tradotto in più lingue, pubblica con Marsilio, Newton Compton e altri. www.albertotosofei.it

Vivaldi, la maledizione di Satana e l’opera mai composta ultima modifica: 2017-09-08T12:01:36+00:00 da Alberto Toso Fei

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