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La misteriosa arte precolombiana della collezione Ligabue

arte precolombiana ligabue

E’ una piccola maschera il punto di partenza di questa storia che ci porta nel misterioso mondo dell’arte precolombiana. Una maschera di serpentino verde molto scuro che risale a circa 1500 anni fa, alta poco più di dieci centimetri, appartenente all’antica cultura messicana Teotihuacan. Questa maschera aveva colpito la curiosità di Giancarlo Ligabue che l’aveva acquistata all’inizio degli anni Sessanta. Il fascino misterioso del volto marmoreo aveva spinto l’imprenditore veneziano – paleontologo, studioso di archeologia e antropologia, esploratore e appassionato collezionista – ad approfondire le sue conoscenze del mondo a cui quell’oggetto apparteneva. Un mondo tanto lontano quanto quasi del tutto sconosciuto.

Ne è nata una straordinaria collezione che, fino al prossimo 30 giugno, è esposta e aperta al pubblico nelle belle sale di Palazzo Loredan (una delle sedi dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti) a Venezia, in campo Santo Stefano.

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Maschera in serpentino verde, Cultura Teotihuacan, Valle del Messico, Messico. Venezia, Collezione Ligabue

Il mondo che non c’era nella collezione Ligabue

Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue è un’operazione culturale di grande prestigio che mette in mostra oltre 150 opere d’arte. Preziose testimonianze di tante e diverse civiltà precolombiane che vivevano nel continente americano prima dell’arrivo degli Europei. Raccontano le antiche culture della Mesoamerica, il territorio di Panama, le Ande: dalla cultura Chavin a Tiahuanaco e Moche, fino agli Inca. Il percorso espositivo propone, fra l’altro, rarissime maschere in pietra di Teotihuacan (la più grande città del Mesoamerica), vasi Maya d’epoca classica, statuette antropomorfe della cultura Olmeca, enigmatiche sculture Mezcala, pregevoli oggetti di arte orafa, straordinari tessuti e ornamenti delle culture Paracas e Nazca (Perù) fra cui coloratissimi manufatti – perfettamente conservati – realizzati con piume di uccelli amazzonici.

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Statuetta antropomorfa in diorite. Cultura Mezcala, Stato di Guerrero, Messico. Venezia, Collezione Ligabue

L’arte precolombiana tra mito e mistero

Un mondo in gran parte ancora da conoscere e da esplorare. Soffocato e praticamente annientato nel giro di pochi decenni dall’arrivo di Colombo. Rimasto nell’oblio per almeno quattro secoli. Prima che l’Europa prendesse nuovamente coscienza della grandezza dell’arte dell’America antica. Sono tanti i debiti che abbiamo nei confronti del Nuovo Mondo: alimenti come il cacao, il pomodoro, la patata, la zucca e il mais, che in quella realtà era vero e proprio oggetto di culto. Ma anche la palla di gomma, profondamente radicata nella civiltà e nella ritualità mesoamericana e che veniva realizzata avvolgendo a gomitolo una lunga striscia di caucciù.

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Tessuto e copricapo. Cultura Nazca, piume di uccelli amazzonici e corda. Venezia, Collezione Ligabue

Venezia, apparentemente estranea alla scoperta del Nuovo Continente, in realtà sarà uno dei principali centri propulsori della scoperta letteraria delle Americhe. Saranno infatti gli stampatori veneziani i grandi protagonisti della massiccia diffusione in Europa – nel Cinquecento – delle notizie che arrivavano dal Nuovo Mondo. E saranno proprio gli ambasciatori della Serenissima fra i primi a descrivere molto dettagliatamente gli oggetti che vedevano arrivare in Spagna. Le loro relazioni sono piene di meraviglie sulle qualità estetiche di questi oggetti e sull’ingegno di chi li aveva realizzati.

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Pendente. Cultura Tairona. Oro, in lega con altri metalli. Venezia, Collezione Ligabue

Il fascino dell’esplorazione

Il consiglio è di visitare Il mondo che non c’era (curatore Jacques Blazy) lasciandosi trascinare dalla magia che la pervade, dalla meraviglia che suscita. “Passeggiando” attraverso un bell’allestimento la cui suggestione è amplificata dalle note della straordinaria musica che Ennio Morricone compose per la colonna sonora del film Mission. Fino ad arrivare alla fine del percorso espositivo, con belle immagini testimonianza delle tante spedizioni in quelle terre promosse da Giancarlo Ligabue, a cui la Fondazione e il figlio Inti con questa mostra hanno particolarmente voluto rendere omaggio.

Da ultimo, sono da ricordare le numerose attività educative pensate per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, oltre alle attività extrascolastiche per famiglie e bambini. A conferma di un’altra qualità di questa mostra: la capacità di proporre oggetti importantissimi spiegati molto semplicemente. Dopo averla visitata, si esce sapendo qualcosa di più.

www.fondazioneligabue.it

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

La misteriosa arte precolombiana della collezione Ligabue ultima modifica: 2018-02-13T12:56:28+00:00 da Cristina Campolonghi

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