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Sonia, la bella addormentata a Venezia

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Sofia

Al cimitero di San Michele, vicino alle tombe di Brodsky, Stravinskij e Diaghilev, riposa Sofia Kailenskaya, detta Sonia. La giovane nobile nacque il 20 Febbraio 1885 nel villaggio di Zabomzhevka in Russia.

La storia

Durante un viaggio in treno, Sonia incontra una coppia di russi, il conte Pavel Evgrafovich Kamarowskiy e la bella contessa Maria Tarnowska Nikolaevna che la ospiteranno a Parigi. Ad una festa all’Etoile Poussi, Sonia si apparta con il bel Edoardo Garcia.

La Tarnowska vede la scena ed accusa Sonia di non averle presentato il giovane più bello della serata. Proprio a lei che l’ospitava. La contessa accusa Sonia di averle rubato i gioielli e grazie anche all’astuzia del suo avvocato che corrompe la cameriera, la ragazza verrà arrestata.

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Flaconi di laudano

Non ci sono prove e Sonia viene rilasciata. Subito corre dal giovane Edoardo che lo scopre a letto con la contessa Tarnowska e la sua cameriera. Fugge in lacrime e prende il primo treno per l’Italia. A Milano acquista due bottiglie di laudano.

Quando arriva a Venezia si incammina tra gli schiamazzi della gente in allegria per il carnevale. Ma lei non vede nulla, davanti ai suoi occhi appaiono solo tristi ricordi. “Si sente bene signora?” Chiede Carlos, il ragazzo che le porta i bagagli. Colpito dalla bellezza della giovane donna, Carlos le chiede se avrebbe potuto incontrarla. Lei
accetta e gli dà appuntamento per il mattino seguente. Il mattino del 6 febbraio 1907 Carlos torna al Danieli e chiede alla cameriera di chiamarle Sonia.

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Il cimitero di San Michele

Una rosa rossa per Sonia

Dopo aver bussato più volte inutilmente, la cameriera apre la porta e trova Sonia distesa con una rosa rossa sul cuore, un braccio giù dal letto e l’altra mano che stringe un’immagine di Edoardo. Sul vicino comodino, le due bottigliette vuote di laudano. Il console Soundy manda allora un messaggio alla madre di Sonia, Caterina Teodorova, che qualche tempo prima anch’ella tentò il suicidio con il laudano.

La principessa arrivò a Venezia con la cameriera Anastasia per garantire alla figlia una giusta sepoltura. Un paio di mesi dopo venne inaugurato il monumento funerario. Enrico Brutti volle ritrarre Sonia a grandezza naturale al momento del trapasso, stesa sul letto in camicia da notte. Il dorso della mano destra è lucido per le carezze lasciate da coloro che passano e che spesso le lasciano una rosa.

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C’è ancora chi porta una rosa rossa sulla tomba di Sonia

Maria Tarnowska

La contessa Maria Tarnowska venne arrestata e messa sotto processo a Venezia con l’accusa di aver fatto uccidere il proprio compagno. Non ha ancora trent’anni ma almeno sei uomini si sono rovinati per lei; due sono morti tragicamente e quattro hanno abbandonato moglie e figli. Così scrivono i giornali dell’epoca durante il processo che coinvolse e appassionò l’opinione pubblica come mai era accaduto prima.

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

Sonia, la bella addormentata a Venezia ultima modifica: 2017-09-06T09:59:48+00:00 da Franco Corè

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