STORIA, ARTE E CULTURA

San Teodoro, un restauro per conservare l’identità di Venezia

San Teodoro

Undici mesi per restaurare uno dei simboli di Venezia. La statua originale del primo patrono San Teodoro (Tòdaro in dialetto) è tornata al suo splendore. Questo è stato possibile grazie ad un delicato intervento di restauro che ha riportato all’antica bellezza un’opera straordinaria e densa di significati. Carissima ai veneziani che da quasi settecento anni la vedono svettare sopra la colonna a fianco di quella con il leone Marciano, verso il Molo e il Bacino di San Marco.

In realtà nel 1940 la statua originale era stata rimossa per proteggerla da eventuali danni bellici. Quella attuale, sopra la colonna, è una copia in pietra d’Istria lì sistemata dopo la guerra, nel 1948. L’originale restaurato si trova sotto il portico del cortiletto dei Senatori all’ingresso di Palazzo Ducale. Merita certamente una visita soprattutto da parte dei veneziani. Per ammirare il fascino di un’opera plurisecolare che è un vero palinsesto della storia e della cultura millenaria di Venezia. Emblema di sintesi e di dialogo tra diverse culture e civiltà.

San Teodoro

La copia di San Teodoro in piazza San Marco

San Teodoro, il protettore di Venezia

San Teodoro, primo protettore di Venezia, è un santo bizantino raffigurato nell’atto di uccidere un drago. La statua che lo rappresenta in realtà è un’opera ibrida. La sua bellezza e originalità stanno proprio in questo assemblaggio di pezzi diversi per provenienza, materiali ed epoche, arrivati da quell’Oriente bizantino così prossimo alla città lagunare. La testa faceva probabilmente parte di una grande scultura raffigurante Costantino. Il busto forse apparteneva ad una statua dell’imperatore romano Adriano. Le altre parti del corpo e il drago, che ricorda molto un coccodrillo, furono aggiunti all’inizio del Trecento. Pietra d’Istria e marmi di differenti provenienze testimoniano questa sintesi di culture, popoli e arti.

San Teodoro

Il drago ai piedi del santo

Il restauro

E chissà quante immagini, vicende, volti, quanta storia il Tòdaro ha visto da lassù, quando stava sopra la colonna occidentale della Piazzetta Marco. Se lo sono chiesti anche i restauratori e i promotori di questo straordinario recupero. L’intervento è stato reso possibile grazie alla collaborazione pubblico-privato tra Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici, Fondaco Italia e Rigoni di Asiago.

Ricerche, analisi, approfondimenti, confronti e sopralluoghi con tecnici e funzionari della Sovrintendenza hanno portato ad un complesso intervento di consolidamento, pulitura, stuccatura, ricostruzione e protezione dei vari elementi lapidei e bronzei. Il tutto sotto l’occhio attento di una webcam che ha consentito una vera e propria connessione con il mondo. Il “vecchio” Tòdaro è tornato giovane in diretta, sotto gli occhi di 150 mila persone. Questo il numero dei collegamenti venuti da ogni continente. Curiosi di assistere al restauro di “un’opera d’arte – come è stato sottolineato – chiamata a sorvegliare un’altra opera d’arte: Venezia”.

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

San Teodoro, un restauro per conservare l’identità di Venezia ultima modifica: 2017-06-28T12:28:53+00:00 da Cristina Campolonghi

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