STORIA

San Marco l’evengelista, patrono di Venezia. Un gruppo è nato per salvare la sua cappella a San Francesco

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Il giovane Marco

San Marco viveva a Gerusalemme con la madre Maria, vedova di famiglia benestante. Nell’ampia sala della sua abitazione fu consumata l’Ultima Cena e nell’adiacente uliveto Gesù si ritirò in preghiera. Fu battezzato dall’apostolo Pietro che lo chiamava “figlio mio”. Nel Vangelo Secondo Marco, raccontò la vita di Gesù ed in particolare dei fatti dell’ultima settimana di esistenza terrena.

Marco a Roma

Giunse nel 41 d.C. nella capitale dell’Impero Romano assieme a Pietro. Trovò dimora ove ora sorge la Basilica Romana di San Marco. Contigua alla basilica, troviamo l’ex Ambasciata della Repubblica di Venezia nello Stato della Chiesa. L’edificio è ora noto come Palazzo Barbo o Palazzo Venezia. Nel 48 d.C. l’apostolo Pietro inviò il suo discepolo Marco ad Aquileia per evangelizzare la Regione “Venetia et Histria”, area compresa da Brescia fino all’Istria e dalle Alpi fino al Po. Grazie a Marco venne evangelizzata quella che diverrà la Repubblica di Venezia.

San Marco

Il trafugamento del corpo di San Marco – Jacopo Tintoretto (dettaglio)

Marco a Venezia

Ad Aquileia Marco convertì Ermagora che divenne il primo vescovo della città. Fatto ciò, durante il viaggio di ritorno, l’evangelista fu sorpreso in mare da una forte tempesta. Approdò sulle isole Rialtine, il primo nucleo della futura Venezia. Qui un angelo gli apparve in sogno e gli disse: “Pax tibi Marce Evangelista meus, hic requiescet corpus tuum” (Pace a te o Marco, mio Evangelista, qui riposerà il tuo corpo).

In questo luogo venne edificato un oratorio, più volte ricostruito. Lo possiamo ora vedere all’interno del complesso religioso di San Francesco della Vigna. Una lapide posta sulla facciata della cappella così recita: “Heic requievit corpus o Marci Evang.” (qui si trovava S.Marco Evangelista).

Il martirio di Marco

Il 24 Aprile del 68 l’evangelista venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria d’Egitto legato con funi al collo. Il giorno successivo perì dopo aver subito nuovamente lo stesso atroce tormento. Il suo corpo dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione grazie ad un improvviso uragano, così alcuni cristiani lo recuperarono e lo nascosero.

San Marco ritorna a Venezia

Il califfo abasside Mamum aveva instaurato l’usanza di spogliare le chiese cristiane per trasformarle in moschee, le immagine sacre e le reliquie venivano profanate e distrutte. Nell’anno 828 due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello decisero di trafugare le spoglie di San Marco Evangelista e di portarle in un posto sicuro e lontano da Alessandria d’Egitto.

Con l’aiuto dei due custodi greci, Saturanzio e Teodoro, venne quindi forzato il sepolcro, estratto il corpo e posto in una cesta, ricoperto da foglie di cavolo e quarti di maiale. Lo stratagemma avrebbe così impedito i controlli delle guardie musulmane. Marco tornò a Venezia. Dopo quasi otto secoli, si avverrò la profezia dell’angelo: “Pax tibi Marce Evangelista meus, hic requiescet corpus tuum”.

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Venezia – Basilica di San Marco – Altare maggiore dove riposa il corpo dell’Evangelista

Il miracolo del ritrovamento delle reliquie

Giunte a Venezia nel 828, le reliquie del Santo vennero custodite all’interno del Palazzo Ducale in attesa della costruzione di una cappella dedicata. La cappella venne sostituita da una chiesa nell’832 e nel 976 andò in fiamme. Fu riedificata nel 978.

L’attuale basilica risale ad un’altra ricostruzione iniziata nel 1063 che ricalca abbastanza fedelmente le dimensioni della precedente. E’ molto simile a quella dell’antica Basilica dei Santi Apostoli di Costantinopoli distrutta dagli ottomani. Durante la costruzione della basilica, il corpo del santo venne nascosto per proteggerlo da ogni possibile trafugamento.

La nuova consacrazione avvenne il 25 Aprile del 1094. Ne seguì un periodo di penitenza, digiuno e preghiere, in quanto nessuno più ricordava dove fosse stata nascosta la teca con le reliquie dell’Evangelista. Il 25 giugno del 1098 durante una Messa celebrata dal vescovo, si spezzò una lastra di marmo di una colonna della navata destra e comparve miracolosamente la cassetta contenente le sante reliquie. Per secoli S. Marco venne così festeggiato il 25 Aprile (giorno della morte) e il 25 giugno, giorno del suo miracoloso ritrovamento.

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La cappella di San Marco a San Francesco della Vigna

Salviamo la cappella di San Marco a San Francesco della Vigna

Recentemente è stato creato un gruppo Facebook denominato: “Salviamo la cappella di San Marco a San Francesco della Vigna”. Lo scopo del gruppo è quello di divulgare l’interessante storia del luogo, dove San Marco ebbe in visione l’Angelo. Si intende inoltre incentivare la trasformazione della cappella da semplice deposito per gli attrezzi a sito di interesse storico e religioso:

https://www.facebook.com/groups/1343092365777992/

Chiunque ne vorrà far parte sarà sicuramente ben accetto.

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

San Marco l’evengelista, patrono di Venezia. Un gruppo è nato per salvare la sua cappella a San Francesco ultima modifica: 2017-05-04T13:35:20+00:00 da Franco Corè

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