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“Sapere come usare il sapere” al Padiglione Venezia della Biennale Architettura

Padiglione Venezia

“Sapere come usare il sapere” per imparare a distinguere e gestire quello che si è appreso. E’ il tema del Padiglione Venezia della Biennale Architettura appena aperta all’Arsenale e ai Giardini. “How will we live together?” “Come vivremo insieme?”: proposte, idee, soluzioni tese a raccontare l’architettura come un insieme di resilienza urbana e di sostenibilità. Temi quanto mai attuali a livello globale, temi strettamente legati alle problematiche della città lagunare dove questo binomio, resilienza e sostenibilità, indica in un certo senso la strada per armonizzare una possibile visione del futuro di Venezia prossimo venturo. “Come vivremo insieme?” significa il vivere insieme degli uomini (pensato e oggetto di indagine già prima dello scoppio della pandemia) ma anche il vivere insieme dell’uomo con tutto ciò che lo circonda. Ambiente umano e naturale come comunità globale condivisa.

Padiglione Venezia A

Torniamo a Venezia, che con l’apertura della Biennale Architettura 2021 ha dato al mondo uno straordinario segnale di vitalità. Si tratta di uno dei primi grandi eventi che si svolge in presenza dopo oltre un anno di grandi difficoltà e di chiusure.

La grande sfida di Venezia tra resilienza urbana e sostenibilità

Come hanno voluto sottolineare i curatori, l’Italia ormai deve guardare al futuro. E in questo senso Venezia ha un ruolo doppio perché mette insieme il passato e il futuro. La città delle grandi sfide, travolta dal turismo ma che con il turismo deve in qualche modo convivere. Venezia, la città delle acque alte e del Mose. La città col problema delle grandi navi. Si potrà convivere anche con queste se verranno portate fuori dall’ambito lagunare come previsto da un recente decreto governativo? E tutto ciò sarà una sfida possibile mettendo insieme tutela dell’ambiente ed esigenze di tanti settori dell’economia cittadina? Come vivremo insieme a Venezia significa anche questo, nel suo essere un esplosivo mix di passato, presente e futuro.

Education Stations di Michele De Lucchi, la formazione come fase di crescita dell’individuo

Gestire una grande complessità, anche questo significa oggi l’architettura. Lo ha sottolineato chiaramente Michele De Lucchi, uno dei protagonisti dello spazio espositivo allestito al Padiglione Venezia. Nella prima delle tre aree in cui è suddiviso il Padiglione, De Lucchi ha pensato alle Education Stations. Originali creazioni in legno e disegni che raccontano la storia dell’uomo dalle sue origini ad oggi, per Sapere come usare il sapere.

Padiglione Venezia B

Spiega De Lucchi: “Lo scambio generazionale e il confronto con esperienze diverse è fondamentale per attivare lo spirito e le motivazioni che fanno sì che ci avviciniamo al futuro con ottimismo. Le stazioni, il percorso tra le opere, rappresentano la necessità di fermarsi e di capire che direzione prendere in un momento di tale trasformazione e di cambiamento continuo”.

Economia della Bellezza: Emilio Casalini e le connessioni tra saperi, risorse, personalità, luoghi

L’Economia della Bellezza è il filo conduttore della seconda area del Padiglione Venezia curata dal giornalista Emilio Casalini. Qui Il focus parte da Venezia con i suoi 1600 anni: un processo di valorizzazione del suo immenso patrimonio e di quello dell’Italia intera perché la bellezza esterna crea bellezza interna e viceversa. Con la convinzione che gli architetti devono insegnare ad usare il sapere per creare ordine, armonia e bellezza. Suggestioni di un pensiero condivisibile, come spiega Casalini, “rappresentazione della potenza di un sogno con la visione di uno sviluppo”.

Artefici del nostro tempo, giovani artisti al Padiglione Venezia

La terza sala del Padiglione, forse la più concreta, è dedicata ai giovani artisti vincitori della seconda edizione del concorso del Comune di Venezia “Artefici del nostro tempo”. Sono esposte le opere vincitrici delle otto sezioni individuate dalla giuria: design del vetro, vetro realizzato, fotografia, fumetto, pittura, poesia visiva, video clip musicali e street art.

Artefici Del Nostro Tempo Padiglione Venezia

Il tutto in sinergia con il Padiglione Italia .“Per la prima volta in assoluto – ha spiegato la curatrice Giovanna Zabotti – si è creata una sinergia con il Padiglione Italia. Terreno comune sono le comunità resilienti che trovano corrispondenza nell’Economia della Bellezza di Emilio Casalini e nelle Education Stations di De Lucchi. La collaborazione con il Padiglione Italia prevede anche la realizzazione di una guida virtuale, scaricabile su qualsiasi piattaforma, denominata Pad – Padiglioni italiani alla Biennale, che accompagnerà i visitatori, nell’approfondimento dei temi proposti e collegherà i due spazi”.

(ph credit: Comune di Venezia – Ufficio Stampa – foto di Renato Greco)

“Sapere come usare il sapere” al Padiglione Venezia della Biennale Architettura ultima modifica: 2021-05-28T09:07:36+02:00 da Cristina Campolonghi

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