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La Vogalonga dei 1600 anni: edizione speciale nel segno della ripartenza

Vogalonga Speciale

In pochi ma buoni e per un’occasione importante. Forse si può riassumere in questa frase lo spirito che ha animato l’ultima Vogalonga, quella di domenica scorsa. La Vogalonga dei 1600 anni, che non poteva mancare. Ma anche la Vogalonga della ripartenza, nonostante le restrizioni, nonostante le difficoltà e i tempi ridotti per organizzarla. Dopo che lo scorso anno la manifestazione era saltata perché si era ancora in tempi di piena pandemia. Una Vogalonga edizione speciale, la Vogalonga 1600. Non la numero 47 (quella numero 46 è ferma al 2019) che slitterà, sperando non ci siano ulteriori problemi, al prossimo anno.

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La Vogalonga dei 1600 anni

Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori, Antonio Rosa Salva, nipote di quell’Antonio Rosa Salva (suo nonno) che aveva dato il via insieme ad altri appassionati di voga a questo importante e ormai irrinunciabile appuntamento veneziano. Che da Venezia, in pochi anni, è diventato famoso nel mondo.

Come avete pensato e come avete vissuto questa Vogalonga dopo lo stop dell’anno scorso?

Vista la situazione sanitaria fino a poco tempo fa, le alternative erano due. O non fare niente anche quest’anno, o organizzare qualcosa per essere comunque presenti. Abbiamo deciso per questa seconda possibilità.

Quando avete cominciato a lavorarci?

Non è stata una vera Vogalonga ma una vogata per i 1600 anni. La Vogalonga ha caratteristiche precise a cominciare dal percorso. Caratteristiche che non potevano essere rispettate quest’anno. Però, nonostante i limiti e le restrizioni, volevamo esserci. Abbiamo quindi studiato un percorso alternativo più breve e posto un limite al numero delle imbarcazioni.

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Abbiamo cominciato a pensarci a gennaio, tra tante incertezze. Alla fine però tutta l’organizzazione è stata messa in moto circa un mese fa. Ci sono stati un paio di incontri con il Comune per capire come ci si poteva muovere e devo dire che ci hanno aiutato molto per avere il benestare di tutti gli enti coinvolti: Capitaneria di Porto, Magistrato alle Acque …

Com’è andata questa edizione speciale 1600, soddisfatti?

L’organizzazione è stata impegnativa come al solito, nonostante l’esiguo numero di imbarcazioni, 254 barche iscritte con circa 1000 vogatori. Impegnativa anche economicamente perché il comitato organizzatore ha voluto fare questa edizione a titolo gratuito nonostante i costi. E’ stato un regalo alla Vogalonga. Il nostro è un comitato senza scopo di lucro. L’anno scorso, con quello che era rimasto in cassa, avevamo fatto una donazione all’ospedale civile per l’acquisto di materiale sanitario. C’era ancora un po’ di disponibilità economica, abbiamo pensato di utilizzarla per questa edizione speciale.

Visti i problemi legati alla mobilità, i partecipanti erano tutti veneziani?

Non solo veneziani. Molti sono arrivati anche dall’entroterra, dalla Riviera del Brenta, da Padova. C’è stato anche qualche tedesco e qualche francese che sanno vogare alla veneta e che sono venuti apposta per questo appuntamento. Sono arrivati a Venezia alcuni appassionati che hanno partecipato a dieci, quindici edizioni passate e che volevano comunque esserci. Sono venuti giù con i kaiak pieghevoli e ci hanno chiesto di assistere in disparte alla partenza, nonostante il limite che quest’anno avevamo indicato di voga alla veneta. Ci tenevano comunque a essere presenti anche senza partecipare.

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Questo ci ha fatto molto piacere, come ci ha fatto piacere vedere un Dragon Boat modificato e vogato in piedi, pur di esserci … La scelta della voga alla veneta è venuta sia per i 1600 anni della città che per porre un limite – per la questione epidemiologica – al numero di imbarcazioni partecipanti.

Questa Vogalonga molto veneziana vi ha ricordato quelle delle prime edizioni?

Già dalle prime edizioni c’erano barche di voga all’inglese, seppur in numero molto esiguo. Certo che all’inizio il novanta per cento dei partecipanti vogava alla veneta. Rivedendo i filmati dell’epoca, devo dire che era davvero uno spettacolo perché tutti, in quegli anni, avevano tirato fuori le vecchie barche.

Insieme alla Biennale, la Vogalonga è stato uno dei primi grandi eventi in presenza che si è deciso di fare. Come vi siete inseriti in questa logica della ripartenza?

Dando un segnale che la città è viva. Avere tutte le imbarcazioni tipiche in acqua significa andare in questa direzione. E’ stato davvero un bel colpo d’occhio in Bacino San Marco, senza traffico acqueo, con la laguna piatta, solo barche alla veneta … come sempre molto suggestivo.

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Abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti da tutti i partecipanti, i veneziani ci hanno ringraziato per avere dato questo segnale. E’ stato quello che ci ha dato più soddisfazione per il nostro impegno. Chiaramente quest’anno è stato bello così. Ma anche stare insieme a tantissime barche diverse, come accadeva nelle passate edizioni, ha il suo fascino. Sono due aspetti diversi …

I numeri di quest’anno in rapporto a quelli delle edizioni precedenti, quante barche in meno?

A parte la quarantesima edizione che aveva raggiunto un record con oltre 2000 imbarcazioni, gli ultimi anni ci si attestava su 1700-1800 barche, quest’anno abbiamo avuto circa un sesto, un settimo delle barche a cui eravamo abituati.

E il prossimo anno?

Ci pensiamo con l’intento di rinnovare l’amore per la laguna, per la voga. Io ho sempre sentito da mio nonno, dai vecchi fondatori della Vogalonga un amore incondizionato per la voga. Senza limiti di provenienza e di tipi di voga. La Vogalonga è sempre stata sentita così, non come un evento esclusivo e di casta solo per la voga alla veneta. Certamente era nata per rilanciare la voga alla veneta che stava sparendo. La battaglia da portare avanti è quella di riportare la voga nelle scuole. Negli ultimi anni ci sono molti ragazzi che vogano a livello agonistico, ma mi pare manchi la voglia di prendere la barca a remi e andare a fare una vogata alla sera per godere della laguna e del silenzio del remo. Questa dovrebbe essere, a mio avviso, la spinta principale da dare in futuro.

(ph credit: Comitato Organizzatore Vogalonga)

La Vogalonga dei 1600 anni: edizione speciale nel segno della ripartenza ultima modifica: 2021-05-25T17:01:22+02:00 da Cristina Campolonghi

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Qué linda nota.

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