MITI E LEGGENDE

La tragica storia di Selima, amore e morte a Venezia

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Cento avvenenti fanciulle turche furono condotte prigioniere a Venezia nel 1571 dopo la battaglia di Lepanto. Tra queste, avviate alla conversione e al matrimonio, Selima era la più bella, con la sua lunga treccia nera, e la più giovane. In una delle case destinate ai turchi in via di conversione conobbe Osman, un giovane mercante. I due si giurarono fedeltà, e decisero di sposarsi. L’unica condizione era che rimanessero a Venezia.

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Il lungo viaggio di Osman

Il ragazzo turco però, avendo la famiglia nel suo Paese d’origine, espresse il desiderio di andare a comunicare laggiù le sue decisioni. Il permesso gli fu accordato. Nessuno aveva dubbi che sarebbe tornato per impalmare la sua bella. Eppure i giorni passavano e Osman non faceva ritorno. Selima si ripeté che il viaggio era lungo. Poi finì per pensare che il suo amato l’avesse dimenticata. Essendo molto bella, non le mancavano i corteggiatori. La ragazza resistette a lungo, poi si promise al figlio di un mercante veneziano della zona di San Barnaba, e di lì a poco lo sposò.

Un tragico equivoco

Non erano trascorse poche settimane dalle nozze, che Osman fece ritorno a Venezia e venne a sapere del matrimonio di Selima. Dominò il proprio dolore, dando a vedere di essere rassegnato. Mandò soltanto a dire alla donna che avrebbe voluto incontrarla un’ultima volta. La ragazza esitò un poco, ma poi decise di andare. Indossò il suo vestito più bello, uscì, e nessuno la vide mai più. La cercarono da Osman, ma anche lui era scomparso.

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Il ponte della Turchette

Amore e morte a Venezia

Erano già trascorsi alcuni anni quando, nella cantina della casa per convertiti, fu trovato uno scrigno contenente un cranio di donna con una lunga treccia nera. Un rapido scavo, e dal pavimento emerse anche uno scheletro senza testa, con indosso il vestito della bella scomparsa. Non fu difficile stabilire chi aveva commesso il terribile omicidio… Osman, che amava Selima alla follia, l’aveva assassinata e ne aveva sotterrato il corpo dopo averne staccato la testa con il folle intento di portarla sempre con sé in ricordo del suo grande amore.

Ma lo spirito della fanciulla continuò a perseguitarlo fino a quando, esasperato, decise di riportare la testa al suo posto. Oggi il fantasma di Selima può essere visto vagare, talvolta, nella zona di ponte de le Turchette. Lo sfregio che le attraversa la gola le impedisce di parlare, e i suoi grandi occhi scuri esprimono tristezza perché anche dopo la morte, la pazzia che ha colpito il suo Osman impedisce che i due si incontrino nell’aldilà.

Alberto Toso Fei

Autore: Alberto Toso Fei

Alberto Toso Fei discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Esperto di storia segreta e di mistero, recupera nei suoi libri il patrimonio della tradizione orale per riportare il fascino delle storie perdute nei loro luoghi, sperimentando l’incontro tra le antiche leggende e le nuove tecnologie. Tradotto in più lingue, pubblica con Marsilio, Newton Compton e altri. www.albertotosofei.it

La tragica storia di Selima, amore e morte a Venezia ultima modifica: 2018-07-31T12:49:21+00:00 da Alberto Toso Fei

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