MISTERI E LEGGENDE MONUMENTI

La casa delle pietre, un fenomeno inspiegabile e inquietante a Venezia

casa pietre

In campo San Boldo c’è una bassa casa graziosa, con giardino, che sul principio degli anni Venti fu oggetto di quello che – stanti alle cronache – è un caso di Poltergeist. Tutto iniziò alla fine di luglio, con una fitta sassaiola che mandò in frantumi i vetri di parecchie finestre. Il fatto fu attribuito a uno scherzo di cattivo gusto da parte dei monelli del vicinato. Invece, nei giorni successivi, il lancio di sassi riprese, e assieme alle pietre dal cielo sembravano piovere veri pezzi di macigno.

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Un Poltergeist a Venezia

Un inquietante fenomeno

Tullio Gioppo si era trasferito lì con la moglie e i due figli, un ragazzo e una ragazza, a marzo di quell’anno. Dopo quasi venti giorni di quell’andazzo, che non si attenuava nemmeno di notte, decise di rivolgersi alle autorità. Per due giorni e due notti le guardie regie si appostarono nei pressi della casa, e dopo di loro, per altri tre giorni e tre notti, le squadre fasciste. A dispetto dei controlli serrati, le pietre continuarono a rompere vetri, scalfire le imposte e volare dentro casa. Una delle camicie nere, anzi, ci rimediò un bernoccolo, una notte, mentre nel tentativo di appostarsi meglio stava salendo su un fico del giardino. “Pare che i proiettili piovano dal cielo come aeroliti”, scrisse un anonimo cronista della “Gazzetta di Venezia” in quei giorni.

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La casa delle pietre

La casa delle pietre

La notizia iniziò a diffondersi. La polizia faticava a tenere lontana la folla di curiosi che da tutta la città veniva ad assistere allo spettacolo della “Casa delle pietre”. Era a quel punto la fine di agosto. A un venditore di angurie non parve vero di approfittare di quella processione. Il cronista ci riporta anche il ritornello: “Cò sguardè, cò sguardè, done, bagneve el beco!”. Ma non era ancora finita. Oggetti iniziarono a volare da soli nell’abitazione, dove con la famiglia abitava una servetta, al passare della giovane. Secondo una vecchia che abitava nella zona, era quella la vendetta di un vecchio prete. La casa, raccontò la donna, era stata costruita in parte dove si ergeva la chiesa di San Boldo, dove in tempi antichi un parroco era stato ucciso sull’altare da un cappellano che gli fracassò la testa con un candelabro di bronzo. L’ombra implacata dell’assassinato avrebbe richiesto, in questa maniera, preghiere di suffragio.

Un mistero…

Qualunque fosse la verità, anche se soprannaturale, il fenomeno cessò quando la giovane domestica fu allontanata (anche se c’è chi dice che scappò dalla paura). È proprio quest’ultima eventualità che suffraga l’idea del Poltergeist, lo “spirito burlone”, che secondo studi e raffronti storici si manifesterebbe laddove vi siano una o più persone in età adolescenziale. Di fatto, partita la ragazzina, nessuno più parlò della “Casa delle pietre”.

Alberto Toso Fei

Autore: Alberto Toso Fei

Alberto Toso Fei discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Esperto di storia segreta e di mistero, recupera nei suoi libri il patrimonio della tradizione orale per riportare il fascino delle storie perdute nei loro luoghi, sperimentando l’incontro tra le antiche leggende e le nuove tecnologie. Tradotto in più lingue, pubblica con Marsilio, Newton Compton e altri. www.albertotosofei.it

La casa delle pietre, un fenomeno inspiegabile e inquietante a Venezia ultima modifica: 2018-12-18T11:28:52+01:00 da Alberto Toso Fei

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