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Dal gesto alla forma. La Collezione Schulhof alla Guggenheim

collezione Guggenheim

Si erano conosciuti nel 1954, in occasione di un soggiorno a Venezia per la Biennale. Rudolph Schulhof, che già dalla fine degli anni Quaranta aveva iniziato – assieme alla moglie Hannelore – a collezionare opere d’arte, entra in rapporti con Peggy Guggenheim grazie al pittore veneziano Giuseppe Santomaso. Una conoscenza che diventerà una grande amicizia. Denominatore condiviso: la passione comune per il collezionismo d’arte contemporanea. Arte intesa non solo come investimento economico ma anche come incarnazione profonda dell’esistenza umana. Di qui il rapporto strettissimo con gli artisti di cui acquisivano opere o con cui comunque entravano in relazione.

collezione Guggenheim

Afro, Paese Giallo 1957

Una straordinaria mostra alla collezione Guggenheim

Dal gesto alla forma. Arte europea e americana del dopoguerra nella Collezione Schulhof. La mostra da poco aperta nella sede veneziana delle Collezione Peggy Guggeheim a Ca’ Venier dei Leoni, vuole essere un omaggio a questa grande amicizia. Omaggio ma anche occasione unica per ammirare la straordinaria Collezione, un’ottantina di opere d’arte europea e americana del dopoguerra che i coniugi Schulhof hanno deciso di lasciare in gran parte alla Fondazione Guggenheim. La mostra è una polifonia di voci artistiche. Parlano di qua e di là dell’Atlantico esprimendo movimenti e stili che si sviluppano dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni Ottanta del Novecento.

collezione Guggenheim

Hannelore e Rudolph Schulhof nel loro appartamento a Manhattan, New York, 1958. Schulhof Collection LLC

Brevemente qualcosa sui coniugi Schulhof. Lei tedesca di Berlino, lui boemo. Si conoscono a Praga, si sposano a Bruxelles, partono per gli Stati Uniti, nel 1940 si stabiliscono a New York acquisendo ben presto la cittadinanza americana. La grande passione per il collezionismo probabilmente nasce anche dall’attività della famiglia di Hannelore, che si occupava di riproduzioni artistiche. Rudolph entra in questo mondo. Iniziano a collezionare, con la filosofia, come era stato anche per Peggy Guggenheim, di dedicarsi principalmente alle correnti artistiche contemporanee acquistando opere di artisti viventi.

L’allestimento

Il bell’allestimento di questa mostra, curata dalla stessa direttrice del museo veneziano e nipote di Peggy, Karole Vail, e da Grazina Subelytè, si apre con l’espressionismo astratto americano. Un capitolo particolare è dedicato all’astrazione italiana del dopoguerra. Con opere di Afro Basaldella (il primo quadro astratto acquistato dagli Schulhof era proprio una sua creazione), Alberto Burri e Lucio Fontana. L’arte progressista di questo periodo ruota attorno alla figura di un noto collezionista, editore e mercante d’arte veneziano. Carlo Cardazzo. Ma anche attorno alla sua Galleria milanese del Naviglio fondata nel 1946. Amico degli Schulhof, amico di Peggy, Cardazzo (che nel 1942 aveva aperto a Venezia la Galleria del Cavallino) fu – fra l’altro – uno degli scopritori dell’artista Jean Dubuffet a cui la mostra dedica un’intera sala.

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Andy Warhol, Fiori 1964

Fra le tante opere proposte, ricordiamo quelle di Agnes Martin, l’artista più amata dalla signora Schulhof. Le sculture di Chillida (altro grande amico dei due collezionisti americani), le immagini fotografiche di Andy Warol e dei coniugi Becher, il minimalismo di Robert Ryman.

Solo qualche indicazione di una mostra ricca e tutta da vedere.

Aperta fino al 18 marzo.

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

Dal gesto alla forma. La Collezione Schulhof alla Guggenheim ultima modifica: 2019-02-02T12:07:47+01:00 da Cristina Campolonghi

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