EVENTI STORIA, ARTE E CULTURA

Da Anversa a Venezia, una storia d’arte a Palazzo Ducale

anversa palazzo ducale

A Palazzo Ducale capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe.  Seguendo il percorso di quella via commerciale che, tra il XVI e il XVII secolo, collegava il porto di Anversa a quello di Venezia, facendo della città del nord Europa una specie di quinta Repubblica Marinara. Corre su questo filo di grande respiro culturale, fatto di scambio di idee, di conoscenza, arte e cultura, l’ultima “fatica” della Fondazione Musei Civici di Venezia. Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe, ospitata fino al prossimo 1 marzo nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale, racconta la storia del Cinquecento culturale veneziano e di quello, altrettanto ricco da questo punto di vista, della popolosa e florida città di Anversa. Sulle strade che all’epoca univano Anversa e Venezia viaggiavano le merci di tutto il mondo. E fra queste merci c’erano anche quelle – preziosissime –  che testimoniavano l’arte e la cultura di queste due città.

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Il Tintoretto di Bowie

 Non solo Anversa a Palazzo Ducale

Due i focus principali della mostra che raccontano due ritorni importanti nella città lagunare. Il primo è la pala da altare che era stata commissionata a Tintoretto per l’antica chiesa di San Geminiano. Il santuario era stato edificata nel 1557 in Piazza San Marco, di fronte alla Basilica, nel cuore di Venezia.  L’angelo annuncia il martirio a Santa Caterina d’Alessandria, questo il titolo dell’opera tintorettiana, era stata ammirata da Anthony van Dyck durante una sua visita a Venezia nel 1622. L’aveva talmente apprezzata che ne aveva fatto un disegno a penna. Quando la chiesa di San Geminiano fu fatta abbattere da Napoleone, nel 1807, l’opera passò in mani private. Negli anni Ottanta del secolo scorso fu acquistata dalla rockstar David Bowie e divenne nota in tutto il mondo come il “Tintoretto di Bowie”. Alla morte della rockstar l’opera fu acquistata da un collezionista che decise di affidarla in prestito al museo della Casa di Rubens di Anversa. Da qui viene il prestito alla mostra veneziana. Dopo oltre duecento anni il dipinto di Tintoretto torna a Venezia.

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Tiziano, Ritratto Di Donna Con Figlia

Ritratto di dama con figlia, opera tizianesca in laguna dopo 500 anni

Secondo focus su un’opera di Tiziano, anche questa una storia interessante.  Si tratta di un dipinto che, alla morte del grande pittore nel 1576 a causa della peste, era rimasto incompiuto nel suo studio veneziano. Sulla tela che ritraeva, probabilmente, la donna amata Milia con la loro figlia, qualche apprendista di bottega dipinse sopra una scena religiosa, Tobia e l’arcangelo Raffaele. Quadro che in quegli anni deve essere stato visto sia da Rubens che da van Dyck quando entrò a far parte della superba collezione Barbarigo che conteneva dipinti di tutte le fasi della carriera del grande maestro veneziano. Di mano in mano l’opera arrivò anche in Russia, di proprietà dello zar Nicola I e poi del conte Tyszkiewicz a San Pietroburgo, prima di ricomparire sul mercato dell’arte. Fino al 1948 quando, dopo una radiografia della tela, si evidenziò la presenza di una ridipintura e si decise di rimuoverla. Un restauro durato decenni e che ha riportato alla luce l’affettuoso Ritratto di dama con figlia che torna a Venezia dopo quasi cinquecento anni. E torna a Venezia anche un’altra opera di Tiziano, il dipinto Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da Papa Alessandro VI.

Mostra Da Tiziano A Rubens 1

Mostra Da Tiziano A Rubens

Non solo pittura, anche preziosi oggetti di vetro à la facon de Venise

In mostra sono esposti oltre 140 pezzi. Insieme ai tre capolavori ritornati a Venezia, dodici opere di Peter Paul Rubens. Fra queste, il Ritratto di giovane donna con una catena, per la prima volta esposto al pubblico. Sette le opere dell’erede di Rubens, Anthony van Dyck, fra cui il Ritratto di Johannes Malderus, anche questa opera esposta per la prima volta. Piace ricordare la presenza di Michaelina Wautier, una delle poche artiste donne dell’epoca che, come la sua collega italiana Artemisia Gentileschi, produsse grandi dipinti storici. Non solo pittura. Anche stampe, produzioni librarie, raffinati oggetti in argento, strumenti musicali, eleganti vetri à la facon de Venise. Soprattutto ad Anversa l’industria vetraria locale nacque nel Cinquecento su impulso dei maestri vetrai veneziani.

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Una sala espositiva

Il racconto espositivo da Anversa a Venezia si incontra a Palazzo Ducale

Sull’asse Anversa-Venezia corre una storia artistica fatta di contaminazioni tra rispettivi stili e diverse tecniche, non solo pittoriche. Anche importanti scambi e suggestioni nel campo delle arti applicate, il vetro in primis. Una storia di collezionismo pubblico e privato che ha arricchito le raccolte fiamminghe ma anche quelle veneziane. Stando agli inventari patrimoniali di facoltose famiglie nobili si affermava infatti anche in laguna, siamo intorno alla metà del XVI secolo, il gusto per la pittura olandese e fiamminga. I pittori veneziani prendevano a bottega apprendisti che venivano dal nord. I grandi artisti fiamminghi si confrontavano con la pittura veneziana e la prendevano ad esempio. Uno scambio culturale che la mostra allestita a Palazzo Ducale racconta e ribadisce. E se allora ad esprimerlo erano direttamente i grandi artisti, ora parlano le loro opere. Grazie a prestiti importanti, pubblici e privati. E a collaborazioni internazionali che ricordano come la grande arte non abbia confini. Oggi come allora.

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

Da Anversa a Venezia, una storia d’arte a Palazzo Ducale ultima modifica: 2019-09-19T15:48:48+02:00 da Cristina Campolonghi

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