MITI E LEGGENDE STORIA, ARTE E CULTURA

I Veneti, una civiltà tra la realtà ed il mito

Veneti

Gli Eneti o Veneti

Veneti, eneti, oppure evetoi secondo Omero, erano abili cavallerizzi, provenienti dalle città della Paflagonia site tra i fiumi Partenio e Halys ed il mar Nero.

Guidati da Pilemene i veneti combatterono a fianco dei cavalieri armeni in difesa della città di Troia.

Scrivevano in modo bustrofedico, ossia con le righe da sinistra a destra per poi continuare da destra a sinistra e così via. La divinità più importante era dea Reitia.

Veneti

Una delle più lunghe iscrizioni venetiche note, ritrovata ad Isola Vicentina (VI)

La caduta di Troia

Con la caduta di Troia i Greci infierirono sui sopravvissuti, ad eccezione di Enea e di Antenore, sia per antichi vincoli di ospitalità sia perché fautori della pace e della restituzione di Elena.

Buona parte degli eneti seguì Antenore, per poi diramarsi in almeno tre differenti aree. Una di queste è nell’Adriatico, la seconda è tra il Baltico e l’Europa Centrale ed infine la Bretagna da dove poi migrarono anche in Galles.

Gli eneti che non parteciparono alla guerra del mitico cavallo, rimasero in Paflagonia per almeno altri mille anni.

Giulio Cesare così descrisse i Veneti di Bretagna, nel libro terzo del suo “De Bello Gallico”:

“I Veneti sono il popolo che, lungo tutta la costa marittima, gode di maggior prestigio in assoluto, sia perché possiedono molte navi, con le quali, di solito, fanno rotta verso la Britannia, sia in quanto nella scienza e pratica della navigazione superano tutti gli altri, sia ancora perché, in quel mare molto tempestoso e aperto, pochi sono i porti della costa e tutti sottoposti al loro controllo, per cui quasi tutti i naviganti abituali di quelle acque versano loro tributi…”

I primi insediamenti dei Veneti nelle pianure dell’alto Adriatico

Veneti

Antica moneta della Paflagonia, da notare il corpicapo, che ricorda quello dei dogi di Venezia

Circa 3200 anni fa, perso il loro Duce o Regolo Pilemene sotto le mura di Troia, gli eneti seguirono Antenore alla ricerca di una nuova terra, lontana dai greci. Con le loro navi giunsero fino alle coste di un profondo golfo a loro noto per le attività di commercio (un’altra versione racconta che la rotta fosse stata attraverso la penisola balcanica fino al fiume Timavo).

Risalirono i fiumi e si sparsero in una pianura che allora era molto più ricca di fiumi, laghi, acquitrini e corsi d’acqua. Il mare Padano si era non da molto prosciugato. Lì trovarono altri abitanti, soprattutto gli euganei.

Si insediarono non senza difficoltà tra questa popolazione che a volte condivise gli insediamenti ed altre dovette fuggire verso le più sicure propaggini delle Alpi.

Le città dei Veneti

Di origine venetica sono molte città, quali Aquileia, Concordia, Oderzo, Este, Padova, Treviso, Belluno, Altino, Oppeano, Gazzo Veronese e molte altre.

Comunque siano andate le cose, Antenore giunse nel Veneto con la moglie, i figli superstiti ed alcuni alleati, tra i quali: Mestle, Clodio, Aquilio, Jano, e gli alleati eneti della Paflagonia.

Enea prese un’altra rotta; alcune fonti lo citano per la fondazione di Roma, cosa improbabile visto che Antenore fondò Padova nel 1185 a,C., mentre Roma nacque più di 400 anni dopo nel 753 a,C.  Per la cronaca, allora Venezia non era altro che un bosco disabitato sito alle foci del Brenta. Fu fondata molto più lontano nel tempo, nel 421 d.C.

Passati più di mille anni, tra il 18 e il 12 a.C., i veneti divennero parte integrante del mondo romano, ma essendo alleati e non vinti, mantennero le loro tradizioni, leggi e costumi, anche se tra il secondo e terzo secolo dopo Cristo persero l’uso della lingua venetica. L’imperatore Ottaviano Augusto all’incirca nel 7 d.C. chiamò questo territorio Regio X – Venetia et Histria.

Il latino che si parlava mantenne la cadenza e certe caratteristiche della lingua antica, tanto che a Tito Livio, storico padovano, si rimproverava l’uso di un latino non puro.

Veneti

Mappa della Paflagonia

Aquileia del Friuli

Giunti alle estremità del mare, Aquilio fondò Aquileia, che in breve tempo divenne una città molto popolata.

Molti secoli più tardi, San Marco dopo aver evangelizzato questa città tornerà a Roma. Durante il viaggio di ritorno approderà in un isolotto della futura Venezia, dove un angelo apparso in sogno gli dirà:

“Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum”

(Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo).

Fino all’anno 811 Aquileia esercitò la sua giurisdizione ecclesiastica dal fiume Danubio (a nord) all’Istria (a sud) e dal lago Balaton (a est) a Como (a ovest). L’evangelizzazione di San Marco si diffuse in popoli di lingua ed etnia diversi.

Concordia e Portogruaro

Antenore, dopo una breve sosta ad Aquileia, lasciò Aquilio Troiano con i vecchi, gli infermi e un presidio di soldati.

Tramite una vasta rete idrica navigabile, ora scomparsa nella pianura, proseguì con gli altri troiani e gli eneti.

Risalirono il fiume Limino (ora Lemene), fino ad un luogo che chiamarono Troia. Gli Euganei si opposero a questa nuova denominazione, ma al termine della disputa e raggiunto un accordo, decisero di chiamare il paese Concordia in segno della pace raggiunta.

Aromato Troiano risalì ancora un po’ il fiume dove fondò il villaggio Portus Romatius che poi divenne Portogruaro.

Oderzo (Opitergium)

Dall’onomastica Venetica emergono indizi dei rapporti fra i celti e gli eneti, e l’inserimento dei primi nell’ambito della società veneta.

L’elemento celtico risulta particolarmente documentato in località quali Oderzo, Altino e la valle del Piave.

Conegliano

Jano si fermò prima su di un colle tra il Piave ed il Livenza, appunto il colle di Giano che diverrà poi Conegliano.

Quarto d’Altino

Secondo alcune fonti, si potrebbe invece indicare in Altino come il luogo del mitico sbarco di Antenore alla guida degli Eneti, quello a cui venne attribuito il nome di ‘Troia’

Altinum un tempo assomigliava a Venezia, era attraversata da canali e le case vi si specchiavano.

Successivamente gli abitanti di Altino migrarono nell’isola di Torcello, dove replicarono il proprio paese di origine.

Padova

Veneti

Basilica di Sant Antonio da Padova

Molte sono le ipotesi avanzate, ma una di queste racconta che Antenore imboccò il fiume Brenta la quale allora la foce non era altro che il Canal Grande di Venezia (città ancora da sorgere). Il fiume, fino alla piena del V secolo, passava sia per Padova che per Venezia.

Antenore si fermò per un primo rifornimento di acqua dolce in un boschetto all’altezza di Rialto, poi risalì fino agli insediamenti dei Colli Euganei.

Un oracolo gli avrebbe pronosticato la fondazione di una ricca città e, per trovare il luogo dove insediarsi avrebbe dovuto scoccare una freccia verso gli uccelli in volo e la città sarebbe sorta dove fosse caduto l’uccello morente.

Si tratterebbe della città di Antenorea, poi Patavium e quindi Padova.

Nell’anno 302 a.C. l’esercito padovano sconfisse addirittura il re di Sparta Cleonimo che risalì il Brenta devastando e saccheggiarono la zona al margine della laguna veneta. I patavini decisero di muoversi contro il nemico, in difesa dei villaggi vicini. Cleonimo, vinto dai Patavini, fu costretto a ritirarsi precipitosamente verso il mare.

Padova fu il luogo di nascita dello storico romano Tito Livio, nato probabilmente nel 59 A.C a Teolo sui Colli Euganei. Lo storico con la sua “Ab Urbe Condita“, scrisse la storia di Roma dalla fondazione ai suoi giorni.

In un’arca nella basilica di Santa Giustina, giacciono le spoglia di San Luca evangelista, trasportate prima a Costantinopoli e poi a Padova.

Atheste (Este)

La civiltà dei Veneti fu scoperta nel 1876 durante i lavori di scavo per la costruzione della stazione ferroviaria di Este.

Storia Il toponimo “Este” (in epoca romana Atheste) pare derivare dal nome in latino e in greco antico del fiume Adige (Athesis) che fine al 589, a seguito di una rotta cambiò completamente corso.

La città di Este è abitata da tempi molto antichi: già nell’età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti, i quali svilupparono la città, facendo fiorire l’economia grazie agli scambi con le civiltà limitrofe, ma anche con i Greci e Romani.

Ad Este si trovava il santuario più importante dedicato alla dea Reitia, a cui sono stati ritrovati numerosissimi ex-voto.

Chioggia

Clodio, giovane bellissimo, alto, chioma bionda vincitore in guerra e conquistatore di donne, per questa città, scelse come stemma un leone rampante rosso su argento a ricordo di Troia. Il nome Clodia poi cambiò nei secoli in Cluza, Clugia e quindi Chiozza, per arrivare infine all’attuale toponimo Chioggia.

Mestre

Mesthle, figlio di Pilemene, re della Paflagonia, si fermò nella selva Fetontea dove fondò la città di Mestre. Questa selva era uno sterminato bosco esteso da Aquileia a Ravenna,

Oppeano

Gli oggetti trovati nelle necropoli attorno ad Oppeano sono oggi conservati in vari musei. Tra i quali l’Elmo di Oppeano del secondo periodo della civiltà atestina. E’ caratterizzato dalla forma conica e dalle decorazioni dove è rappresentata una serie di cavalli ed uno strano quadrupede alato con la testa e le gambe anteriori di un uomo.

Modena

Un’ipotesi è che Enea avesse fondato Modena e non Roma e che non fosse quindi un antenato dei romani, ma degli emiliani, gli umbri e i toscani.

Oltre il mito e la leggenda, i Veneti più di 11.000 anni fa

Quando si parla della mitica Atlantide, varie fonti descrivono i suoi abitanti come abili costruttori di navi e allevatori di cavalli che avevano reso fertile la loro terra …

Veneti

Decorazioni venetiche

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

I Veneti, una civiltà tra la realtà ed il mito ultima modifica: 2018-05-07T15:35:23+00:00 da Franco Corè
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I Veneti, una civiltà tra la realtà ed il mito
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Veneti, eneti, oppure evetoi secondo Omero, erano gli abili cavallerizzi provenienti dalla Paflagonia che combatterono in difesa della città di Troia. Seguirono Antenore alla ricerca di una nuova terra al termine del mar Adriatico.

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