LO SAPEVI CHE

San Marco, una Serenissima basilica a Roma

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Qual’è la storia della basilica di San Marco a Roma? C’è una connessione con la Repubblica Serenissima? E chi era San Marco?

Il ragazzino dell’ultima cena

Aveva circa 13 anni quando nella sua abitazione fu consumata l’Ultima Cena. Seguì angosciato Gesù dopo l’arresto e i soldati cercarono di acciuffarlo, ma lui sfuggì nudo lasciando il lenzuolo tra le loro mani.

Quel ragazzo era Giovanni, figlio di Maria, una vedova benestante che metteva a disposizione del Maestro la sua casa e l’annesso Orto degli Ulivi. Il mondo ebraico lo chiamava Giovanni ma per quello greco-romano era Marco. Fu uno dei primi battezzati da Pietro, l’apostolo che frequentava assiduamente la sua casa e che lo chiamava “mio figlio”.

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L’abside della basilica di San Marco a Roma

Marco a Roma

Nel 41 d.C Marco giunse nella capitale dell’Impero Romano. Ritrovò Pietro e ne divenne lo “stenografo” in quanto l’apostolo non sapeva scrivere in greco. Fu così che il giovane Marco mise nero su bianco il primo dei vangeli, proprio dove ora sorge la Basilica romana a lui dedicata.

Nel 48 d.C. l’apostolo Pietro inviò Marco ad Aquileia per raccontare alla gente quanto aveva appreso. Grazie a Marco venne evangelizzata la Regione “Venetia et Histria”, incluso i luoghi che nel 421 diverranno la Serenissima Repubblica di Venezia.

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La facciata della basilica, affianco a palazzo Venezia

Marco il Papa

Nel 336, appena cessarono le persecuzioni contro i cristiani, il papa Marco I trasformò l’abitazione e l’oratorio dell’omonimo evangelista in basilica. Negli attuali sotterranei si trovano ancor oggi i muri perimetrali della costruzione originaria.

Il titolo cardinalizio di San Marco

Fu istituito nel 336 da papa Marco I ed è uno dei titoli più antichi e prestigiosi. Solitamente il titolo di San Marco veniva conferito al Patriarca di Venezia alla sua nomina di cardinale a Roma. Diveniva così preposto alla cura della basilica dell’evangelista. L’ultimo titolo fu del cardinale Marco Cé ed è vacante dalla sua morte (12 Maggio 2014). Prima di lui, l’amatissimo Albino Luciani.

Una curiosità: 6 furono i papi provenienti dalla Repubblica di Venezia.

Il cardinale Pietro Barbo

Nel 1465-1470 la basilica venne radicalmente trasformata ad opera del cardinale veneziano Pietro Barbo, divenuto pontefice nel 1464 con il nome di Paolo II (anche se avrebbe preferito quello di Marco II). A Paolo II si devono la splendida facciata a due ordini; all’interno le grandi nicchie a conchiglia delle navate laterali, le bifore e il soffitto a lacunari. Attorno alla basilica il porporato fece costruire il proprio palazzo residenziale, detto appunto di S. Marco, ora palazzo Venezia.

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La navata centrale

Il cardinale Angelo Maria Querini

È discendente della famiglia patrizia veneziana dei Querini Stampalia. L’aspetto attuale della basilica in stile barocco è legato al restauro del 1654-1657, poi successivamente completato nel 1735-1750 per volere del cardinale Angelo Maria Querini.

Altri veneti della basilica di San Marco a Roma

Nel 1527 con il sacco di Roma la basilica subì molti danni. I cardinali veneti Agostino Valier e Domenico Grimani fecero eseguire molti lavori di ristrutturazione. Quest’ultimo porporato ricevette il titolo di San Marco dopo “elargizione” paterna di una somma enorme (tra i 25.000 e i 30.000 ducati).

Nicolò Sagredo, futuro 105° doge e per due volte ambasciatore della Serenissima in Roma, dal 1651 al 1656 e dal 1660 al 1661 trasformò i pilastri della navata maggiore. I cancelli furono donati nel 1690 dal cardinale veneto Pietro Vito Ottoboni, che divenne pontefice con il nome di Alessandro VIII. Antonio Canova nel 1796 costruì il monumento funebre di Leonardo Pesaro, figlio sedicenne dell’ultimo ambasciatore di Venezia.

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

San Marco, una Serenissima basilica a Roma ultima modifica: 2017-10-17T12:11:21+00:00 da Franco Corè

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