PERSONAGGI STORIA

La nave asilo Scilla, la Marinaretto e l’Amerigo Vespucci

nave asilo Scilla

Cos’hanno in comune la laguna di Venezia, la nave asilo Scilla e il conte Vittorio Cini?

Da San Giorgio alla nave asilo Scilla

San Giorgio e il Drago - Isola di San Giorgio Maggiore

San Giorgio e il Drago – Isola di San Giorgio Maggiore

I fiumi Medoacus Maior e Minor, ovvero il Brenta e il Bacchiglione, percorrevano la Regio X Venetia et Histria per un territorio molto differente da quella odierno. Il Brenta modellò il Canal Grande di Venezia e l’attuale isola di San Giorgio Maggiore. Nel 589 un epico diluvio disalveò quasi tutti i fiumi ed anche il Medoacus Maior deviò drasticamente il percorso. All’insula Memmia, chiamata poi l’isola dei cipressi, vi approdavano i pescatori e le imbarcazioni cariche di merci provenienti dall’Adriatico e dai fiumi. Nel IX secolo vi costruirono una chiesa dedicata a San Giorgio Maggiore, così denominata per distinguerla da quella dell’isola di San Giorgio in Alga.

Per quasi tutti i 1100 anni della Repubblica di Venezia, l’isola di San Giorgio Maggiore fu una prerogativa dei monaci Benedettini, fino a quando nel 1806 Napoleone li cacciò e saccheggiò ogni bene. Le opere d’arti vennero trafugate, compreso le Nozze di Cana del Veronese la quale tela venne tagliata a pezzi e ricomposta in Francia. San Giorgio divenne presidio militare e deposito d’armi. Il degrado continuò con gli austriaci e proseguì anche dopo il 1866, data di annessione del Veneto al Regno d’Italia. Cadde in completa rovina l’isola del santo che sconfisse il drago.  San Giorgio, metafora della lotta del bene contro il male, era il simbolo dei cavalieri crociati che proprio da qui vicino salpavano per le crociate.

Davide Levi Morenos e la nave asilo Scilla

Lo scienziato e filantropo Davide Levi Morenos nacque a Venezia nel 1863. Con la moglie Elvira Dabalà si dedicò all’educazione degli orfani e dei ragazzini più disagiati. Fu il primo istitutore delle Navi-Asilo in Italia. Nel 1899 fondò la sezione veneziana della Lega Navale Italiana e nel 1903 la Società Regionale Veneta per la Pesca e per l’Acquicoltura. Nel 1904 ottenne la concessione d’uso della regia nave Scilla per la società fondata l’anno prima. La Scilla divenne così un orfanatrofio galleggiante dove venivano formati i giovani pescatori. L’Opera Nazionale Marinaretti preparò professionalmente gli orfani dei pescatori alla vita nella marina militare e mercantile e nei pescherecci. L’attività pratica si svolgeva a bordo di una vecchia nave ormeggiata alle Zattere, mentre le aule per le lezioni teoriche erano ai Cavanis o all’Angelo Raffaele. Il progetto venne replicato nel 1910 a Napoli con la nave Caracciolo.

La nave-asilo Scilla

nave asilo Scilla

Il veliero Giorgio Cini

Era una vecchia cannoniera ad elica del 1876, disarmata e radiata dai quadri del Naviglio Militare. Ogni ragazzino pagava una retta giornaliera di 6 lire, spesso anticipata da enti, da familiari o da benefattori.   Ognuno aveva un libretto di risparmio dove depositava le donazioni o i propri guadagni. I marinaretti della Scilla frequentavano la scuola elementare e se meritevoli anche la scuola di avviamento professionale e le scuole professionali complementari. Vi entravano a 12 anni, ma venivano ammessi anche aspiranti marinaretti di almeno sei anni. Superata la terza elementare continuavano gli studi oppure trovavano impiego in attività manuali o nella pesca. Nel 1921 la Scilla venne sostituita dalla Volturno sulla quale si potevano ospitare fino a 180 Marinaretti. Nel 1951 il conte Vittorio Cini acquistò la Scilla e la fece restaurare dal Centro Marinaro Giorgio Cini, dove tornò ad essere la nave-scuola per centinaia di Marinaretti.

Il Conte Vittorio Cini

Ferrarese di nascita e veneziano di adozione, nel 1918 sposò l’attrice ligure Lyda Borrelli da cui ebbe quattro figli tra i quali Giorgio che perì nel ’49 in un incidente di volo in Francia. Ereditò dal padre alcune cave di trachite, dalla quale si estraeva il materiale per i masegni utilizzati per la pavimentazione di Venezia. Era un imprenditore nel mondo finanziario, siderurgico, elettrico, marittimo, turistico, assicurativo, nonché collezionista di opere d’arte. Divenne senatore del Regno d’Italia e ministro delle comunicazioni. Gli furono conferite numerose onorificenze.

Venne deportato a Dachau da dove fuggì grazie all’intervento del figlio Giorgio, il quale probabilmente corruppe alcuni militari. Tornato in libertà elargì consistenti contributi finanziari al movimento della Resistenza. Fu chiamato più volte a deporre per la strage del Vajont, come presidente della Società Adriatica di Elettricità. In particolare per il non chiaro passaggio dell’impianto del Vajont dalla società veneziana Sade (di cui era il presidente) all’Enel. Nel 1952, a memoria del figlio scomparso, Vittorio Cini avviò la costruzione del Centro Marinaro e nel 1956 istituì la fondazione Giorgio Cini.

Il Centro Marinaro e la fondazione Giorgio Cini

Il logo dell'Associazione Marinaretti Allievi

Il logo dell’Associazione Marinaretti Allievi

Per adibire le strutture della Fondazione, buona parte dell’isola di San Giorgio Maggiore venne ristrutturata. Il Centro Marinaro Giorgio Cini nacque accorpando nell’isola la vecchia istituzione dei Marinaretti. Comprendeva un porto con una darsena. Una scuola di avviamento professionale. Un cantiere-scuola. Gli alloggi. Una flotta navale che nel tempo vide più imbarcazioni. Come la goletta Belem costruita in Francia e poi ribattezzata Giorgio Cini. La motonave Giorgio Cini II. Il panfilo San Giorgio Maggiore II. Il motopeschereccio Marinaretto. La prima Amerigo Vespucci. La Volturno. Inoltre dei bragozzi ed alcune lance.

Le attività svolte dai Marinaretti avvenivano non solo a bordo delle imbarcazioni. Ma anche a terra nelle scuole di avviamento professionale dotate di officine meccaniche, laboratori per la costruzione delle vele e le attrezzature navali. I Marinaretti più esperti avevano la possibilità di fare pratica in mare su piccole unità della Regia Marina. Queste imbarcazioni erano adibite a ricerca di pesca e a studi talassografici. Il “Centro Marinaro” ospitò nel tempo circa 600 orfani di marinai e pescatori, educando i giovani ai mestieri del mare.

La goletta Giorgio Cini

Nel 1951 il Conte Vittorio Cini acquistò dagli eredi Guiness lo yacht Fantôme II. Fu varato in Francia nel 1896 con il nome Belem. Con l’imponente veliero, trasformato e rinominato Giorgio Cini, fino al 1967 i giovani Marinaretti salpavano dall’isola di San Giorgio Maggiore per navigare il Mediterraneo a bordo della loro “Giorgetta”. Dopo varie peripezie, nonostante le proteste dei veneziani, nel 1979 la Giorgio Cini tornerà ad essere francese. In Francia verrà riportata all’originale allestimento, e dove riprenderà il nome Belem.

L’Amerigo Vespucci prese il posto della nave asilo Scilla

La vecchia nave Scilla presto risultò vetusta e inadatta allo scopo. Fu sostituita da altre navi, tra le quali la nave scuola Vespucci. Ovviamente quella precedente del più noto veliero.

La nave scuola Marinaretto

Questa imbarcazione venne costruita e varata nel 1954 dagli stessi Marinaretti. Si trova attualmente ormeggiata nell’isola della Certosa, proprietà di un privato.

La vita dei Marinaretti

I Marinaretti

Di buon mattino il Marinaretto procedeva con la pulizia personale. Successivamente quella della biancheria e dei ponti. Durante la giornata svolgeva le attività di bordo, ma anche le esercitazioni di riva e di manovra. Seguiva le lezioni di voga, di nuoto, di motoristica e quelle militari. La scuola pratica di pesca d’alto mare era organizzata su due bragozzi a vapore. Il Labor e il Virtus, costruiti a Chioggia ed acquistati grazie ad una sottoscrizione cittadina. Gli istruttori erano perlopiù ex ufficiali e sottufficiali della Marina. Per i ragazzi non esisteva la libera uscita.

L’Opera Nazionale di Patronato per le Navi Asilo

Venne istituita e riconosciuta quale Ente Morale nel giugno del 1914. Lo scopo principale era quello di aiutare le due navi asilo di Venezia e di Napoli. Con l’evento bellico del 1915, vennero accolti anche gli orfani di guerra. Nel 1928 sarà l’Opera Nazionale Balilla ad assumere la direzione di tutte le navi asilo.

L’epilogo

Nel 1931 il Comune di Venezia, visto l’elevato numero di Marinaretti, assumerà altri due maestri per le scuole interne della vecchia Volturno e per l’ultimo arrivato Vespucci, al tempo in allestimento presso l’Arsenale. Non molto tempo dopo, gli ormeggi passarono a San Nicolò al Lido dove i ragazzi delle classi IV e V frequentarono la scuola elementare a Santa Maria Elisabetta. Il 23 novembre del 1936 la Scuola Marinaretti Scilla venne trasferita a Chioggia nella Caserma Santa Croce in attesa della nuova sede a Sant’Elena. Ma nel 1938, per disposizione del Comandante Generale della Gioventù Italiana del Littorio, venne trasferita nell’Agro Pontino a Sabaudia. Il primo luglio 1940 il Re soppresse tutte le navi scuola trasferendo tutte le dotazioni all’istituto marinaro della G.I.L. a Sabaudia.

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

La nave asilo Scilla, la Marinaretto e l’Amerigo Vespucci ultima modifica: 2019-07-25T15:15:22+02:00 da Franco Corè
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Scilla, la nave-asilo
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A Venezia la nave Scilla preparò professionalmente gli orfani dei pescatori alla vita nella marina militare e mercantile e nei pescherecci. Vittorio Cini, il padre di Giorgio, accorpò nell’isola di San Giorgio la vecchia istituzione dei Marinaretti nella fondazione dedicata al figlio.

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