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Le tre stelle di Romano: a tavola con l’arte e gli artisti

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Nei Libri d’Oro della trattoria Da Romano capita di incrociare un disegno con testo a fianco di Emilio Vedova. Tante illustrazioni dell’artista Mario Vellani Marchi. Un disegno di Mark Rothko, una tempera di Capogrossi. Con dediche allegre, spiritose, conviviali, ironiche. Come quella del pittore lombardo Giuseppe Novello, che era stato prigioniero in Russia. “Ho vissuto da russo: ma è più sano passare la vita intiera da Romano”. O quella dell’artista Jacques Ramondo: “Da Romano si mangia bene, troppo bene per lavorare bene dopo …”. Era il 3 agosto del 1956 e questa testimonianza, come le innumerevoli dei 26 “diari di bordo”, i preziosi quaderni del ristorante, tracciano la storia unica e irripetibile della scena artistica, a Venezia e non solo, tra gli anni Trenta e Settanta del secolo scorso.

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Questi “diari di bordo” insieme a molto altre testimonianze straordinarie fanno parte del racconto de “Le tre stelle di Romano. Burano: arte e storia di un ristorante entrato nel mito”, mostra accattivante e un po’ intrigante aperta alla Fondazione Querini Stampalia fino al prossimo 6 marzo.

La storia centenaria del ristorante Da Romano a Burano

Secondo appuntamento, tra arte e convivialità, dopo la mostra dedicata dalla Fondazione Querini due anni fa al ristorante all’Angelo della famiglia Carrain. Tra arte e cultura del Novecento, per la prima volta viene proposta la storia centenaria del ristorante da Romano a Burano. Bello l’aneddoto, raccontato all’inizio del percorso espositivo, sulle tre stelle che compaiono nel nome del locale. Quando, a metà degli anni Venti, Romano spostò l’osteria da una sede ad un’altra poco lontana, si schermì per la semplicità del luogo con Mario Vellani Marchi, un habitué dell’isola di Burano che già conosceva e apprezzava la sua cucina e la sua ospitalità. In risposta, Vellani Marchi se ne uscì con la frase: “Ma questo è un tre stelle!”.

Romano E Orazio Con Colore

Da quel momento le “tre stelle” resteranno per sempre nel nome e nella storia del ristorante da Romano. Che, amante dell’arte, ospiterà nel suo locale un vero e proprio cenacolo di pittura, musica e poesia. Forte della grande e ormai consolidata amicizia con Vellani Marchi. Tra i soci fondatori di un altro cenacolo artistico di intellettuali, quello della trattoria di via Bagutta a Milano, Vellani Marchi porterà a Burano e da Romano tanti dei suoi amici milanesi come Giuseppe Novello e Orio Vergani. Niente menù, si mangia quello che i pescatori hanno portato quel giorno e le verdure dell’orto. In cucina la siora Gigia, in quegli anni deus ex machina di tanti piatti prelibati e spalla fondamentale del marito Romano.

In mostra i 26 “diari di bordo” che si possono sfogliare virtualmente grazie ad una installazione multimediale

La storia del ristorante da Romano, giunto ormai alla quinta generazione familiare, è tutta qui. Si racconta nelle tre sezioni della mostra, che presenta la ricca collezione di dipinti del locale e rende visibili, per la prima volta, i preziosi “diari di bordo”. Quei Diurnali sulle cui pagine gli artisti, poeti o pittori che fossero, si divertivano a fissare con disegni e/o con parole – firme, schizzi, apprezzamenti, dediche amichevoli … – il racconto di una giornata, un momento particolare, un arrivederci. Istantanee di conviviali dall’impronta tipicamente familiare.

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Cene organizzate, come scrive Pascaline Vatin che insieme a Giandomenico Romanelli ha curato l’allestimento, per “le feste e le ricorrenze dell’isola, Natale, capodanno e carnevale in testa, … anche la festa del Rosario in ottobre e tutti i festeggiamenti per le regate”. Ma qualsiasi giorno dell’anno era buono, tra un risotto di gò, una frittura mista e i tipici biscotti a esse, per dar “da mangiare ai più affamati” e accogliere “una nuova generazione di artisti, per la maggior parte ancora poco conosciuti … “.

Oltre cento dipinti della collezione Da Romano raccontano tante tappe della storia dell’arte del Novecento

Merita segnalare che le oltre seimila pagine dei Libri d’Oro della trattoria sono interamente fruibili grazie ad una installazione multimediale interattiva che permette a chiunque visiti la mostra di sfogliare i libri. E in questa galleria di personaggi e avvenimenti si possono vedere tante tappe della storia dell’arte del Novecento. Come per esempio la prima stesura del Manifesto del fronte Nuovo delle Arti. Scritto e illustrato da Emilio Vedova.

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Per venire a tempi più recenti, una generazione di artisti internazionali è protagonista di disegni ed elaborati nei volumi 24, 25 e 26. Philippe Starck (che ha inaugurato il volume numero 26), Ai Weiwei, Zhan Wang, Toni Oursier, Markus Lupertz , Lauwrence Carroll. Sono un centinaio i dipinti in mostra della Collezione da Romano: il muto di Gino Rossi, una Burano di Filippo De Pisis, e anche opere di Carena, Moggioli, Vedova, Basaglia, Cadorin, Dalla Zorza, Seibezzi, Novello, Guidi, Bacci, Bonfante. Una storia che grazie a immagini, approfondimenti, curiosità, piccoli segreti e pettegolezzi è riccamente raccontata anche nel libro-catalogo che accompagna la mostra. Con testi di Giandomenico Romanelli, Pascaline Vatin e Adriano Berengo.

(ph credit: Fondazione Querini Stampalia)

Le tre stelle di Romano: a tavola con l’arte e gli artisti ultima modifica: 2021-12-31T09:11:14+01:00 da Cristina Campolonghi

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